fbpx

L’attacco cibernetico russo all’Ucraina

Print Friendly, PDF & Email

Lo scoppio della guerra nella regione del Donbas – aprile 2014 – ha trasformato l’Ucraina in uno dei principali obiettivi di guerra dell’intelligence russa, con operazioni di informazione e psicologia, nonché di attacchi cybernetici e di guerra elettronica.

Negli ultimi tre anni, l’Ucraina è stata sottoposta a non meno di 7.000 attacchi cyber. L’esperto cibernetico ucraino Sergey Radkevych, ha recentemente scritto su Sprotyv che “l’Ucraina è in uno stato di guerra informatica con la Russia” e che le attività cyber russe rappresentano “una minaccia esistenziale della sicurezza nazionale ucraina”.

Inoltre, gli scontri militari nell’est dell’Ucraina stanno continuamente dimostrando che gli strateghi e gli esperti militari russi ritengono che la guerra elettronica (EW) sia diventata la spina dorsale della “guerra del futuro”. Fonti occidentali hanno affermato che da dicembre 2015 la Russia ha iniziato ad agire più decisamente per “raggiungere effetti cinetici sulle infrastrutture critiche ucraine”; colpendo le reti di comando e controllo, danneggiando e distruggendo le comunicazioni radio, i sistemi radar e mutando i segnali GPS.

Fino ad ora però, per la mancanza di prove concrete, dati riguardanti gli strumenti usati, o le modalità d’attacco, era stato difficile poter affermare con assoluta certezza che i russi stessero aggredendo l’Ucraina anche elettronicamente, oltre che militarmente; da adesso invece, grazie ad indagini indipendenti condotte da attivisti ucraini e specialisti cyber, è indiscutibilmente possibile sostenere che c’è un coinvolgimento russo nelle attività EW contro l’Ucraina. I dati presentati dagli esperti ucraini possono eliminare molti aspetti misteriosi dell’utilizzo russo di EW nel Donbas. A questo proposito, si possono individuare sei mezzi usati dalla Russia nel corso degli anni 2014-2017 per attuare la sua EW.

1. Il complesso RB-341 “Leer-3” viene installato sui veicoli senza equipaggio Orlan-10 (UAV) per interferire e bloccare i segnali GSM (telefoni cellulari) e trasmettere informazioni codificate. Questo sistema di arma d’avanguardia è stato avvistato per la prima volta nei pressi della città di Donetsk nel maggio 2016.

2. Il complesso RB-301B “Borisoglebsk-2” è uno dei sistemi più avanzati d’annullamento elettronico. È stato progettato per disturbare e inceppare le onde dei canali radio HF / UHF (sia terrestri che aeronautici), nonché i terminali mobili e radiotelefoni a livello di comando-tattico e operativo-tattico. È stato consegnato alle forze armate russe nel 2013 (anche se è stato creato nel 2009) quando sono state schierate le prime unità nel territorio del Distretto Militare Sud (SMD). Più tardi è stato avvistato nel 2015 nella città ucraina occupata di Lugansk. Inoltre, complessi di questo tipo appaiono frequentemente nei pressi in cui operano le forze ATO – termine militare ucraino che indica le attività armate contro le forze separatiste sostenute dalla Russia. Alcune fonti hanno sostenuto che questo complesso avesse svolto un ruolo decisivo nella battaglia di Debaltseve – gennaio 2015 – una delle sconfitte più pesanti subite dalle forze armate ucraine fino ad oggi.

3. La stazione d’inceppamento automatica R-934UM è stata individuata vicino a Lugansk nel 2015, dove è stata usata in associazione con l’unità di comando F-330KMA. In precedenza, questa stazione è apparsa vicino alle città ucraine orientali di Gorlivka e Makiivka. Fonti russe hanno anche ammesso che questa stazione “viene impiegata con successo nei conflitti militari locali”.

