Cronaca

llustrate norme Soccorso Alpino regionale

TRIESTE – Una proposta di legge presentata dal centrosinistra, primo firmatario Renzo Liva (Pd), ha come obiettivo stabilizzare e potenziare due delle tre principali funzioni svolte dal soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia (CNSAS FVG), ovvero quella di coordinamento operativo negli interventi di soccorso e quella di riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso sanitario che costituiscono la parte più cospicua dell’attività, inserendolo nella sanità regionale;
(la terza funzione è quella di essere struttura operativa del Servizio nazionale della protezione civile nei casi di emergenze o calamità).

La necessità deriva dal fatto che al CNSAS FVG manca uno stabile e univoco riferimento con l’Ente Regione capace di sfruttarne in
maniera funzionale le potenzialità.

E’ quanto il consigliere Liva ha spiegato alla III Commissione permanente, presieduta da Franco Rotelli (Pd), illustrando il
provvedimento.

Così oggi in Commissione è stato evidenziato che di fatto il CNSAS FVG è quasi del tutto incastonato nella Protezione Civile,
ma si trova ad operare prevalentemente all’interno del servizio di emergenza ed urgenza sanitaria che fa capo alla Direzione
Salute. Di qui la scelta di inserire il Soccorso Alpino nella sanità e più specificatamente nel sistema di emergenza e urgenza
sanitaria sia per quanto attiene agli indirizzi strategici sia dal punto di vista operativo e, conseguentemente, finanziario. Un modello altrove già adottato, dove l’integrazione tra operatori sanitari e di soccorso alpino che si è tradotta in un miglioramento del servizio al cittadino.

Per questa collocazione strategica si è fatto riferimento al Comitato regionale per l’emergenza e urgenza (CREU), evitando
così parziali duplicazioni di centri decisionali e sfruttando un organismo già esistente per una funzione in grossa misura
coincidente, ed eventualmente integrabile con i direttori della Protezione Civile e del Servizio del Corpo Forestale, quando le
materie trattate lo rendano necessario.

I rapporti del CNSAS FVG con la Regione e i suoi Enti funzionali (es. le Aziende Sanitarie) avvengono attualmente attraverso la
stipula di molteplici convenzioni e hanno diverse fonti di finanziamento, ma la soluzione innovativa proposta è quella di un’unica convenzione multilaterale tra diversi soggetti, stipulata dall’Ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi (EGAS). In questo modo si punta a sfruttare le professionalità dell’EGAS e si inserisce con maggior forza il Soccorso Alpino nel Servizio Sanitario Regionale.

Fissati i requisiti minimi della convenzione, essa regola le spese generali del Soccorso Alpino (per i mezzi, le sedi, il materiale, le attrezzature, ecc.), stabilisce i rapporti a carattere oneroso con il SSR e con la protezione Civile e infine definisce la reciproca collaborazione, al momento non onerosa, ma proficua, con il Corpo Forestale.

Alcune norme prevedono la compartecipazione al costo delle operazioni di soccorso e altresì quella della rimozione e del
trasporto di cadavere perché si crede di aver trovato, in entrambi i casi, delle soluzioni operative efficaci e di buon senso.

Va precisato che quando il soccorso ha carattere sanitario questo rientra nelle prestazioni garantite dai Livelli Essenziali di
Assistenza (LEA) e ciò vale sia per il trasporto che per le prestazioni sanitarie. La norma inoltre opera un ulteriore distinguo, di buonsenso, stabilendo che anche laddove l’intervento non abbia  carattere sanitario, ma non richieda l’uso dell’elisoccorso,
questo non sia a carico del cittadino. Diversamente, l’intervento dell’elisoccorso non sanitario causato da imperizia o imprudenza
è invece a carico del cittadino.

Quanto alla norma relativa alla rimozione ed al trasporto di cadavere, si è resa necessaria per razionalizzare una modalità operativa che razionale non è. Infatti, a tutt’oggi accade che, una volta che il medico dell’elisoccorso del 118 constata il decesso del malcapitato, l’elicottero rientri alla base senza il cadavere e un altro elicottero, oppure i soccorritori del soccorso alpino, debbano occuparsi della rimozione. Pertanto, considerato che far volare un altro elicottero ha dei costi enormi e occupare i soccorritori nel trasporto del cadavere attraverso zone impervie è spesso rischioso, si stabilisce che – fatti salvi i casi di altre emergenze concomitanti che a giudizio del responsabile del 118 richiedono il velivolo – l’elisoccorso del 118 è incaricato della rimozione e del trasporto del cadavere.

Per quanto attiene alla norma finanziaria, si è optato per l’istituzione di un nuovo capitolo che finanzia la convenzione unica, e ciò per rende più chiari i rapporti finanziari e più agevole la valutazione della congruità del finanziamento.

(immagini tv)

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