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“Vaccinazioni? Un decreto dovuto”

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Parla il professor Giuseppe Caramia, Primario Emerito di Pediatria e Neonatologia

I

Resti di bombe carta, contenenti chiodi, e manifesti che inneggiano contro il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per il Decreto sulle Vaccinazioni, sono stati ritrovati alcuni giorni fa a Bergamo e dintorni. Infinite accuse ingiuriose, infamanti, inqualificabili contro il Ministro da tutta Italia non si contano più, e ultima, in ordine di tempo, la notizia che 130 famiglie, dell’Alto Adige, hanno annunciato di voler chiedere “asilo” alla vicina Austria per sottrarsi all’obbligo delle vaccinazioni. L’attivista “No Vax Reinhold Holzer” avrebbe affermato: “Non avveleneremo i nostri bambini; l’asilo non lo chiede solo chi scappa da una guerra, ma anche chi si vede privato dei diritti umani. I vaccini sono una carneficina chimica ai danni dei nostri figli”. C’è per caso da sperare che l’Austria non ci dichiari guerra?

Va infatti segnalato che in quindici Paesi europei: Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito l’obbligatorietà dei vaccini non esiste ma, guarda caso, proprio in tali Paesi la copertura vaccinale è simile a quella presente nei Paesi in cui vige l’obbligatorietà. Le vaccinazioni quindi vengono fatte regolarmente e, a conferma di ciò, non c’è nessuna epidemia e nessuna minaccia alla salute pubblica, come in Italia, solo una lieve flessione delle coperture vaccinali che viene fronteggiata con le raccomandazioni. In tali stati infatti vi è un diverso approccio alle vaccinazioni basato su raccomandazione, prevenzione e informazione.                                                                                                                                                                                                                                                                                                ll Prof. Giuseppe Caramia

In Italia, nonostante esista un’assistenza Pediatrica (che esiste solo in Italia),  per cui ogni bambino dalla nascita a 16 anni ha il suo specialista Pediatra, che informa e fa regolarmente i bilanci di salute, i casi di morbillo, dal 1 gennaio 2017 al 4 giugno 2017 sono stati 2851, casi segnalati in quasi tutte le Regioni (18/21). L’89% dei casi era non vaccinato e il 6% ha ricevuto solo una dose di vaccino. La maggior parte dei casi (73%) è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni; 168 casi avevano meno di un anno di età e 224 casi sono stati segnalati tra operatori sanitari.

Il 40% dei malati sono stati ricoverati e il 35% ha avuto almeno una complicanza.

Da quanto ora riportato, mi chiedo e chiedo a chi avrà la bontà di leggere queste poche righe: quanti soldi sono stati buttati al vento per gli oltre 1200 ricoveri e le medicine (bastano 5-6 milioni di Euro?), per l’assistenza domiciliare e le medicine, per l’assenza dal lavoro di genitori e o parenti? Quanto sono stati, anche in patemi d’animo di genitori e parenti perché, com’è noto a tutti e riportato nella letteratura mondiale, 1 caso morbillo su 20 va incontro a polmonite; 1 su 2000 a Encefalite; 1 su 3000 a Morte.

Ancora quindi chiedo: cosa avrebbero dovuto fare le autorità deputate alla salute dei cittadini italiani, Ministro della Salute, Istituto Superiore di Sanità ecc., ecc., di fronte ad una tale emergenza per raggiungere il più rapidamente possibile la protezione vaccinale ottimale, se non ricorrere a qualcosa di urgente? Cosa avrebbero dovuto fare se gli italiani, nonostante la disponibilità in Italia dello Specialista Pediatra non tengono in dovuto conto le informazioni, le raccomandazioni e la  prevenzione che vengono regolarmente fornite e che, fra l’altro, sono ampiamente diffuse da radio, televisioni e, da circa 20 anni, si trovano anche su internet?

Dovremmo forse assistere ad altre, e ben più gravi epidemie che oltre ai costi potrebbero determinare una contrazione del turismo nazionale e straniero?  

