Mala tempora currunt

Intervista al professore Santo Mancuso (Brasile)

di Natalino Ventrella (economista)

Mentre la crescita economica europea  è sempre più lenta, i mercati finanziari sono volatili e i responsabili delle politiche economiche sono spesso disorientati ed esenti da responsabilità, gli scenari politici internazionali non sono da meno. Guerra civile venezuelana, crisi tra Trump e Putin, scandali delle ONG per i migranti, Brexit futuro incerto, in Libia il problema non è la Francia, bensì, l’Italia…cosa ci attende?

Continuiamo questo ciclo di interviste con il professore Santo MANCUSO dall’America del Sud, esperto di Intelligence internazionale e Presidente dell’Instituto Internacional de Estudos Estrategicos, per comprendere meglio quali saranno gli sviluppi dei rapporti internazionali nel breve periodo.

Ben ritrovato professore Mancuso. Nelle precedenti interviste, Lei aveva già previsto queste situazione allarmanti. Trump è stato costretto dal Congresso che gli ha bocciato l’Obamacare ad incrinare i rapporti con Putin attraverso le ulteriori sanzioni. Si tratta di schizofrenia politica, oppure, come al solito ci troviamo di fronte all’ennesima interferenza degli Stati Uniti d’America che hanno mire espansionistiche come l’Unione Europea a differenza della Russia?

Ben ritrovato dr. VENTRELLA. Effettivamente, senza voler sembrare una Cassandra, usando un eufemismo, “al peggio non v’è mai fine!” Ovviamente gli USA non vedono di buon occhio l’espansione europea verso Est e le simpatie tra Italia e Ucraina che sono recentemente sbocciate, certamente non aiutano a distendere gli animi, il governo italiano oggi, si sta interessando più di cose di lana caprina che non di mantenere utili alleanze per l’economia.

TRUMP, sin dalla sua candidatura, sapeva a cosa sta andando incontro, dal canto suo PUTIN, non è un politico come tanti, già che trattasi di un ex militare dell’ex KGB e questo pesa molto sulla bilancia, poiché, ha una visione avvantaggiata a differenza di TRUMP degli altri precedenti presidenti americani (a parte i BUSH), francesi o tedeschi, che essendo provenienti dalla vita civile, non hanno accesso a informazioni più riservate e di alto rischio e valenza che possono fare la differenza sui tavoli decisionali, essendo questi assoggettati alle valutazioni di consiglieri strategici che non sempre potrebbero lasciare le cose ben chiare.

Non sarei d’accordo con Lei circa le mire espansionistiche russe, poiché se così fosse, la stessa non sarebbe il gigante militare che è oggi. Sarebbe più giusto dire, malgrado non sia politicamente corretto, che le due superpotenze, oggi stanno dovendosi confrontare con i cambiamenti geopolitici che prima gestivano o creavano ad arte, come Le dissi nella precedente intervista, quello che viene creato, sarà difficile o impossibile distruggere “sic e simpliciter”; dunque questi nuovi assetti, stanno creando fermenti, che potranno senz’altro portare a mutazioni territoriali e di interesse economico. Non dimentichi che la Cina, sebbene paese dell’area socialista, non vuole più essere l’alter ego russo, questo cambia le cose sullo scacchiere internazionale.

L’uscita degli USA da importanti accordi come il TTP (Partenariato Trans-Pacifico, nda) dall’accordo di Parigi (COP1) e le recenti dichiarazioni di TRUMP all’ONU, di uscire dalle commissioni afferenti alla materia, è cosa che avevamo già paventato, quando parlammo di ciò in passato e sta aprendo scenari impensabili tempo addietro per la CINA, la quale non si lascerà certo scappare una ghiotta occasione di mostrare la propria potenza economica e militare; importanti infatti, sono le evoluzioni da questa raggiunte in campo tecnologico.

Credo plausibile opinare che PUTIN stia cercando da un lato di restaurare i confini geopolitici della antica URSS, mentre dall’altro, consolidare la posizione di Potenza mondiale, dovendo stare con l’occhio attento alle costanti variabili possibili. 

Crisi Venezuela…crisi che si gioca sul sistema economico e sul sistema politico per il dominio in America Latina. Gli Stati Uniti interverranno contro MADURO, reo, di una repressione stile comunista?

