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Messico colpito dal terremoto più forte da 85 anni

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​È il terremoto più potente ad avere colpito il Messico da 85 anni a questa parte quello di magnitudo 8.1 sulla scala Richter registrato davanti alle coste del Chiapas, che ha provocato decine di vittime, distrutto edifici e costretto a evacuazioni di massa per un allarme tsunami poi rientrato. Il sisma è stato avvertito in tutto il Paese, compresa la capitale Città del Messico, dove le persone sono scese nelle strade in pigiama mentre gli allarmi suonavano, poco prima della mezzanotte ora locale della notte fra giovedì e venerdì. Da allora sono state registrate oltre 260 scosse di assestamento.

Il bilancio provvisorio è di 37 morti: 25 nello Stato di Oaxaca, 10 in Chiapas e 2 bambini nello Stato di Tabasco. Il presidente messicano Pena Nieto, che in Chiapas ha dichiarato lo stato d’emergenza, ha riferito che il terremoto è stato avvertito da circa 50 milioni dei 120 milioni di abitanti del Paese e ha invitato gli abitanti a verificare eventuali fughe di gas in case e uffici a seguito del sisma. A seguito del terremoto, che si è sentito anche in Guatemala e a El Salvador, era stata dichiarata un’allerta tsunami, che è poi rientrata dopo l’arrivo in Messico di un’onda di 70 centimetri. È stato l’istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs) a fissare la magnitudo a 8.1: l’epicentro è stato individuato nel Pacifico, 87 chilometri a sudovest di Pijijiapan, a 43 miglia di profondità.

Per l’esperto dell’Usgs John Bellini, il terremoto più forte in Messico dal 1932, quando una scossa 8.1 aveva colpito lo Stato occidentale di Jalisco. È stato più forte anche di quello devastante del 1985, che aveva raso al suolo intere aree di Città del Messico uccidendo migliaia di persone. Stavolta però i danni nella capitale sono limitati, perché l’epicentro si trovava più in profondità e più lontano dalla città. Particolarmente colpita, invece, la città meridionale di Juchitan, nello Stato di Oaxaca, perché si trova vicino all’epicentro: parti del municipio, un hotel, un bar e altri edifici sono stati ridotti in macerie.

I soccorritori hanno lavorato anche di notte nelle aree colpite per cercare eventuali persone rimaste intrappolate sotto le macerie. La compagnia petrolifera di Stato Pemex ha fatto sapere che sta verificando i danni nei suoi stabilimenti e il presidente Pena Nieto riferisce che, come misura precauzionale, le operazioni nella raffineria di Salina Cruz, nello Stato di Oaxaca, sono state sospese temporaneamente.

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