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BUTAC e i poteri forti a Montecitorio

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Ebbene sì, venerdì 21 aprile siamo stati dai poteri forti, ma che dico forti, fortissimi (cit.).

Insieme ai colleghi blogger Paolo Attivissimo, David Puente e con Walter Quattrociocchi coordinatore del CSSLab presso l’IMT – School for Advanced Studies di Lucca sono stato invitato a fare da moderatore ad uno dei quattro tavoli dell’evento #BASTABUFALE alla Camera dei Deputati.

Da sinistra: David Puente, Paolo Attivissimo, Michelangelo Coltelli, Walter Quattrociocchi

Sono state due ore e mezza d’incontro nella Sala della Lupa davvero interessanti, come lo è stata l’accoglienza del potere fortissimo, la presidente Laura Boldrini, che al termine dell’incontro ha chiacchierato a lungo con noi dell’argomento. Prima di tutto, siccome capita che qualcuno ci chieda quanto ci hanno pagato, specifico che lo abbiamo fatto gratis, lo facciamo gratis, la Camera dei Deputati ha solo provveduto a pagare viaggio in treno, e la sistemazione per la notte per chi ne ha avuto necessità. Nessun gettone di presenza, nessun pagamento.

Perché abbiamo accettato l’invito della Presidenza della Camera?

BUTAC, come ripeto da sempre, non è legato a nessuna fazione politica, non lo siamo mai stati, l’unica nostra bandiera è la corretta informazione. Io sono europeista, come alcuni degli autori, ma non è necessario avere un’etichetta appiccicata addosso quando l’unica cosa che ci spinge a scrivere è cercare non di portare avanti questa o l’altra tesi, ma solo i fatti, quelli verificabili. E i fatti sono gli stessi, sia che ci inviti l’attuale Presidenza della Camera dei Deputati o che lo faccia un partito all’opposizione.

Una risposta che mi era piaciuta molto era stata quella che aveva dato il BVZPA (Buon Vecchio Zio Paolo -semicit.) a dicembre 2016, quando un follower su Twitter l’aveva definito arruolato da Laura Boldrini:

Sono diventato un debunker di stato, “arruolato” dalla Boldrini?

Link all’originale.

Risposta breve: LOL, no.

Risposta lunga: No. La Presidenza della Camera mi ha semplicemente chiesto di moderare una mattina di dibattito sulle bufale (fatto) e la Presidente Boldrini mi ha citato fra gli esperti che le daranno una mano nella sua iniziativa per contenere i danni causati dalle false notizie arruffapopolo e acchiappaclic. Tutto qui. Insieme a me la Boldrini ha citato Michelangelo Coltelli (Bufale un tanto al chilo), David Puente (Davidpuente.it) e Walter Quattrociocchi (CSSLab dell’IMT di Lucca).

Non sono stato arruolato, assunto, messo sotto contratto, messo a libro paga o iscritto al Nuovo Ordine Mondiale con una stretta di mano segreta e il sacrificio di una capra. La Presidenza mi ha chiesto informalmente se mi interessava collaborare a queste due specifiche iniziative e io altrettanto informalmente ho detto di sì, perché mi sembrano esperienze interessanti e potrebbero essere utili a molti.

La corretta informazione non indossa la casacca di una squadra

Purtroppo non a tutti è chiaro che non ci sono fazioni politiche nel grande gioco delle bufale, ma solo manipolatori e diffusori di bufale. Li possiamo trovare tra i tavoli del Parlamento come nelle redazioni dei giornali, in tv come alla radio, a destra come a sinistra o al centro.

Per tre giorni BUTAC, il blog, è rimasto silente, io non ero in grado di scrivere nulla causa gli impegni istituzionali e non ho fatto altro che aggiornare le pagine social. Purtroppo l’esser ancora un blog a “conduzione casalinga” non ci permette di avere una vera redazione come quelle che ormai vediamo usare a professionisti della manipolazione dei fatti, professionisti che evidentemente riescono ad avere accesso a larghi canali di finanziamento, beati loro.