La situazione dell’America del sud, completamente socialistizzata negli ultimi 20/30 anni, è aggravata dalla cialtroneria dei governi vetero-Leninisti che stanno mostrando tutta la loro inefficacia, straordinario odio per le popolazioni, quanto proprio l’avidità e corruzione dei ras di turno che saccheggiando le casse governative, hanno affamato letteralmente le genti, annullando completamente il welfare, in nome di riforme mai realmente avvenute.

La gravissima situazione Venezuelana dunque è appena la punta di un iceberg che l’Europa ignora, fatta di guerriglieri cubani lì presenti e di mercenari.

Tutti o quasi, sanno che il Venezuela sebbene sia il paese sudamericano con maggior risorse petrolifere, oggi ha un PIL pari a paesi africani.

Gli USA che decenni fa ormai, erano presenti in Venezuela per l’esplorazione petrolifera, non sono stati capaci di dialogare con un uomo forte come Hugo CHAVEZ, il quale è riuscito a seminare la semente socialista e anti americana, schierandosi contro il “Washington Consensus” che pretendeva secondo il suo fondatore Williamson, sin dal crepuscolo degli anni 80, di stabilire le priorità per la stabilizzazione dell’economia dei paesi in via di sviluppo o comunque in crisi economica.

La successiva elezione di Fernando Henrique CARDOSO in Brasile, cui seguono gli otto anni di Luis Ignacio LULA, il quale, consolida il sistema socialista e vetero-Leninista promosso da CARDOSO e la creazione del MERCOSUL, successivamente amplificato negativamente dalla catastrofica gestione del Brasile di Dilma ROUSSEFF, hanno dimostrato tutta l’incompetenza degli ultimi Presidenti Americani, quanto lo scarso interessamento verso paesi come il Venezuela, che essendo stati sottovalutati, oggi sono l’amplificatore sociale dei forti disagi cagionati dal Socialismo nel mondo.

MADURO, nei suoi vaneggiamenti socialisti, è appena figlio dello stesso Leninismo che in Italia sta promuovendo politiche devastanti, se vogliamo, volute da alleati occulti, che si sono impossessati dell’economia mondiale e dunque degli USA.

Oggi TRUMP, si sta scontrando o incontrando (questo lo vedremo,) con questi agenti economico finanziari, resistenti, alla visione di leadership forte e nazionalista PUTINIANA.

Le assicuro VENTRELLA, che quello che sta passando sui midia internazionali, è appena un decimo della vera realtà Venezuelana.

Ho motivo di credere che gli USA, abbiano una strategia per il Sudamerica e che questa stranamente includa in qualche modo la scellerata scelta di non agire militarmente, anche perché questo innescherebbe reazioni a catena, e un conflitto armato di ampia scala in America Latina, sarebbe troppo vicino agli USA. Scellerata, per le popolazioni locali, ovviamente,vittime degli interessi speculativi.

Del resto la guerra civile e i morti sono già sotto gli occhi di tutti.

Libia: MACRON che ha minacciato di nazionalizzare il maxi cantiere,  ha ridicolizzato l’Italia! Nel mondo tutti ridono di noi…. in rete girano battute esilaranti tipo: “la Francia si prenda il petrolio….l’Italia i profughi”.  In effetti molti considerano l’Italia una colonia di Francia e Germania: è cosi?

Ancora una volta, l’Europa, fà un passo indietro, facendo come Pilato di fronte a problemi scottanti, a ciò, si sommi la completa incapacità italiana di gestione della “vexata quæstio” dei migranti. La possibilità di hotspot francesi in Libia, risponde forse a quanto auspicato dalla Lega, facendo eco alle destre Europee, ma non soddisfa ovviamente le melliflue politiche della attuale sinistra italiana.

Sebbene, le affermazioni del Ministro degli Esteri italiano, circa la necessità di una gestione da parte di Enti umanitari come l’UNHCR, (Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati, nda) possa lasciare dubbi sulla incisività della gestione, giacché, appare ormai chiaro che solo attraverso una azione sul territorio si può emarginare il flusso. In soldoni, l’ONU può e deve chiedere ai due governi libici e dei paesi nordafricani, dai quali porti partono i flussi migratori, di collaborare, facendo accedere equipes e aliquote di peace keepers e making keeper, con funzione di Polizia, ancorché diplomatica che possano già preliminarmente indirizzare gli stessi migranti, conformemente le loro stesse reali necessità, seppur nel rispetto delle possibilità di ricezione dei paesi che dovranno ospitarli, ciò sotto pena di sanzioni, alla stregua di altre nazioni.

