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Le eccellenze imprenditoriali dell’Alta Murgia: Pasquale Lorusso

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Speciale distretto Puglia-Basilicata

a cura di Giovanni Mercadante

ALTAMURA –  Intervista a Pasquale Lorusso Imprenditore e Presidente di Confindustria Basilicata 

                                                                                       Pasquale Lorusso 

Un’azienda ad alto contenuto tecnologico che ha puntato alla differenziazione del  suo cartello di produzione su tre settori:

-componenti per veicoli industriali

-elementi per allestimenti museali

-strutture medicali 

La Bawer è un’eccellenza imprenditoriale situata nella zona industriale di Jesce/Matera. L’Amministratore  Unico  è Pasquale Lorusso, altamurano, il quale per esigenze logistiche ha preferito insediare il suo gruppo nella vicina provincia lucana.

Una storia, umana e professionale, bella da raccontare quella di Pasquale Lorusso, 55 anni, sposato con Anna e padre di Martina, Silvia e Alessia. E’ la storia di chi ha fatto della “intuizione imprenditoriale” il suo credo quotidiano, accompagnato sempre dal rispetto di “valori forti” che appartengono alla sua persona e che ha saputo trasfondere in ogni collaboratore della sua azienda.

“Fa parte della natura umana sognare il futuro. Ognuno di noi, almeno una volta, ha provato ad immaginare ciò che “potrà essere”. A me, invece, piace pensare a ciò che “sarà”.

Si presenta così, Pasquale Lorusso, imprenditore altamurano di successo che ha costruito una realtà produttiva, BAWER Spa, che progetta e realizza prodotti in acciaio, ad alto contenuto di tecnologia e di innovazione, per i settori dell’automotive, del  medicale e del museale.

“Chi lavora in Bawer, sposa non solo un progetto imprenditoriale – dice Pasquale Lorusso – ma sceglie di abbracciare valori umani importanti, perché il nostro obiettivo, oltre all’ovvia attenzione verso i riscontri del mercato, è quello di rendere ogni giorno Bawer un posto dove “stare bene”, oltre che “lavorare bene”.

                                                 

                                                                               Stabilimento Bawer

In questo processo quotidiano di attenzione all’equilibrio umano personale e professionale, Pasquale Lorusso riconosce un merito particolare a sua moglie Anna, “alla quale riconosco – dice l’imprenditore – il merito di saper essere fonte inesauribile di idee, di consigli, di stimoli, di analisi e di confronto costruttivo”.

Leggere le tappe salienti della storia di Pasquale Lorusso è una occasione per capire quanto sia possibile, con tenacia e convinzione, trovare sempre soluzioni in grado di generare nuove opportunità, anche nei momenti più bui.

E un momento difficile la Bawer lo ha attraversato.

Erano gli anni 2008/2009.

Una congiuntura del mercato internazionale maledettamente negativa ha ridotto di molto il fatturato aziendale. In quegli stessi mesi terribili, molti imprenditori italiani hanno gettato la spugna.

“Ci siamo trovati dinanzi ad un bivio – dice Pasquale Lorusso – perché dovevamo scegliere se ridimensionarci notevolmente, riducendo anche il numero dei collaboratori, oppure immaginare qualcosa di diverso che ci consentisse di uscire dalle secche terribili in cui eravamo finiti, insieme a molte altre aziende italiane”.

L’imprenditore altamurano, negli anni più bui della crisi, sceglie di “giocare il tutto x tutto”, dando fondo ad ogni energia economica e di visione, immaginando un futuro produttivo che, partendo dalla valorizzazione del know how acquisito nella realizzazione di componenti in acciaio per i veicoli industriali, potesse aprirsi a nuovi mercati, fino a quel momento inesplorati. 

                                                                     Cassetta porta-attrezzi sotto un semirimorchio 

Così nascono nuovi business nel campo medicale e museale.

“Una sfida straordinaria per noi – confida Lorusso – quasi al limite di una “sana follia”. Nel buio della crisi, abbiamo deciso di raddoppiare il numero di dipendenti e di dare seguito al progetto, avviato nel 2007, di realizzare un nuovo impianto produttivo di 10mila metri quadri, da aggiungere a quello preesistente di 5mila mq. “Una follia”, mi dicevano in molti.                                              4

Ma ero certo che quello fosse solo un momento negativo transitorio. In quei momenti difficili, non mi sono sentito solo come imprenditore: le banche hanno avuto la lungimiranza di credere nei nostri progetti e nei nostri sogni, sostenendo i nostri sforzi”.