Noi che di finanziamenti poco trasparenti non ne vogliamo in compenso non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione che ci veniva regalata: discutere con i tanti intervenuti come e perché sia necessario intervenire sul fenomeno delle bufale. Le idee che sono venute fuori verranno raccontate dalla stessa presidenza della Camera tra qualche settimana, nessuna richiesta censoria da parte di nessuno, tutti i presenti all’evento sono stati concordi che la legislazione esistente sarebbe sufficiente, se fosse applicata alla regola.

Il tavolo delle imprese

Al mio tavolo nello specifico hanno partecipato:

ASSOREL – Carolina Mailander

COLDIRETTI – Francesca Alfano

CONFAGRICOLTURA – Luigi Mastrobuono

CONFARTIGIANATO – Lorenza Messi

FERPI – Raffaele Paciello

COOP – Stefano Bassi

ALLEANZA COOPERATIVE – Roberto Calari

CONFINDUSTRIA – Alfonso Dell’Erario

UPA – Giovanna Maggioni

La maggioranza degli intervenuti aveva ben chiaro il problema e si sono presentati preparati ad argomentare. Alcuni, come è normale che sia, seguono le leggi del marketing, appartando l’importanza dei fatti verificati: è più importante cosa vuole il pubblico, e non serve istruirlo, ad esempio se l’olio di palma è demonizzato lo togliamo, che importa se la scienza ci dice che fa male come gli altri oli con cui lo andremo a sostituire? L’importante sul breve periodo è non perdere affezionati clienti. Sia chiaro, non c’è nulla di illecito in questo atteggiamento, e da piccolo imprenditore capisco benissimo il senso della decisione. Ma il problema è vasto, e la maggioranza dei presenti era ben conscia dell’importanza dell’azione.

Le conclusioni del tavolo sono state decisamente positive, tutti concordano che le fake news e la manipolazione dei fatti abbiano risvolti che possono danneggiare il consumatore finale come l’azienda. Svariati degli intervenuti sono già allo studio per trovare un sistema interno per combatterle.

Rete e fake news

Si è parlato davvero tanto in quelle due ore d’incontro e la cosa che mi è saltata all’occhio è come pochissimi di quelli al tavolo puntassero il dito contro la rete, anzi, tanti hanno citato trasmissioni TV, servizi giornalistici, campagne promozionali, insomma al tavolo delle aziende avevano molto chiaro come il problema non è la rete. La rete ha solo permesso di vedere meglio l’esistenza del problema, e aiuta molto nella diffusione, ma le bufale che possono far danno nascono prima di tutto da una cattiva informazione da parte dei mass media.

Tutto questo per me è stato di immensa soddisfazione, ho trovato persone preparate, pronte a mettere in discussione determinate logiche, ora bisogna vedere come evolveranno le cose. La presidente Boldrini giusto oggi, 2 maggio 2017, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul proseguimento dell’iniziativa #BastaBufale:

Un’indagine conoscitiva sulle fake news ed un progetto di educazione civica digitale nelle scuole che coinvolga, oltre agli studenti, istituzioni, aziende, social media. Sono questi i due grandi impegni concreti presi dal presidente della Camera, Laura Boldrini, e dal ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, nel corso dell’incontro “#BastaBufale impegni concreti. Essere informati è un diritto. Essere disinformati è un pericolo”, che si è tenuto stamani a Montecitorio presso la Sala della Regina.

BUTAC, insieme a realtà come Minerva (associazione di divulgazione scientifica nata a Bologna qualche anno fa) tutto questo già lo fanno, su base volontaria, da alcuni anni. Chissà che qualcuno non sia interessato a conoscere i metodi e gli strumenti che riteniamo necessari per insegnare nelle scuole cosa significhi verificare le fonti e come farlo.

maicolengel at butac punto it


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