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Onorati per la prima volta 215 prigionieri austro-ungarici a Genzano di Lucania

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Il presidente della Croce Nera austriaca a Genzano di lucania

Giovanni Mercadante

Una vicenda umana venuta alla luce alcuni anni fa, grazie all’interessamento dello storico di Genzano avv. Rocco di Bono, il quale per ricordare la memoria del nonno omonimo che combatté sul fronte italo-austriaco durante il primo conflitto mondiale 1915-18, ne ha tracciato la storia nel suo libro “Dal Bradano al Piave”.

                            Da sx: il Presidente Prof. Friedrich Schuster e il Sindaco di Genzano di Lucania, Prof. Rocco Cancellara

Il tempo lo ha gratificato per il suo impegno, della cui storia è venuta a conoscenza il giornalista e scrittore altamurano dott. Giovanni Mercadante, il quale da circa 20 anni è referente nella sua città dell’Associazione Croce Nera Austriaca.

Nel cimitero comunale di Altamura esiste un cappella dedicata a 1023 soldati austro-ungarici morti a seguito della “Spagnola”, epidemia che si diffuse in mezza Europa.  Era un contingente catturato sul fronte italo-austriaco e trasferito a Casal Sabini, a circa 6 chilometri dal centro abitato in direzione di Santeramo in Colle. Vicenda già pubblicata in due suoi libri (Altamura e la Caserma del 31. Rgt. Carri/Schena Ed./2000; e Altamura e il Codice segreto della nobiltà/Schena Ed./2010).

Nel 1998 il Comune di Altamura, insieme all’Associazione Croce Nera, ha innalzato un altro monumento  in via Santeramo a suggellare lo spirito di fratellanza.

Tornando al fatto accaduto a Genzano di Lucania, il giornalista G. Mercadante nell’aprile scorso ha inviato al Presidente Friedrich Schuster dell’Associazione Croce Nera la lista dei soldati austro-ungarici pubblicata nel libro dell’Avv. Rocco Di Bono. Così,  il 6 settembre 2017 l’illustre ospite austriaco è giunto nel piccolo borgo lucano unitamente alla sua gentile consorte, al giornalista Mercadante con al seguito altri due concittadini altamurani prof. Luigi Viscanti e al dott. Giuseppe Di Chio, ex proprietario del castello di Monteserico, dove all’epoca i prigionieri austro-ungarici furono in parte alloggiati.

                                                                       Delegazione ricevuta nella sala consiliare di Genzano di Lucania

L’incontro è avvenuto nella sala consiliare di Genzano alla presenza del sindaco prof. Rocco Cancellara, dove tra l’altro sono stati mostrati i registri anagrafici, in cui sono trascritti i nomi dei prigionieri e la loro data di morte.

Quei giovani furono impiegati come lavoranti nelle campagne, per sopperire alla penuria di manodopera, in quanto i nostri erano stati mandati al fronte.

Insomma, due popoli che si sono confrontati senza toccare le sfere dell’odio; anzi i militari catturati trovarono nella gente umile della Lucania il senso dell’accoglienza, della fratellanza e del calore umano, da cui sbocciò anche un matrimonio tra una ragazza del posto e un prigioniero, di cui è presente in loco una discendenza.

La delegazione, insieme al Sindaco R. Cancellara e ai suoi collaboratori, si è recata nel luogo dell’ex Lazzaretto, nei pressi del cimitero, dove è stata deposta una corona di fiori con la scritta “Mai più guerre” con l’aggiunta del nastro dell’Associazione Croce Nera Austriaca.

Il prossimo passo sarà una visita con una delegazione austriaca più corposa e la probabile erezione di un piccolo monumento a memoria.

 

                                                     Deposizione della corona di fiori al cippo degli austro-ungarici

Da sinistra:

l’Avv. Rocco di Bono; il Presidente prof. Friedrich Schuster;

il Sindaco di Genzano di Lucania prof. Rocco Cancellara;

il giornalista  altamurano Giovanni Mercadante  

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