Cultura

Una bella poesia sul blog “Come Gesù” che non mi è piaciuta

“Un’esplosione di luce, / nelle tenebre la intuisco, mio Amore. / Al buio, posso sentire il Tuo respiro /… E li sento addosso / I Tuoi occhi. / Il Tuo sguardo si è infranto / sugli scogli del mio orgoglio… / È bastato che mi guardassi. / E come un Padre / mi guardi / ora… / mentre muovo passi incerti / e mi orienti / mentre guardo il mondo / che soffre… / Tu che Ami / nell’attimo di uno sguardo / cogliendo il mio Durante, il mio Mentre, / il mio Poi, il mio Adesso / e riempiendolo / di Te”.

Sono versi di una poesia che una signora ha “regalato” al blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi. Poesia che è piaciuta molto ai frequentatori del blog. Sicuramente la poesia sarà bella, però a me ha dato un certo fastidio. Mi sembra che certi pensieri bisognerebbe tenerseli per sé. Eh, sì, perché quando si è fortunati nella vita, privilegiati, forse non bisognerebbe sbandierarlo ai quattro venti, per evitare di urtare la sensibilità altrui. Ma forse devo spiegarmi meglio.

C’è un Padre, nella poesia, che “guarda” la signora, che “orienta” la signora. E mi pare che questo non avvenga per una moltitudine di persone. Una moltitudine di persone non ha la fortuna e il privilegio di intuire un’esplosione di luce, di sentire il respiro del Padre. In questa moltitudine di persone il rapporto privilegiato della signora col Padre, potrebbe suscitare un po’ d’invidia e un po’ di rabbia: perché a lei sì e a me no? Mi viene in mente una lettera che scrissi nel maggio del 2011, a proposito di una “miracolata”. La riporto tale e quale, così si capirà perché la bella poesia regalata al blog, a me non sia piaciuta.

“Mi vergognerei come un ladro qualora mi accorgessi che, bisognoso d’aiuto come o non più di molti altri miei compagni, fossi il solo a ricevere le cure dell’insegnante. Mi sentirei il privilegiato di un cattivo insegnante. Mi vergognerei come un ladro, non saprei dove andarmi a nascondere se mio padre aiutasse solo me, trascurando altri figli nello stesso stato di necessità, oppure in condizioni assai peggiori. Mi sembrerebbe di rubare qualcosa ai fratelli. Di essere il privilegiato di un padre ingiusto. Eppure c’è chi non si vergogna, chi non si nasconde, come suor Marie Simon Pierre, che ieri è salita sul palco del Circo Massimo dove si è svolta la veglia per la beatificazione di Wojtyla. Non si è vergognata come una ladra, ed ha affermato candidamente d’essere stata miracolata. Il Padre giusto e misericordioso ha privilegiato lei, e ha trascurato moltissimi malati come lei o più gravi di lei, bambini malati di cancro, di malattie gravi dolorose inguaribili. Così va il mondo, ma non certo il cielo”.

Renato Pierri

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