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“La scommessa” d’amore che sa di Puglia. Intervista di Maria Federica Dimantova a Raffaello Mastrolonardo

Quel giorno percepii cos’è l’amore.

La comunanza di lacrime e sogni, di incubi e paure, di illusioni e di desideri. Un sottile filo che conduce emozioni e lega l’anima più d’una gomena.

Lo intuii, ma non lo compresi.”

 

L’amore, che sia per gioco o, per i più fatalisti, per destino, prima o poi arriva e travolge anche il più scettico degli scettici.

Ma amare vuol dire soffrire? E soprattutto, si può amare più d’una volta nella vita?

Tutte domande a cui non ci sarà mai una risposta esaustiva.

 

Domani, 7 agosto 2017,  proveremo ad interrogarci sull’argomento esaminando la figura di Gian Lorenzo Manfredi, protagonista dell’ultimo romanzo di Raffaello Mastrolonardo edito Tea, “La Scommessa”.

A moderare la serata, che si terrà presso il “Club Adriatico” di Polignano, la giornalista Maria Federica Dimantova.

Un uomo complesso Maestrale, così si fa chiamare Gian Lorenzo Manfredi. Molto colto, ma allo stesso tempo insicuro e innocentemente ignorante d’amore. La sua figura, nella lettura delle prime pagine, risulta quasi orticante. Architetto di grido, passione per la vela, non ama e banalizza, quasi schernisce il sentimento. Tradisce sua moglie e non si sente in colpa per questo, “perché non fa mancare nulla alla famiglia“. Ma quando l’amore, quello vero, quello semplice, si affaccia alla sua porta, ne rimane, passo dopo passo, trascinato in un turbinio di emozioni che lo porteranno quasi ad ammalarsi. Il mal d’amore. Un amore che sa di Puglia e che ha il nome di Miriam.

Cornice scenografica, sapientemente e minuziosamente rappresentata dall’autore, un’Apulia tutta da scoprire, da grattare, da respirare anche nelle estati più umide e torride. Dalla regione che si ramifica originariamente in tre Puglie differenti, alla città di Bari, le sue storie insabbiate, il Liberty, il quartiere armeno Nor Arax. Dalla Valle d’Itria, con la ricchezza delle sue terre e la pietra viva delle sue masserie, alla Lecce barocca.

Un romanzo che non racconta solo una storia, ma una terra, una cultura.

Seconda esperienza per Mastrolonardo, che nel 2005 ha pubblicato la raccolta di poesie “Emozioni”, ma solo nel 2008 ha esordito come romanziere con “Lettera a Léontine”, tradotto in Spagna, Turchia e Serbia, un vero successo.

Due racconti, due esperienze diverse, ma che si interrogano su l’amore, sul più temibile dei sentimenti. Solitamente, a prescindere dal sesso dell’autore, sono protagoniste a porsi interrogativi, a dilaniarsi per un amore sofferto, non ricambiato, alla ricerca di attenzioni, legami. L’uomo è storicamente più severo, meno attento ai particolari. Basta andare oltre lo scudo all’interno del quale spesso si trincea l’universo maschile, per capire che l’amore è neutro. Che sia una malattia o che sia una salvezza, ha gli stessi sintomi e le stesse cure.

Il Corriere Nazionale sarà presente all’evento.

Seguiranno foto gallery e intervista all’autore.

Seguiteci!

di Antonio Valenza

 

Per info e contatti

3408703540

 

 

 


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