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CS Nastrini Rossi: La scuola del Sud tra spot e verità

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Chi ha aderito alla fase delle immissioni in ruolo lo ha fatto liberamente

Questa frase ci offende. E non è facile offendere noi, che da mesi subiamo una violenta campagna denigratoria. Ma definire libera la decisione di aderire al piano assunzionale denominato Buona scuola è una menzogna, che ci ferisce ancora.

Una scelta libera è consapevole e scevra da condizionamenti.

Non siamo stati messi in condizione di operare una scelta consapevole dovendo presentare domanda di assunzione senza conoscere né il numero effettivo di cattedre disponibili per classe di concorso e né la loro suddivisione sul territorio italiano. I dati sono stati pubblicati solo dopo la scadenza per la presentazione della domanda.

Non siamo stati liberi da condizionamenti ma gravemente condizionati da pressioni deliberatamente attuate per convincerci ad accettare condizioni altrimenti inaccettabili. Dalle dichiarazioni dell’ex ministro Giannini che esortava, a pochi giorni dal termine, a produrre domanda vaticinando la volontà di cancellare le supplenze e chiudere le GAE[1] alle FAQ ufficiali pubblicate sul sito ministeriale che avvertivano che per chi non avesse prodotto domanda le possibilità di lavorare sarebbero state drasticamente ridotte e che, superati i 36 mesi non sarebbe stato più possibile lavorare[2].

 

Non c’è stata alcuna consapevolezza e neppure libertà nella scelta di aderire al piano assunzionale. Non abbiamo partecipato alla Buona Scuola per anticipare il nostro ingresso in ruolo. Avremmo fatto questa libera scelta anni fa, quando eravamo giovani.

Abbiamo accettato di partecipare perché chi ce lo proponeva ci prospettava il rischio di non lavorare più e non potevamo permettercelo.

Quindi, dopo averci spinto a fare un salto nel buio, facendoci credere che fosse l’ultimo treno, non osate dirci che abbiamo fatto una “libera scelta”.

Scelte chiare sono state, invece, la trasformazione dei 14mila 747 di sostegno per le assunzioni della L.107/’15 distribuendone 8 mila e 400 nelle regioni del Nord e 2mila e 700 in quelle del Sud Italia, insieme alla creazione di 48mila posti di potenziamento di cui solo 6 mila sul sostegno e praticamente inesistenti nel Mezzogiorno.

O ancora l’investimento di quasi due miliardi di euro per 48 mila posti di potenziamento aggiuntivi ex novo, lasciandone ben 60 mila già esistenti e stabilizzabili invece con una operazione finanziaria di certo molto più vantaggiosa in termini di risparmio.

E così si ripete quello che è ormai evidente a molti: i posti ci sono anche nelle regioni del Sud.

In Basilicata ad inizio anno scolastico si sono contate 611 cattedre di fatto nei posti comuni più 246 posti in deroga sul sostegno. Nelle regioni del Sud complessivamente 6mila 968 cattedre di fatto nei posti comuni più 9mila 348 posti in deroga sul sostegno. Nelle isole, 3mila 182 cattedre di fatto nei posti comuni più 3mila 849 posti in deroga sul sostegno.

E’ per questo che molti dei docenti assunti in fase B e C dalla Buona Scuola sono tornati nelle loro province di residenza temporaneamente solo per il corrente anno scolastico. E non c’è da sollevarsi pensando che la deroga per le assegnazioni provvisorie, sancita dall’ormai famoso emendamento Puglisi, è stata valida solo per questo anno scolastico, perché sappiamo bene che non è certo questo il problema alla base dei tanti disagi che la scuola sta vivendo. E ricordiamo inoltre che la prima deroga alle assegnazioni provvisorie nasce proprio con la L. 107/’15 per l’a.s. 2015/2016 per tutti gli assunti entro l’ a.s. 2014/2015.

Epoca in cui gli esiti della nostra “libera scelta” erano ancora avvolti nel buio, come d’altronde gran parte dell’esperienza che andiamo vivendo.

 

Coordinamento Nazionale

Nastrini Rossi Docenti

 

[1]«Io non credo valga la pena rinunciare: un piano straordinario di assunzioni come questo non si ripeterà facilmente. Ci sarà inevitabilmente una fase transitoria di un paio d’anni durante i quali i posti eventualmente vacanti continueranno a essere assegnati con le supplenze, ma questo è destinato a finire. Dopo la fase transitoria si entrerà per concorso, come prescrive la Costituzione».

http://www.lastampa.it/2015/08/02/italia/politica/la-mobilit-dei-prof-esiste-da-sempre-sbagliato-rinunciare-79m48sttXYO6fHGCXtWQPK/premium.html

[2]Faq 19: Domanda: Se non presento la domanda di partecipazione alle fasi b) e c) del piano straordinario di assunzioni, avrò la possibilità di continuare comunque a lavorare nella scuola statale in qualità di supplente?

Risposta: Entro il limite del periodo massimo di 36 mesi consentito dall’articolo 1, comma 131, della legge 107/2015. E solo nel caso in cui vi siano posti disponibili.

(…) In conclusione, il fabbisogno di supplenti sarà più basso in futuro rispetto a quanto accaduto sino al 2014/2015, sarà limitato all’organico di fatto e sarà distribuito geograficamente in maniera diversa.

Faq 18: Domanda: Se non presento la domanda di partecipazione alle fasi b) e c) del piano straordinario di assunzioni, potrò comunque essere assunto in futuro?

Risposta: Per quanto riguarda gli anni successivi, va ricordato che nel 2016/2017 cambierà la geografia dei posti vacanti e disponibili (… ) Infine, la distribuzione dei posti per classe di concorso dipenderà anche dal fabbisogno espresso dalle scuole con i Piani triennali dell’offerta formativa e, dunque, ad oggi non è conosciuta.

http://www.istruzione.it/assunzioni_buona_scuola/faq.shtml

 

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