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Dall’orario ai divieti, tutto quello che i maturandi ancora non sanno

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Pochi giorni alla maturità: lo studio intenso sta forse deviando l’attenzione dei maturandi da quei “dettagli” da cui può dipendere la promozione. Un esempio? La data e l’orario degli scritti, o i divieti in sede d’esame: circa 1 su 10 rischia di presentarsi il giorno sbagliato per svolgere il tema, 1 su 2 potrebbe arrivare molto in anticipo o gravemente in ritardo. Ma il popolo dei maturandi last minute non si smentisce neanche per quanto riguarda la lavorazione della tesina. È quanto emerge da una ricerca di Skuola.net su circa 1000 maturandi.

Partiamo dalla logistica. Se circa il 10% dei maturandi non conosce esattamente la data di inizio degli esami di maturità e il 50% sbaglia l’orario di partenza degli scritti, quasi 1 su 5 non sa che il tempo a disposizione per svolgere il tema di italiano è di 6 ore. Ma non finisce qui: è circa 1 su 7 a ignorare la necessità di portare con sé un documento di riconoscimento, necessario per le procedure iniziali dell’esame di Stato.

Tornando alla prima prova, è solo il 56% dei maturandi a sapere che ogni candidato ha la possibilità di portare con sé il dizionario della lingua italiana insieme a quello dei sinonimi e contrari. Gli altri non sfrutteranno a pieno questa opportunità, perché convinti che uno dei due sia vietato (41%) o che lo siano entrambi (3%).

Non che per la seconda prova vada meglio. Tra i maturandi dello scientifico interpellati, solo circa 2 su 5 sono a conoscenza di quali strumenti possono portare con sé il giorno dello scritto di indirizzo: calcolatrice tascabile o scientifica e, novità di quest’anno, la grafica (purché non si connetta a internet e non sia dotata di CAS). Tutti gli altri perderanno un potente alleato. Così come i ragazzi del classico, che nel 70% dei casi ignorano di poter posizionare sul banco sia il vocabolario di Latino (o di Greco, a seconda della materia scelta per lo scritto) che il dizionario di Italiano.

E lo smartphone? Quasi il 90% crede di doverlo obbligatoriamente consegnare ai professori all’entrata. Ma se “beccati” a usarlo, che succede? È il 5% a pensare di cavarsela con un semplice rimprovero, mentre il 47% è dell’opinione che venga “solo” annullata la prova in svolgimento. La realtà – come sa bene circa il 48% – è ben meno rosea: per chi viene sorpreso a usare smartphone, tablet o apparecchi similari durante l’esame, è prevista l’esclusione da tutte le prove.

Dopo gli scritti, sarà la volta dell’orale. Grande protagonista la tesina, il lavoro finale dei candidati alla cui presentazione si dà l’onore e l’onere di aprire il colloquio. Ebbene, a così poco dal fischio di inizio degli esami, solo il 39% circa l’ha completata. Tra i restanti ritardatari, c’è anche chi non l’ha neanche iniziata (10%).

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