Sarebbe auspicabile una omogenea partecipazione di tutti i paesi europei nella gestione dei processi preventivi di analisi delle richieste e identificazione e successive distribuzioni, basate sulle capacità territoriali ed economiche dei singoli paesi, attuando così anche nel campo della sicurezza, rendendo reale quella Europa a due velocità che la MERKEL và auspicando da sempre, vivificando lo spirito dell’Acquis di Scheghen, sulla libera circolazione, che oggi sta essendo vanificato dall’incalcolabile quantità di clandestini circolanti.

Esempio che calza a pennello è, tra gli altri quello occorso alle frontiere spagnole, allorquando recentemente, ore addietro centinaia di clandestini armati di pietre e bastoni hanno forzato i valichi attraversando il confine tra Marocco e Spagna, nelle prime ore del 7 agosto 2017. Siffatti comportamenti, non sono dettati dalla disperazione di chi fugge dalle guerre, sì da chi parrebbe essere l’arroganza del “migrante economico”.

Insomma una revisione totale, dell’inutile e iniquo Regolamento di Dublino (che dal 2013 anno della sua ultima modifica, nda) che integra a pieno “l’Accordo di Dublino,” che sebbene nato già nel lontano 1990, è entrato in vigore tiepidamente solo nel 1997; se dunque la lungimirante Danimarca, giustamente ne vedeva già i pericoli, non è da giudicare, poiché la scelleratezza e il dolo di chi all’epoca sottoscrisse per l’Italia siffatta modifica, hanno contribuito grandemente a rendere la penisola, nongià un grande paese umanitario quale sempre fu ed è, quanto proprio il capro espiatorio dell’EU.

Questo, però ci deve far pensare alle origini del fenomeno, ancora una volta la Francia, dà un colpo di reni in avanti, con un gesto tutto tipico dei francesi, presenzialisti, che così come con il caso Gheddafi, hanno anticipato le mosse rompendo le uova nel paniere italiano!

Ancora una volta la sinistra Europea fa le scelte di una destra frammentata, la quale, si limita a farneticare senza agire. Una sinistra democratica quella francese che accoglie le istanze anche della stessa destra francese, seppur distante, ma della quale, evidentemente, ne condivide il nazionalismo che ai politicanti italiani e alpopolo italiano sta mancando, in coerenza con l’idea che l’Italia da sempre non è una nazione.

Questo, ovviamente si ripercuoterà certamente anche sulla politica economica francese,  come ben si intuisce con le vicende Fincantieri/STX Saint-Nazaire.

La fragile situazione politica italiana, sta facendo perdere occasioni d’oro ai governi italiani che si succedono, con perdite di impiego e investimenti.

Lasciare gestire alle ONG, questioni che i governi dovrebbero amministrare agevolmente, denota il fallimento delle politiche estere dei governi europei, quanto proprio il fallimento della “diplomazia diretta”.

Ritornerei in altra circostanza, con piacere su questi argomenti, poiché necessitano di un’attenzione migliore e un approfondimento doveroso.

Perché i politici italiani sono miopi di fronte alla meritocrazia? Perché la politica continua ad investire su una inutile ed insignificante classe politica? Ad esempio, molti fuoriusciti di Forza Italia in questi ultimi tempi, dopo un periodo sabbatico sono rientrati alla corte di Berlusconi con tutti gli onori del caso. Siamo alla pazzia oppure alla farsa?

Da sempre, la politica si nutre di demagogia, sin dai tempi della repubblica ateniese. Sin dall’epoca del Senato dell’Impero romano. Oggi, che essere politico è diventato un impiego, ma non una professione, si è svilita definitivamente l’alta figura del delegato del popolo.