4. Tra il 2015 e il 2016, la stazione d’arresto automatizzata R-330Zh “Zhitel” è stata rilevata a Gorlivka, Makiivka e Zaytsevo. Questo sistema è dispiegato in appoggio ad una brigata di fanteria. Quest’apparecchiatura potrebbe essere stata utilizzata dalle forze separatiste nei pressi di Debaltseve nel 2015.

5. Nel 2015, vicino all’aeroporto internazionale di Donetsk, sono state osservate le stazioni di controllo radiofonico R-381T2 UHF (complesso R-381T “Taran” e “Torn”).

6. Infine, le stazioni portatili di ricognizione a terra, PSNR-8 e Kredo-M1 (1L120) sono state progettate per individuare i bersagli in movimento sulla terra, o sull’acqua e per sostenere il fuoco dell’artiglieria in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente dalla stagione. L’importanza di questo sistema è che può essere utilizzato anche in condizioni di visibilità quasi nulla. È stato avvistato nel territorio della regione di Lugansk. (Blahodatne, Olgynka, Buga e Volnovakha).

Nel frattempo, secondo fonti ucraine, il 23 marzo 2017, i separatisti filo russi hanno ricevuto, tramite il “63° convoglio umanitario”, 43 pezzi di moderne attrezzature EW, che ora stanno utilizzando contro le Forze armate ucraine nella regione del Donbas.
Gli specialisti ucraini – “Armiya SOS” – utilizzando il cosiddetto HackRF One gadget – una radio definita software per la trasmissione / ricezione di segnali radio (nell’intervallo da 1 megahertz a 6 gigahertz), hanno intercettato segnali delle “più recenti stazioni di guerra elettronica (EW) dell’aviazione russa” situate in Crimea (Cape Tarkhankut). Il risultato dell’indagine, condotto nel mese di marzo 2017 è una grande rivelazione, infatti suggerisce la presenza in Crimea degli elicotteri Mi-8MTPR-1 equipaggiati con stazioni Rychag-AV, che li rendono armi formidabili per le operazioni EW.

Uno dei principali modi in cui questo sistema viene impiegato dalla Russia è nella inibizione totale dei segnali radio. Il risultato dell’indagine ucraina ha reso chiaro che questi elicotteri sono stati resi disponibili ancora alla fine dell’anno 2016 sia in Crimea, che nel Distretto Militare del Sud.

Le informazioni di cui sopra portano a delle considerazioni: in primo luogo, le impressionanti capacità degli hacker ucraini e dei volontari di intelligence open-source ad intercettare e scoprire le attività EW russe, non sono sufficientemente utilizzate dal governo ucraino per problemi burocratici e per la lentezza nelle decisioni operative, ciò riduce drasticamente il potenziale dell’esercito ucraino e convince il lato russo della sua incondizionata superiorità. In secondo luogo, anche se le capacità russe nel settore dell’EW dal 2014 sono cresciute esponenzialmente, non riescono ancora a fornire una totale invulnerabilità.

Gli eventi più recenti in Siria (i missili da crociera del 7 aprile contro la base di al-Shayrat) e il fatto che l’Ucraina sia riuscita ad intercettare i segnali russi in Crimea, suggeriscono che l’effettiva potenza delle capacità russe di EW è inferiore a quanto spesso viene rappresentato in Occidente.
Infine, la Crimea e l’enclave di Kaliningrad – due “bolle” anti-accesso / area negativa (A2 / AD) – sono pesantemente militarizzate e insieme costituiscono i legami fondamentali del crescente “arco di contro-contenimento” russo. È probabile che queste aree possano essere sempre più utilizzate dal Cremlino come “bastioni informatici”.

Infine, e non per questo meno importante, si dimostra ancora una volta la totale partecipazione russa a tutte le operazioni militari e non che avvengono nel Donbas, anche se Mosca insiste e afferma costantemente d’essere “un intermediario pacificatore”(?).

Gabrielis Bedris

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Segui via Email
Facebook
Facebook
Google+
http://www.corrierenazionale.net/2017/05/26/lattacco-cibernetico-russo-allucraina
Twitter