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Marocco – Appello al perdono reale per i prigionieri del Rif

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Ad Al Hoceima, la città al centro delle manifestazioni di protesta, contro corruzione, repressione e disoccupazione, nella regione berbera del Rif nel nord del Marocco, un gruppo di intellettuali e attivisti, hanno chiesto l’intervento di Sua Maestà il Re Mohammed VI per fermare la repressione politica e rilasciare tutti gli 86 manifestanti incarcerati.

“Bisogna assolutamente che i detenuti del Rif vengano liberati prima dell’ Eid al-Fitr, (festa della fine del digiuno)” implora  Mohamed Nes Nash, medico chirurgo e portavoce de “L’Initiative civile pour le Rif”, costituita circa due mesi fa, da un collettivo di accademici e responsabili dei diritti umani.

Questa organizzazione a dire dei suoi rappresentanti, è stata fondata per comprendere e studiare il movimento di protesta “Hirak Chaabi ” letteralmente “Movimento Popolare”, che ha scosso la regione del Rif per quasi otto mesi, e dare, giudizi liberi da ideologie politiche, che non siano veicolati dai media internazionali e nazionali che hanno dato finora, la falsa parvenza, di una sorta di “guerra  civile” avvenuta nelle città di Al Hoceima e Imzouren, epicentri dell’onda del malcontento, dove i manifestanti, si sono scontrati a più riprese con la polizia.

I contestatori, hanno lanciato pietre, la polizia ha prontamente risposto con i gas lacrimogeni, gli idranti e le cariche. In prigione restano 31 persone, delle 86 rinviate a giudizio, tra loro il leader del Movimento Popolare, al-Hirak, il 39enne Nasser Zefzafi in carcere dal 29 maggio con l’accusa essere al soldo di paesi nemici del Marocco e di «aver minato la sicurezza nazionale».

Tutte le sere, dopo l’”Iftar” il pasto serale consumato dai musulmani per interrompere il loro digiuno, migliaia di persone affollano le strade chiedendo la liberazione dei prigionieri e del leader del movimento e risposte concrete per lo sviluppo sociale ed economico della regione. È la protesta più grande  dopo i movimenti del febbraio 2011, in paragone con le “primavere” arabe.

La protesta è scoppiata nel mese di ottobre a seguito della morte di un venditore di pesce, Mouhcine Fikri di 31 anni.

Mouhcine Fikri lavorava come venditore ambulante di pesce nella città di Al Hoceima. La polizia gli ha confiscato del pesce spada, la cui pesca è proibita in quel periodo.

In pochi istanti si è consumata la tragedia: Mouhcine e altri venditori si sono avventati sul camion dell’immondizia nel quale  la polizia aveva gettato il pesce. Poco dopo, la pressa per lo smaltimento dei rifiuti è stata attivata, Mouhcine è rimasto schiacciato a morte nel meccanismo. La folla riunitasi intorno al camion si è scagliata contro i poliziotti, chiamandoli «assassini» ritenendoli responsabili volontari dello stritolamento del pescatore.

“La festa della fine del sacro mese del Ramadan, è una tradizionale occasione per chiedere la grazia reale, noi ci appelliamo dunque al Re, perchè tutti i manifestanti, che sono stati imprigionati o condannati, siano liberati”, precisa il presidente dell’organizzazione marocchina dei diritti umani (OMDH). L’istanza è stata lanciata Venerdì 16 giugno al termine di una “conferenza nazionale” riguardante l’Hirak, organizzata a Tangeri dal Consiglio Regione del Nord, alla quale hanno partecipato diversi ministri, rappresentanti di partiti politici e della società civile.

Il Wali (Prefetto), di Al Hoceima, ha istituito un’indagine prefettizia per appurare responsabilità e motivi della protesta. I funzionari che hanno dato corso all’inchiesta, ascoltando i manifestanti, i partiti politici e le famiglie degli inquisiti, si sono convinti che sussistono in effetti alcune esigenze sociali ed economiche disattese, che giustificano in parte il contrasto con il governo centrale.

I manifestanti hanno rivendicato in particolare, più giustizia sociale, più servizi ai cittadini, migliori collegamenti stradali, l’esigenza di un’Università nella regione, il mancato completamento di un’ospedale specializzato in trattamenti contro il cancro e infine più investimenti per lo sviluppo del Rif.

Il governo  per voce del primo ministro El-Othmani ha annunciato lo stanziamento di 500 milioni di euro in 5 anni per le zone rurali del paese: 20.800 progetti strategici per 12 milioni di marocchini, e nuove infrastrutture per il miglioramento dei servizi pubblici.

Luigi Palumbo – Redazione estera Area Mediterranea, Balcani e Paesi ArabI de Il Corriere Nazionale

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