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Migranti: ipotesi blocco dei porti italiani a navi straniere

Il governo italiano sta valutando la possibilita’ di negare l’approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella del nostro Paese. Per l’Italia e’ ormai ‘insostenibile’ che tutte le imbarcazioni che operano nel Mediterraneo centrale portino le persone soccorse in Italia. L’Italia ha effettuato anche un passo formale con la Commissione Europea sul tema dell’immigrazione. Il governo avrebbe dato mandato al Rappresentante presso la UE Massari di porre formalmente al commissario per le migrazioni Avramopoulos il tema degli sbarchi in Italia. Messaggio dell’Italia: la situazione e’ grave,l’Europa non puo’ voltarsi dall’altra parte. 

Il governo italiano sta valutando la possibilita’ di negare l’approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei Migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella del nostro Paese. Lo si apprende da fonti governative secondo le quali e’ ormai “insostenibile” che tutte le imbarcazioni che operano nel Mediterraneo centrale portino le persone soccorse in Italia.

L’Italia, sottolineano le fonti, continuera’ a salvare vite in mare come sempre ha fatto in questi anni, ma non e’ piu’ sostenibile che tutto il peso dell’accoglienza debba gravare sul nostro paese. Salvataggi e accoglienza non possono essere disgiunti e dunque il contributo dell’Ue non dovra’ limitarsi alle operazioni di soccorso in mare. L’eventuale blocco dei porti italiani riguarderebbe non solo le navi delle Organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo centrale ma anche le unita’ navali inserite in Frontex, l’Agenzia cui spetta il controllo delle frontiere esterne dell’Ue, e in Eunavformed, l’operazione che ha il compito di contrastare nel canale di Sicilia i trafficanti di esseri umani, alla quale partecipano 25 nazioni europee.

L’eventuale blocco degli sbarchi di Migranti nei porti italiani annunciato dal governo alla Commissione europea riguarderebbe solo le navi gestite dalle Organizzazioni non governative. E’ quanto si apprende da fonti comunitarie. Durante l’incontro con il commissario Dimitris Avramopoulos, l’ambasciatore italiano non avrebbe annunciato alcuna modifica delle operazioni Ue nel Mediterraneo centrale, che prevedono lo sbarco di Migranti nei porti italiani da parte delle navi dei paesi europei partecipanti. Per cambiare il mandato e le modalita’ operative delle operazioni Triton e Sophia servirebbe un accordo “all’unanimita’”, ricorda una fonte comunitaria. I servizi giuridici della Commissione sono al lavoro per valutare le implicazioni giuridiche della decisione italiana di bloccare gli sbarchi di Migranti nei suoi porti. Secondo una prima analisi, sarebbe possibile per le navi che battono bandiera di un altro paese e che operano fuori dall’area di ricerca e soccorso (serach and rescue o SAR, ndr) italiana.

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