In California, paese dell’estremo occidente, per far fronte al calo della copertura, è stata cancellata la possibilità di appellarsi a motivi religiosi per iscriversi a scuola senza certificato vaccinale e tutto si è svolto regolarmente: nessuno ha chiesto di trasferirsi alla “vicina Cina per evitare la carneficina chimica ai danni dei loro figli”. In Italia, se le autorità non avessero provveduto con un decreto, molto verosimilmente, per non dire certamente, proprio i No Vax avrebbero provveduto ad esporre una denuncia e, gli esperti bombaroli di antica data, a mettere anche delle bombe.

Mi dispiace inoltre che qualcuno dell’Università di Ferrara, città splendida, dotta ed ospitale, antica culla di cultura, abbia da ridire sulle vaccinazioni: la cosa fa rabbrividire!!!

Chi, come me, essendo io un pezzo d’antiquariato, ha avuto modo di vedere bambini morire di difterite, tetano, pertosse, poliomielite, morbillo, di infezioni da Haemophilus, di varicella, in particolare i neonati che hanno contratto la malattia in epoca perinatale dalla madre, i malformati figli di madri che hanno contratto la rosolia in gravidanza, certe diatribe sulle vaccinazioni fanno veramente rabbrividire.

Ricordo le mamme che nell’ultima epidemia di poliomielite, portavano i bambini perché non muovevano più un piede o una gamba. Certe volte la paralisi interessava, in progressione, anche l’altra gamba ed era ascendente fino ai muscoli respiratori per cui bisognava metterli nel polmone d’acciaio. Ma quanto potevano sopravvivere con l’assistenza respiratoria e la sterilità di quegli anni. Ricordo che le suore (a quel tempo le infermiere erano quasi tutte suore) facevano bollire le siringhe di vetro in bacinelle smaltate chiamate “spasette”. Sul fondo mettevano una garza e sopra le siringhe lavate e gli aghi che, quando erano spuntati, venivano riutilizzati dopo aver grattato la punta su carta vetrata.

L’impegno era massimo, oltre ogni limite (non c’era l’orologio all’ ingresso e all’uscita)  ma i risultati ….

La morte però, a quei tempi, era accettata con incredibile, religiosa rassegnazione.

I No Vax, a sostegno delle loro tesi, chiamano in causa Luc Montagnier in quanto Premio Nobel. Non è detto però che un esperto virologo, quando esce dal suo campo non rischi di dire delle inesattezze, per non dire delle stupidaggini, se non ha dati inconfutabili su quanto afferma. Se Luc Montagnier sostiene l’esistenza di una connessione tra vaccini e autismo e precisamente fra la “somministrate contemporanea di vaccini ed anti-infiammatori” dovrebbe portare, visto il tema tanto delicato, delle evidenze scientifiche, cosa che non è assolutamente avvenuta dal 2008 ad oggi.

Inoltre, sapeva Montagnier che il microbiota intestinale degli autistici è diverso da quello di altri bambini (i vaccini quindi non c’entrano), che sostanze presenti nella flora intestinale ‘passano’ la barriera e producono effetti sul sistema nervoso (es. l’oleiletanolamide derivato dall’acido oleico dell’olio di oliva che riduce l’appetito) per cui non sarebbe più sensato chiamare in causa, come fattori epigenetici, i tanti inquinanti di alimenti, acqua ed aria?

Questa scivolata di Montagnier non sarebbe l’unica. Infatti nel 2009 ha pubblicato un articolo dal titolo “Segnali elettromagnetici prodotti da nanostrutture in acqua derivate da DNA batterico”. La fama dell’autore ha fatto pensare ad un importante contributo scientifico. È però subito emerso che l’articolo: non è stato pubblicato sulla rivista Nature, come sarebbe stato ovvio per un Premio Nobel; è stato pubblicato su una rivista sconosciuta al mondo scientifico; il Direttore Editoriale della rivista era Luc Montagnier. E’ così emersa la mancanza di  correttezza scientifica ed inoltre, successivamente, nessuno mai ha confermato quanto da lui sostenuto.

