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La logica pura e la Dottrina morale della Chiesa

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La logica pura minaccia di distruggere solo ciò che c’è  di sbagliato nella Dottrina morale della Chiesa

“La Logica pura minaccia di distruggere l’intera Dottrina morale della Chiesa Cattolica?”, è il titolo di un articolo del prof. Josef Seifert, apparso su CorrispondenzaRomana.it, e che leggo sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi.

La risposta alla domanda è semplice: la logica pura minaccia di distruggere solo ciò che è palesemente ingiusto e illogico. Come potrebbe, infatti, la logica pura distruggere ciò che è giusto e logico?

Il filosofo scrive: “L’affermazione di che Amoris Laetitia desidero indagare qui […] rivendica una volontà divina totalmente obiettiva su cui noi dobbiamo impegnarci, in determinate situazioni, atti intrinsecamente errati e da sempre considerati tali dalla Chiesa”.

“Volontà divina”. Sicuro che si tratti di volontà divina e non di volontà umana, egregio professore? “Da sempre considerati tali dalla Chiesa”. E che significa? La Chiesa non può sbagliare?

Più avanti Seifert scrive: “Questo testo […] intende ribadire chiaramente che questi atti intrinsecamente disordinati e oggettivamente gravi possono essere permessi o addirittura essere oggettivamente comandati da Dio”.

Il problema, professore, è appurare se gli atti siano realmente intrinsecamente disordinati e oggettivamente gravi. E anche se fossero intrinsecamente disordinati, bisogna dimostrare che ciò che è disordinato sia necessariamente un male.

Ma aggiungo: il fatto che un atto sia oggettivamente grave (ammesso che lo sia) non significa che non possa essere lecito in particolari circostanze. Vuole un esempio? L’omicidio è un atto oggettivamente grave, però nel caso della legittima difesa è lecito e può diventare addirittura un bene qualora si tratti si salvare innocenti.

E questa considerazione inficia tutte le altre affermazioni e domande contenute nell’articolo. Ad esempio, il professore scrive: “Se è vero che Dio può desiderare che una coppia adultera viva in adulterio, allora non dovrà essere riformulato anche il comandamento ‘Non commettere adulterio!’?”.

No. Altrimenti avremmo dovuto chiederci: se è vero che in particolari circostanze è lecito uccidere, allora non dovrà essere riformulato il comandamento «Non uccidere»?

Il professore sembra ignorare che l’atto di una persona che tradisce il coniuge magari trascurando anche i figli, non ha nulla da spartire, ad esempio, con l’atto di una persona divorziata non per sua colpa e quindi innocente, che costituisce una nuova unione.

Il professore poi finisce per fare d’ogni erba un fascio, mettendo nello stesso calderone comandamenti e insegnamenti della Chiesa cattolica. E così chiede: “Ed è in errore Humanae Vitae che afferma inequivocabilmente che non può mai accadere che la contraccezione, in qualsiasi situazione, sia giustificata moralmente, tanto meno comandata da Dio?”. Certamente che è in errore. In grave errore.

 Egregio professore, bisogna entrare nel merito degli insegnamenti della Chiesa ed appurare, alla luce per l’appunto della logica, della ragione, se siano da salvare o da distruggere, ma non è assolutamente detto che stabilire l’erroneità di un insegnamento, comporti il rischio di “distruggere” tutti gli altri insegnamenti della Chiesa. Che logica è?

Renato Pierri

Un pensiero riguardo “La logica pura e la Dottrina morale della Chiesa

  • 26 Marzo 2018 in 09:19
    Permalink

    Nella logica umana, nulla da eccepire, infatti logico nell’ottica umana sarebbe che partendo dalla genesi Iddio non avrebbe dovuto proibire di mangiare il frutto dell’albero della scienza del bene e del male ma che doveva essere una decisione della propria coscienza. In conseguenza la religione dovrebbe ritenersi solo una teoria prettamente dell’uomo. Se invece la religione afferma un Dio che agisce nella storia, ha il compito di ammettere che c’è un significato più profondo in ciò che Egli ci indica, che vale per i mezzi e per il fine per cui siamo.Se siamo frutto del caso, non procediamo in ordine ad alcun fine tra caso e casi, in un caos.Se siamo, perché Qualcuno ci ha voluto per Amore, siamo destinati a procedere verso il fine ultimo, essendo solo l’uomo, più che materia, coscienza di essere, non possiamo finire nel non essere come le altre cose che sono, senza sapere di essere. La Chiesa ha il compito di spiegare tutto e non parte del significato che Dio haanonimo su l’uomo.

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