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Italiani nel mondo

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Per anni, poco considerati in Patria, molti nostri Emigrati hanno sperato che il loro profilo d’italianità si sarebbe ricostituito. Non è stato così. Se il processo continuerà, come lo conosciamo, potrebbe rimanere disatteso. Per gli italiani oltre confine, non esistono diritti acquisiti in Patria e la loro rappresentatività a livello normativo è ancora tutta da avvalorare.

 Certo è che, dopo tanti sacrifici, la nostra Comunità nel mondo è riuscita a integrarsi. Pur con cinque Generazioni, gli italiani all’estero sono restati, “ufficialmente”, pochi.

 L’integrazione è riuscita a fornire una nuova dimensione di vita nei Paesi ospiti. Tant’è che molti hanno cambiato cittadinanza e per chi ha mantenuto quell’italiana, al voto nazionale non manifesta particolare interesse.  Eppure, limitandoci al Vecchio Continente, gli italiani sono più di due milioni. Molti sono figli, se non nipoti, di chi, negli anni 50/60, si erano recati al lavoro nelle miniere con contratti di “scambio” (braccia per carbone).

 Rammentiamo, con profonda amarezza, le scritte che apparivano in certi locali pubblici dell’Europa: “Divieto d’ingresso agli italiani”. Tutto, ora, sembra lontano. Eppure è storia di ieri. Oggi impensabile, ma che ha segnato almeno una Generazione. Ora, in UE, i problemi si sono modificati; pur essendo, in parte, presenti ancora alcuni. E’ di scena il Parlamento Europeo, la moneta unica, La Banca Centrale, ma i nazionalismi, anche in questo 2017, hanno prevalenza sul concetto di tutela dei problemi socio/economici del Vecchio Continente. L’apprezzamento per chi ha conservato la cittadinanza d’origine, è indiscutibile, ma non basta.

La posizione d’italiano all’estero non dovrebbe essere equiparata ai residenti nella penisola unicamente al momento del voto. Ai Connazionali nel mondo spetta un trattamento più consono al loro stato. Ma quando? E come? Sono interrogativi che non sono stati ancora risolti; perché mai affrontati. Quelli che scarseggiano restano i “fatti” irrisolti. Lo scriviamo perché l’Italianità non è un termine vago e indistinto; ma una realtà che può essere di supporto anche per il Paese d’origine.

Giorgio Brignola

2 pensieri riguardo “Italiani nel mondo

  • 3 Giugno 2017 in 08:32
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    Sono assolutamente d’accordo con l’estensore del’articolo. Purtroppo le ns. Istituzioni hanno ben altro da fare. Sono piuttosto i senatori e i deputati eletti all’estero che dovrebbero far sentire la loro voce. Probabilmente questi saranno dei prezzolati, perché non si sente nessuna voce elevarsi dal loro pulpito.

    Risposta
  • 2 Luglio 2017 in 03:59
    Permalink

    Grazie per l’intervento. Certamente, la sua riflessione meriterebbe un approfondimento. I Lettori hanno tutto lo spazio per esprimere le loro perplessità.

    Risposta

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