Infine, nota personale, nel 1995 avevo letto degli articoli di Robert Gallo e suoi collaboratori sull’HIV e si ventilava la possibilità del Premio Nobel per cui li avevo invitati a tenere delle relazioni al 15 Congresso Internazionale Bambino Progetto Salute tenutosi ad Ancona- Portonovo. I Relatori furono Robert Gallo, una sua  collaboratrice, la Dr.ssa F. Wong  Staal, un suo amico il Dr. D. Zagury, il Dr. G. Rezza, Responsabile del Centro AIDS ISS, il Prof. M. Vignali e N. Principi. In tale occasione abbiamo avuto la  sensazione che anche lui avrebbe vinto il Nobel se avesse avuto un cognome americano o se fosse appartenuto a qualche Lobby. Dopo ben 10 anni, la cosa è stata indirettamente confermata dalle polemiche che sono seguite in America alla consegna del Premio Nobel solo a Luc Montagnier perché alla scoperta avrebbe contribuito in maniera determinante anche Robert Gallo.

Ritornando alle vaccinazioni il Ministero della Salute e l’ISS come pure il Comitato di Controllo delle Malattie (CDC) degli USA sanno benissimo quali e quanti sono i danni alla salute causati dalle 12 malattie infettive (andrebbe però aggiunto almeno il vaccino anti Pneumococcico ed anche l’anti Papilloma Virus) e gli inconvenienti, di gran lunga inferiori causati dai 12 vaccini. Chi rappresenta lo stato ha il dovere di fare la scelta migliore per tutelare la salute dei cittadini per cui ha optato per la legge oggi tanto messa in discussione da persone assolutamente prive di una memoria storica e non competenti in materia.

Si potrebbe anche ipotizzare che quanti non vogliono aderire alle vaccinazioni, sono liberi di farlo ma, tenendo conto dell’evoluzione dell’Etica in medicina (dall’Etica Ippocratica, alla Bioetica, all’Etica Manageriale) dovranno pagare, in caso di malattia, tutte le spese per medicine e ricoveri di tutti quelli che si ammaleranno, compresi quelli che, per particolari condizioni patologiche, non possono assolutamente essere vaccinati ma sarebbero stati protetti se tutti gli altri fossero stati vaccinati: sarebbero stati protetti da quella che viene chiamata “l’immunità di gregge”.

Non si deve però mai dimenticare che ogni vaccinazione è un atto medico, con l’introduzione nell’organismo di sostanze a questo estranee,  che quindi richiede l’uso di precauzioni particolari quali un’accurata anamnesi,  anche familiare, un esame obiettivo, eventuali test preliminari ed informazioni su rischi e benefici. Va inoltre tenuto presente che, la Medicina Basata sulle Evidenze, ci impone di dare quanto prima una risposta, esaustiva e chiarificatrice, a quanti ci chiedono perché, in seguito ad atto medico, quali le vaccinazioni, un numero sia pur molto limitato di soggetti vanno incontro a reazioni avverse più o meno gravi. Le attuali tecnologie diagnostiche chimiche, biochimiche e molecolari, oltre a darci risposte adeguate in tale ambito, ci permetterebbero di conoscere se questi soggetti, contraendo la malattia, sarebbero andati incontro, molto verosimilmente, ad un esito infausto (cosa che giustificherebbe la reazione al vaccino nel quale il patogeno è attenuato o inattivato), e se, e come, si potrà proseguire il programma vaccinale.

Solo così si sconfiggeranno paure, opinioni e concetti mistificatori, privi di ogni fondamento scientifico e si realizzerà una medicina moderna e personalizzata e le vaccinazioni riprenderanno, nell’immagine collettiva, il primordiale e importante ruolo di medicina preventiva.

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