Oggi, essere politico significa anelare al fatidico vitalizio e i fatti recenti lo dimostrano. A mia memoria, in Italia, gli unici parlamentari che coerentemente con una idea di onestà intellettuale rifiutarono il vitalizio, furono Enrico ENDRICH dell’allora MSI, in piena crisi economica e la cui vedova per coerenza con le idee del marito, rinunciò alla reversibilità alla morte dello stesso, e successivamente Gerry SCOTTI, eletto col PSI nel 1989 se non mi inganno ma che non completò il mandato.

VENTRELLA, veda, la differenza tra la classe politica italiana e quella francese o di altro paese europeo è, che la prima, è totalmente priva di amor patrio e con ciò ovviamente ammetto le dovute eccezioni che seppur tuttavia, non esimono il paese Italia dall’essere oggi più di ieri identificato all’estero appena con pizza e mandolino, mentre nel resto dell’Europa, i politici sono chiamati a dimostrare al popolo il proprio operato.

Quanto a Forza Italia, fu un movimento nato sull’onda dell’entusiasmo, tutti fummo entusiasti sostenitori di quello che sembrava essere “contro” la minaccia comunista, seppur scientemente consci che Berlusconi proveniva da uno storico personale impregnato del Craxismo di “quell’Italia da bere”… ma anche da mangiare degli anni 80!

Tuttavia, mi lasci dire che Craxi, alla odierna luce dei fatti sembra essere stato profetico in quella sua ultima intervista rilasciata pochi giorni prima di morire, più onesto intellettualmente di quanto non lo furono molti della vecchia classe politica, o delle nuove leve di parlamentari che visti i prefati recenti fatti, ci stanno svendendo, tanto al chilo e ai precordi di una crisi epocale di carattere mondiale, stanno preoccupandosi appena di questioni speciose sul sesso degli angeli, di come mantenere il vitalizio e di approvare una inutile quanto iniqua legge afferente lo IUS SOLI, mentre si mostrano ciechi o inetti di fronte a questioni internazionali che se ignorate, fiaccheranno la nazione in pochissimi anni.

Per risponderle di forma diretta, è una farsa recitata da pazzi!!

“Mala tempora currunt”, disse Cicerone, ma aggiungerei: “sed peiora parantur”, poiché il peggio deve ancora venire.

Sinceramente, Forza Italia, a mio parere ha perduto motivo di esistere oggi, alla luce delle evoluzioni politiche, non ha più pezzi importanti, degnamente sostituiti, come TREMONTI e altri, non è più la “Casa di quelle Libertà” che tanti entusiasmi popolari suscitava, ma soprattutto il paese non è più lo stesso.

Gheddafi: il Presidente Emerito Napolitano ha affermato. “Basta distorsioni ridicole, decise Berlusconi”. Non crede che dopo quello che sta passando il popolo italiano ormai alla fame, tutto questo, sia  abominevole ?

Scaricarsi la colpa a vicenda è tipico delle coppie in crisi!

Il popolo italiano non è alla fame, o perlomeno pensa di non esserlo, tanto da non importarsi più di tanto della gravità della cosa; per ironizzare, userei una frase del mitico Thomas Milian, il popolo italiano: “è come il cane di mustafà”!

Sul caso GHEDDAFI, dopo l’ostentata amicizia con BERLUSCONI in quella sua ormai storica visita in Italia, circondato da splendide amazzoni in uniforme, potremmo discutere ad oltranza, poiché tutti ricordano le telefonate all’imminenza del raid francese.

Il più grande errore che l’Europa potette fare, fu quello di lasciare la Francia e gli USA deporre e uccidere GHEDDAFI, sebbene ormai fosse necessario ucciderlo, onde evitare di lasciarlo parlare e dire la sua pericolosissima verità.

L’intervenzionismo francese, sulle questioni del bacino del mediterraneo, sono sempre state e saranno sempre visate a estromettere l’Italia da interessi esistenti in terra africana.

Questo gioco di reni di MACRON, è servito a dare il segnale che la Libia non si tocca, insomma, un Landmark insormontabile.

È vero che fu l’ONU a determinare la missione in Libia, ma chiaramente sappiamo del peso della Francia e di quello Italiano all’ONU e comunque anche le missioni Americane in Kuwait, Iraq, furono decise all’ONU, ma tutti sappiamo che l’ONU non è avulsa a sollecitazioni di paesi forti. Francia e USA avevano e hanno ottimi motivi di carattere economico per sovvertire un personaggio scomodo quale Gheddafi era, che per di più, si era alleato al premier italiano, potendo mutare gli equilibri economici, facendo pesare la bilancia in favore dell’Italia.