I fatti, fortunatamente, gli hanno dato ragione.

In pochi anni, Bawer ha sviluppato una gamma di prodotti di qualità che hanno permesso all’azienda di ricavarsi un buon posizionamento nel complesso mercato del medicale, trovando spazi soprattutto nei paesi emergenti: Medioriente, Russia, Nord America, Asia ed Europa.

Idem dicasi per il settore museale, dove Bawer propone allestimenti in grado di proteggere e preservare nel tempo il valore dei materiali da custodire.

A questo si aggiunge, inoltre, la scelta di aprire un punto Bawer in Germania, a Wolnzach, nel land della Baviera industriale, per essere ancora più efficaci nel fornire prodotti e servizi commerciali ai clienti europei, lasciando in Italia l’intero processo produttivo.

In sostanza, volendo osservare la traiettoria imprenditoriale di Pasquale Lorusso – partendo dai primi anni 2000 – saremmo di fronte ad un grafico in costante ascesa, fatta salva la parentesi già citata del 2008 e 2009.

Eppure, il suo punto di orgoglio maggiore – sembrerà strano – non è legato al fatturato, ma a quello che gli inglesi definiscono “brand awareness”, per indicare qualcosa che, oltre al semplice marchio, include anche una serie di attributi come  la sua reputazione, il suo valore di mercato, la percezione da parte dei consumatori e del territorio di riferimento.

Bawer, inoltre, ha scelto di affiancare il cammino di avvicinamento di Matera al traguardo prestigioso di Capitale Europea della Cultura 2019, sostenendo progetti culturali e consolidando, al contempo, il valore della responsabilità sociale d’impresa.

“Una impresa che opera su un territorio – dice Pasquale Lorusso – non può far finta di ignorare quello che avviene attorno a sé, ma è chiamata a “restituire” i vantaggi che acquisisce, cercando di sostenere quelle attività – dallo sport alla cultura – che consentono di innalzare la “qualità della vita”.

Matera 2019, in tal senso, è una opportunità straordinaria non solo per la Città dei Sassi, ma per tutta la Basilicata e per la Puglia”.

Non a caso, proprio in occasione della visita a Matera della delegazione europea che ha scelto la città lucana come Capitale Europea della Cultura 2019, Bawer ha allestito in località “Belvedere” una enorme panca in acciaio, riproduzione fedele del logo Matera 2019, ora installata stabilmente nell’area di Piazza della Visitazione.

                                                                                                                  Ambientazione medicale

                                                                                    Ambientazione museale

Dire BAWER, infatti, significa molto, non solo in Puglia, ma anche in Basilicata, in particolare a Matera e provincia.

Da diversi anni, gli appassionati sportivi associano le sorti della squadra di basket dell’Olimpia Matera al nome “Bawer”, main sponsor di questa realtà storica dello sport lucano, che negli anni scorsi ha disputato la serie A/2 e che presto conta di tornarci, abbandonando il limbo della serie B.

Gli impegni di Pasquale Lorusso sono anche altri.

È presidente del CdA di Previndustria, la società con cui Confindustria e Allianz S.p.A. da oltre 30 anni offrono soluzioni assicurative e finanziarie esclusive, per soddisfare al meglio, i bisogni degli imprenditori iscritti a Confindustria.

Proprio in Confindustria, Pasquale Lorusso, ha trovato importanti riconoscimenti, giacché gli industriali lucani lo hanno scelto come Presidente di Confindustria Basilicata per il quadriennio 2016 – 2020.

Anche in Confindustria Basilicata Pasquale Lorusso sta cercando di applicare lo stesso principio della delega, nella consapevolezza che “un uomo solo al comando” non ha mai rappresentato l’emblema di storie imprenditoriali di successo.  “Da solo, posso fare poco”, ripete spesso Lorusso.

Si torna così al principio, ossia alla diversità tra chi immagina ciò che “potrebbe essere” e chi “vede ciò che sarà”.

Pasquale Lorusso già “vede” la Bawer dei prossimi anni.

“Per ora stiamo semplicSpemente allargando il nostro impianto produttivo da 15mila a 21mila metri quadrati, perché “stiamo un po’ stretti”.

Ma i suoi occhi e il suo sorriso lasciano intravedere anche molto altro.

“Ora non posso dire di più, è prematuro”, ci confida.Ma conoscendolo, questo qualcosa già “esiste”.

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