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Papa oggi a roma. Sbatte su papamobile, viso contuso

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Si è concluso il viaggio di 5 giorni di papa Francesco in Colombia. “Se il Paese vuole una pace stabile e duratura deve fare urgentemente un passo verso equita’, giustizia e rispetto della natura umana”, e’ stato l’ultimo appello di ieri del pontefice nella messa a Cartagena. Contusione al volto per Bergoglio, che ha sbattuto sulla papamobile.

“Cari fratelli, vorrei lasciarvi un’ultima parola: non fermiamoci a ‘fare il primo passo’, ma continuiamo a camminare insieme ogni giorno per andare incontro all’altro, nella ricerca dell’armonia e della fraternita’. Non possiamo fermarci”. Con queste parole Papa Francesco si e’ congedato dalla Colombia al termine dei quattro giorni della sua straordianria visita a questo bellissimo quanto sfortunato paese, ferito da oltre mezzo secolo di guerra civile. “Sono state – ha confidato Francesco prima di imbarcarsi sull’airbus dell’Avianca – giornate intense e belle, nelle quali ho potuto incontrare tante persone e conoscere tante realta’ che mi hanno toccato il cuore. Mi avete fatto tanto bene!”. 

“Quanto abbiamo agito in favore dell’incontro, della pace? Quanto abbiamo omesso, permettendo che la barbarie si facesse carne nella vita del nostro popolo?”, si e’ chiesto ad alta voce Francesco, tornato a citare Gabriel Garcia Marquez, il grande scrittore che rappresenta ai suoi occhi la coscienza stessa della Colombia. Da un altare affacciato sull’Oceano Atlantico, in una liturgia animata da bellissime e coinvolgenti musiche caraibiche (molto ‘rock’, per dirla con Celentano, anche se erano le note di una ‘cumbia’) il Papa ha letto infatti alcune frasi del Messaggio sulla pace dello scrittore premio Nobel, che fotografano una situazione che purtroppo e’ ancora attuale, offrendo indicazioni che finora non sono state seguite ne’ dalla politica colombiana ne’ dalla sua chiesa. “Questo disastro culturale – ha detto il Papa leggendo Marquez – non si rimedia ne’ col piombo ne’ coi soldi, ma con una educazione alla pace, costruita con amore sulle macerie di un paese infiammato dove ci alziamo presto per continuare ad ammazzarci a vicenda? una legittima rivoluzione di pace che canalizzi verso la vita l’immensa energia creatrice che per quasi due secoli abbiamo usato per distruggerci e che rivendichi ed esalti il predominio dell’immaginazione”.

“Faccio un appello perché cerchi il modo per porre fine al narcotraffico, che l’unica cosa che fa seminare morte e distruzione, stroncando tante speranze e distruggendo tante famiglie”. Papa Francesco ha aggiunto queste parole alla sua omelia nell’area portuale di Cartagena. “Questo male – ha detto – colpisce direttamente la dignità della persona umana e spezza progressivamente l’immagine che il Creatore ha plasmato in noi”. “Condanno con fermezza – ha scandito il Papa – coloro che hanno posto fine a tante vite mantenute e sostenute da uomini senza scrupoli. Non si può giocare con la vita dei nostri fratelli, né manipolare la loro dignità”. “Penso – ha poi concluso – anche a un altro dramma: alla devastazione delle risorse”.

“Mi hanno dato un pugno, sto bene”. Papa Francesco ha commentato cosi’, scherzando, l’occhio nero che esibiva alla celebrazione di Cartagena, in seguito al “piccolo incidente” di ieri mattina sulla Papamobile quando, a causa forse di una frenata improvvisa, si e’ sbilanciato mentre salutava un bambino sbattendo con il viso sul corrimano della vettura.

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