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Scuola, presto lo smartphone in classe, il Ministro Fedeli: sono un aiuto

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LA MINISTRA ATTIVA UNA COMMISSIONE PER STABILIRE COME USARLI

Non si puo’ separare il mondo dei ragazzi da quello della scuola. Per questo, da venerdi’ prossimo una commissione ministeriale s’insediera’ per costruire linee guida dell’uso dello smartphone in classe. Lo annuncia la ministra dell’ Istruzione Fedeli, intervistata da Repubblica. In breve tempo le risposte, che saranno passate agli istituti con una circolare. Secondo la ministra, il telefonino e’ una straordinaria opportunita’, ma che va governata, “uno strumento che facilita l’apprendimento”. “Quello che autorizzeremo non sara’ un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sara’ un nuovo strumento didattico”, precisa.

“Da venerdì prossimo una commissione ministeriale s’insedierà per costruire le linee guida dell’utilizzo dello smartphone in aula. Entro breve tempo avrò le risposte e le passerò con una circolare agli istituti”. Lo afferma, in un’intervista a ‘la Repubblica’, la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Sull’uso dello smartphone in mano a un tredicenne, Fedeli continua: “È uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet”. “Quello che autorizzeremo – sottolinea – non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico”. Infine sul contratto della scuola e gli scatti d’anzianità per i docenti universitari, la ministra spiega che “entro metà dicembre chiudiamo uno e l’altro, con la legge di bilancio. Gli insegnanti scolastici dopo sette anni avranno un aumento medio di 85 euro lordi, che potrà salire per chi ha anzianità e ruoli. Nella contrattazione proporremo premi per i docenti che lavorano sul sostegno, oggi ne mancano 9.949, nelle scuole di frontiera, nell’educazione per gli adulti e per la continuità didattica in generale”.

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