Cronaca

I sei Quadri del Corteo Storico di San Nicola a Bari

BARI –  La direttrice artistica dell’evento ha dettagliato il contenuto e il significato dei sei quadri che compongono il Corteo Storico di San Nicola in programma Sabato 7 Maggio a Bari.

1° Quadro = Le colonne della Cripta. San Nicola fece un viaggio a Roma in visita a Papa Silvestro. Passando dinanzi alla casa in demolizione di una donna di facili costumi, ammirò una colonna e la sospinse nel Tevere. Miracolosamente fu vista galleggiare nelle acque di Bari all’arrivo delle reliquie del Santo. La notte che precedeva la riposizione delle Sue ossa, mancando una colonna, il Santo intervenne a completare lui stesso l’opera dell’abate Elia. I baresi – accorsi alla Basilica – videro un santo vescovo che, con due angeli, aveva recuperato dalle acque quella colonna. Si lavora sul concetto di ricostruzione. La cronaca racconta i terremoti che hanno devastato il Centro Italia, i bombardamenti che non si interrompono, i folli che ergono muri, quando invece servirebbe costruire ponti. Alcuni danzatori (disegnati con la tecnica del bodypainting) avranno le sembianze di pietre. Animati dal respiro Santo di Nicola, da macerie – attraverso il suono dei tamburi con azioni acrobatiche “mano mano” – diventeranno una struttura. Simboleggerà una ricostruzione sociale della comunità. I danzatori saranno accompagnati dai timpanisti dell’Associazione Nicolaus Barium.

2° Quadro = La Manna in scena. La potenza quasi esoterica di questo Santo, che dona ogni anno la manna, che produce un elemento salvifico, taumaturgico. La manna viene caratterizzata al femminile. Perché nutre. Si è lavorato con donne malate di tumori, che toccano la maternità e la femminilità ovvero quelli ad utero, ovaie e seno. Queste donne saranno simbolo della manna. Sfileranno e canteranno. I canti sono a cura di Giovanna Carone e Claudia Castrigno. Su di loro ci sarà un’installazione di palloncini gonfiati ad elio, che – all’interno – conterranno piume, che si diffonderanno nell’aria. Sostiene questo quadro Claudio Cutuli, produttore di tessuti naturali, ecologici ed artigianali: i suoi drappi (tinti nel latte e realizzati in fibra di latte) sono donati per unire tra loro le donne protagoniste del quadro, realizzato con Komen Italia, Casa delle donne del Mediterraneo e con le associazioni Acto Bari e Ui Togheter.

3° Quadro = Bambini indifesi. Si attualizza il miracolo in cui San Nicola rianima i poveri resti di tre bambini uccisi da un perfido oste. Questa cannibalizzazione e mercificazione dei bambini avviene ancora adesso. Bambini a cui viene tagliata a pezzi l’anima. Un orrore non troppo lontano da noi e molto attuale. Le cronache lo registrano nella zona attorno allo stadio che prende il nome dal Santo. C’è un oste macellaio e quella è la sua cucina. Ci sono anche i clienti, mostri consapevoli che chiedono la carne di bambino. Quadro realizzato in collaborazione con Patrizia Rossini, dell’Istituto comprensivo Japigia 1 “Verga” insieme alla comunità Rom Santa Teresa. Bambini di etnia rom e non sfileranno insieme. Parteciperà l’Associazione dei panificatori. Loro stessi offriranno pane a tutti bambini che – a loro volta – lo distribuiranno alla comunità.

4° Quadro = La Colonna e fanciulle da maritare. Si segue un antico rituale, secondo il quale una fanciulla in età da marito, che faccia tre giri intorno alla colonna, grazie all’azione di San Nicola troverà il marito ideale. Non è un caso se nel mese di maggio avvengono i riti delle nuove coppie. È la festa della vita che si rinnova, della nuova speranza e dell’amore. Ci sarà una danza di fanciulle intorno alla colonna, a cui si uniranno anche i figuranti del popolo.

5° Quadro = La Dote e le ragazze salvate dalla prostituzione. La dote regalata da San Nicola salva tre giovani fanciulle da un misero destino. È l’azione di un essere umano attento agli altri. Ed è ciò che potremmo fare noi tutti i giorni. Lavorare sull’alternanza ricchezza e disagio, e sulla velocità con la quale si possa passare da una comodità ed agiatezza di vita ad uno stato di povertà, facile da immaginare in un momento di crisi economico-finanziaria. Tre coppie di danzatrici – più somiglianti possibili – affinché siano i due lati di questo repentino cambiamento, che può avvenire dall’essere ricchi all’essere poveri, dall’essere sereni all’essere disperati. Si utilizzeranno dei giochi di costume ed un’attenzione al trucco, in simultanea un lato bianco e nero e un lato a colori di una stessa esperienza, di una stessa persona.

6° Quadro = La Caravella. Donne e figli dei marinai. Bari è in festa. Figuranti e musicisti in abiti medievali annunciano l’arrivo delle reliquie Santo. Si narra delle gesta eroiche degli uomini, dimenticando che sono marinai e non soldati, quindi compiono un’azione mossa dalla fede e non da un dovere di ruolo sociale. I marinai sono sostenuti dal popolo e si muovono fuori dalle regole, ma sono uomini con la loro umanità. Sono padri, mariti che lasciano a casa mogli, figli e sorelle per compiere una missione per la quale non sono preparati. Al ritorno esultano per la missione compiuta, ma anche per il ritorno alla loro terra e alle loro famiglie, che avrebbero potuto perderli. Si vuole così rappresentare una vittoria della famiglia. Le donne e i bambini danzeranno con i ritmi della Militia Sancti Nicolai. Chiudono il corteo il clero, i nobili e i soldati, anticipando il Gonfalone della Città di Bari.

Festa tra Cielo e Terra, con Elisa Barucchieri ed Elena Sofia Ricci: QUI

Progetto artistico del Corteo Storico di San Nicola: QUI

Programma del Corteo Storico di San Nicola: QUI.


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