Credo sia stata “obtorto collo”, una scelta obbligata, per non mettersi contro la NATO; appare chiaro che le due risoluzioni ONU, sull’onda dell’artefatta “primavera araba”, non avevano previsto il dopo operazione o comunque contavano alla luce di quanto sta occorrendo, sulla confusione oggi in atto. Ma quest’ultima analisi, può essere dietrologica per molti; tuttavia, essere machiavellici non costa nulla e come diceva ANDREOTTI: “pensar male e peccato, ma spesso ci si indovina!” frase ormai storica ma che pare per sua stessa ammissione non fosse proprio sua.

La bassa macelleria politica che oggi si dipana, fatta da banali demagogie, ci offrono caro VENTRELLA, il senso della mancanza di valori della politica cui siamo assoggettati.

Abominevole, è vedere il popolo silente e complice di questa decadenza da tardo Impero romano, che viene quasi da auspicare che finalmente questa generazione sia l’ultima di una genia di inetti e ciechi, incapaci di levantare il capo e dire “siamo Italiani”, non solo quando gioca la nazionale.

Nord Corea, come si risolverà quest’altra situazione? Kim Jong-un è irremovibile nelle sue idee, Putin non avrebbe potuto aiutare gli Stati Uniti nel trovare una soluzione? Come e chi influenza tali scellerate scelte politiche?

Le due Coree, sono appena degli alter ego di due mondi, a Nord, quello comunista dell’allora URSS e CINA Popolare e a Sud, quello capitalista impersonato dagli USA.

La Corea del Nord, è appena un ammortizzatore strategico, tra la Cina e gli USA, sinceramente, non mi preoccuperei nell’immediatezza di KIM JONG-UN, atteso che gli interessi Cinesi oggi danno priorità a mantenere stabilità economica mondiale onde approfittare delle scelte dell’attuale presidente USA.

La Russia, dal canto suo, sebbene abbia espulso i 755 diplomatici, in maggioranza agenti di intelligence certamente, non ha fatto altro che rispondere alle espulsioni sebbene inferiori che fece OBAMA qualche mese fa prima di terminare il mandato.

È ormai notorio che le sanzioni chieste all’Europa verso la Russia, dall’ONU, hanno solo fortificato le esportazioni americane, dunque non vedo molta tensione reale, al di là di piccoli screzi. Il vero pericolo, potrebbe sorgere ove mai TRUMP, si facesse abbindolare dai consiglieri militari che evidentemente vorrebbero un probabile conflitto.

Appare chiaro, che questo Presidente è arrivato al potere destabilizzando molte strategie dei “Democratici” americani, foraggiati da poteri forti della finanza.

Vedrei un conflitto inatteso solo sulla base di variabili, imponderabili rispetto agli interessi sin qui descritti.

La stessa Corea del Nord ha vari interessi economici esteri che direttamente o meno, influiscono sui mercati internazionali.

Una crisi bellica in area asiatica oggi non farebbe bene a nessun stratega, atteso il già esistente disordine in Europa e nell’area africana del mediterraneo.

Professore Mancuso, anche l’Unione Europea si è scagliata contro Putin. Lo spessore di alcuni personaggi è alquanto discutibile, gente messa la per volontà politica e senza giusti requisiti, forse perché l’UE è una controllata della multinazionale USA?

Stanno provocando, poiché gli interessi europei verso i territori dell’Est o della ex URSS, infastidiscono non poco la Russia di PUTIN, l’espansionismo europeo può solo avvantaggiare gli USA e la NATO e questo uno stratega come PUTIN lo sa bene, per questo la Corea del Nord abbaia, sono strategie di questo grande Risiko che è il mondo moderno. Sono solo giochi di guerra!!

Professore Mancuso La ringrazio per la Sua consueta disponibilità’. A presto.

Questa volta, VENTRELLA, Lei è stato cattivello, mi ha provocato più del solito… alla prossima dunque…speriamo!

Natalino Ventrella

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