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Sono almeno 47 le vittime dell’uragano Harvey

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Il bilancio dell’uragano Harvey negli Stati Uniti e’ salito ad almeno 47 morti. Donald Trump intende donare personalmente un milione di dollari in aiuti legati all’uragano, il disastro naturale piu’ costoso della storia degli Usa. I danni provocati ammontano a 160 miliardi di dollari, come Katrina e Sandy messi insieme. Allarme nella cittadina texana di Crosby, per due esplosioni in un impianto chimico per i danni provocati dalla tempesta.

A una settimana dal devastante passaggio dell’uraganoHarvey sul Texas, si contano i danni: milioni di persone lungo la costa del Golfo del Messico sono senza acqua potabile, costretti fuori di casa, intrappolati in citta’ diventati isole. Ispezionando casa per casa, i soccorritori, continuano la conta delle vittime: i morti accertati sono 42, la maggior parte nella contea di HarrIs, ma altre fonti gia’ parlano di 47. Di certo e’ che l’obitorio della contea di Harris e’ alla sua capacita’ limite (anche perche’ le pompe funebri hanno rallentato le esequie delle altre salme) e l’amministrazione ha chiesto allo Stato del Texas un camion frigorifero. E ora gli occhi sono puntati anche su un vasto impianto chimico devastato dalla tempesta, in cui giovedi’ sono avvenute una serie di esplosioni. Gia’ da alcuni giorni la societa’ aveva avvertito che l’esplosione era imminente perche’, saltata l’energia elettrica, si erano bloccati anche i generatori di riserva e dunque, non funzionando piu’ il sistema di refrigerazione, gli agenti chimici immagazzinati potevano incendiarsi. E’ successo: e cosi’, dopo una marea d’acqua, sono arrivati gli incendi: dalla centrale, che appartiene alla societa’ francese Arkema, giovedi’ si sono levati densi fumi neri e sono fuoriuscite alcune sostanze chimiche pericolose. L’area e’ stata evacuata da tutti gli abitanti in un raggio di due chilometri e mezzo. Quindici agenti sono stati ricoverati per aver inalato agenti irritanti. L’impianto Crosby produce perossidi organici liquidi usati nella produzione di prodotti di largo consumo, farmaci ma anche fanali per le auto o il PVC per tubi, imballaggi e canalizzazioni. L’impianto, che si trova a una quarantina di chilometri da Houston, e’ considerato tra i piu’ pericolosi dello Stato; e le autorita’ hanno chiesto agli abitanti che vivono nella direzione del vento di tenere chiuse le finestre per evitare di inalare il fumo. L’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale, ha assicurato che l’analisi dell’aria non ha trovato ragioni per allarmarsi; ma e’ comunque sotto accusa per aver emanato, nell’era Trump, alcune direttive di sicurezza dell’amministrazione Obama.

L’allarme contaminazione e’ generale. Anche le sorgenti di acqua potabile “possono essere contaminate”, ha avvertito il dottor David Persse, direttore dell’Emergency Medical Service di Houston, assicurando che i sistemi di acqua potabile e di acque reflue della citta’ sono per ora intatti. Ma migliaia di persone nelle 38 contee del Texas colpite ricorrono a sorgenti private, non soggette agli stessi controlli e per questo a rischio. Rappresentano un problema anche le zanzare: dopo l’uragano Katrina, nel 2005, i casi di Zika e di West Nile Virus raddoppiarono nelle zone della Louisiana e del Mississippi devastate dall’uragano. Del resto, l’acqua scaricata su Houston e le aree circostanti gia’ contiene pericolose quantita’ di agenti contaminanti: lo hanno dimostrato i test condotti dalla Texas A&M University. L’acqua testata conteneva una quantita’ di e.coli in quantita’ 125 volte superiore a quella considerata sicura per nuotare. “C’e’ una presenza molto probabile di agenti patogeni, virus e altri organismi che potrebbero causare malattie”, ha spiegato Terry Gentry, professore associato della Texas A&M Universita’, che ha condotto i test. Il devastante uragano Harvey ha inondato il Texas sommergendo un terzo di Houston, la quarta citta’ piu’ grande degli Stati Uniti. Nell’acqua e’ finito tutto quanto raccolto nelle strade e nelle case ma anche un migliaio di ettari di terreno: pesticidi, solventi, sostanze industriali, agenti chimici che sono stati immessi nell’ambiente. “E non basta: in questa brodaglia rancida si sono mescolate anche tonnellate di letame e liquami di fognatura”. E mentre i riflettori sono ancora tutti puntati sul Texas, si sta intensificando nell’Atlantico un nuovo uragano, Irma, che minaccia i Caraibi e, potenzialmente, gli Stati Uniti Partita come tempesta tropicale, Irma e’ stata elevata ad uragano categoria 3 giovedi’ pomeriggio.

Gli esperti meteo prevedono che Irma continui a rafforzarsi e a muoversi verso Occidente nei prossimi 5 giorni quando dovrebbe arrivare a categoria 4, la stessa raggiunta da Harvey poco prima di atterrare a Corpus Christi, in Texas, la scorsa settimana. Intanto domani il presidente Donald Trump sara’ a Houston e insieme alla first lady Melania. Martedi’ scorsa Trump era stato fortemente criticato per non aver incontrato di persona le vittime durante la sua prima visita in Texas. Un’immagine in netto contrasto con quella del vice-presidente, Mike Pence, che invece, levatasi la giacca, tirate su le maniche della camicia, si era messo ad aiutare i soccorritori. Trump ci riprova domani; vedremo sa sapra’ fare meglio.

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