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Quell’imperdonabile senno del poi

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Guglielmo Maccione

Leggo di molti elettori romani della Setta che a fronte degli acclarati fallimenti della SindOca si dannano l’anima e si dichiarano pentiti di averla votata. Ne riconosco l’assoluta incapacità e si disperano per aver fatto una scelta sbagliata.
Altri, invece, che continuano a sostenerla a testa bassa e. da incalliti masochisti quali sono, fanno finta di ignorare l’accresciuto degrado nel quale è sprofondata la Capitale.

Di questi ultimi, francamente, non mi interesso. Sono irriducili. Per quanto mi riguarda, per loro vale quel vecchio e noto adagio che recita: la mamma dei cretini è sempre incinta.
Del ripensamento dei primi, invece, me ne rallegro, ma solo in parte.
Infatti, non ne giustifico la scellerata scelta nemmeno quando, pentiti, affermano che: “pensavamo che…”, “speravamo che…”, “ci sembrava che…” “un cambiamento ci sembrava opportuno” ecc. ecc.
Non ne giustifico il loro “voto di pancia” indirizzato verso un Movimento che puzzava di demagogia ed incapacità fin dall’inizio a chilometri di distanza.

Non ne giustifico la scelta fatta “a capocchia” perchè sin dalla vigilia delle scorse amministrative a tutti era noto che Fregnamoscia e la sua banda erano solo le “figurine” della Casaleggio Associati & Grillo. Di quella coppia di spregiudicati ed opportunisti Pataccari, cioè, di cui sembra – stando perlomeno al risultato delle recentissime amministrative – che abbiano preso coscienza diversi cittadini di altri Comuni italiani.
Non li giustifico perchè a Roma l’alternativa a questa consorteria di idioti incapaci era rappresentata da un galantuomo come Giachetti, profondo conoscitore della Città e dei suoi problemi, che aveva resi noti anzi tempo sia il suo articolato programma, sia la sua squadra, composta da varie eccellenze.

Non li giustifico, infine, perchè a causa della loro “leggerezza” hanno contribuito ad infliggere a Roma un colpo davvero mortale ed a noi romani enormi danni e non risarcibili disagi. Quella della mancata candidatura alle Olimpiadi, ad esempio, ne è solo il più rappresentativo

Ora costoro soffrono ed accusano dei mal di pancia. Dichiarano il loro pentimento e manifestano l’intendimento di non “ricarderci più”.
Bene. Per quanto mi riguarda, pero, il minimo che posso augurargli è di passare, comunque, l’estate in diarrea sul vaso del water.
Spero gli servirà da lezione.

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