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La bolla piu’ grande della storia

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Nelle ultime settimane, abbiamo ascoltato i banchieri centrali dichiarare che non c’è nessuna bolla in circolazione, si proprio loro che sono i maggiori responsabili della creazione delle bolle finanziarie nella storia. L’unico denominatore comune delle grandi crisi è il debito e chi, se non le banche centrali, poteva creare tutto il debito in circolazione oggi, la più spettacolare dinamica di debito della storia?

Una premessa! Se siete sensibili, ottimisti di maniera, se non volete osservare la realtà, non leggete, fuggite da questo luogo di perdizione, vi prego andatevene via, salvatevi, continuate a sognare.

Immagino già per le prossime elezioni quanti villaggi Potemkin, costruiranno i nostri politici, si certo abbiamo diritto a sognare ad essere felici, ma senza ignorare la realtà, facendo del nostro meglio per migliorare la situazione intorno a noi.

Gli ultimi uragani, i missili del Cicciobomba fanno sorridere al confronto di mercati finanziari instabili, banchieri e speculatori al confronto sono come 100 bombe ad idrogeno, gente instabile, psicopatica, gente spesso e volentieri pericolosa che si prende rischi enormi con i soldi altrui, perché in realtà ha bisogno di usare i capitali del sistema produttivo, dell’economia reale, perché uno psicopatico difficilmente è grado di produrre qualcosa di suo.

Giusto per darvi l’idea di cosa sto parlando qui sotto avete una stima parziale e superficiale dei danni provocati dall’ultima crisi e attenzione che stiamo parlando di danni finanziarie e non umani, la crisi passata ha creato oltre 200 milioni di disoccupati in tutto il mondo.

Lo scorso anno insieme a Machiavelli in esclusiva vi abbiamo fatto conoscere quello che sta accadendo in Australia, dove le banche stanno mettendo in pratica le stesse pratiche fraudolente che hanno portato alla grande Recessione americana, poi all’improvviso…

Australian Banks Sitting on A$500 Billion of ‘Liar Loans,’ UBS Says

Qualcosa di cui preoccuparsi per ingegnare in atterraggio morbido del mercato immobiliare… ahahahhh, ma tanto non c’è nessuna bolla immobiliare in Australia, i banchieri centrali la negheranno, sino all’ultimo.

Loro le definiscono informazioni finanziarie “imprecise” hanno concesso mutui facendo finta di nulla, manipolando redditi e patrimoni, no, non i mutuatari, ma gli stessi creditori li hanno aiutati a nascondere la realtà, come avvenne in America.

Solo il 67 per cento ha dichiarato che le informazioni erano precise, in calo dal 72 % dell’anno prima, le “inesattezze più comuni” come le chiamano loro sovrastimavano il reddito e sottovalutavano le spese familiari, come ha rilevato l’indagine. Il tutto suggerisce che quando la bolla scoppierà, quando la deflazione da debiti sommergerà l’Australia, le perdite delle banche saranno maggiori del previsto.

Ora non venitemi a chiedere perché puntiamo sull’Australia sempre e comunque, date un’occhiata a dove sono i tassi ora e dove saranno in mezzo alla prossima crisi.

Non c’è solo l’ Australia, loro i banchieri centrali, pubblicano vari beige book o libretti Potemkin, io invece ve ne suggerisco un altro di Beige Book, quello del mercato immobiliare, la fine della ripresa immobiliare, l’inizio della prossima crisi, il più grande big short della storia…

LA RIPRESA DEL MERCATO IMMOBILIARE USA E’ FINITA!

e ancora… THE BIG SHORT: LA CRISI CHE VERRA’!

THE NEXT BIG SHORT! NINJA MOMENT!

Si lo so Bellezza, è difficile farti comprendere come sono bravi loro a sottrarre ricchezza all’economia reale, nella finanza, tutto si crea dal nulla, nulla si distrugge, tutto si trasferisce da una tasca all’altra…

Si certo, la Yellen ha appena dichiarato che non avremo più crisi almeno sino a quando lei rimarrà in vita e Draghi la scorsa settimana, ha detto che non vede bolle in circolazione, che non ha notato alcun effetto negativo collaterale ad opera del QE.

Hanno ragione coloro che dicono che sino a quando l’orchestra suona bisogna ballare, il problema è che i fessi non si sono ancora accorti che quelli con i soldi stanno già salendo sulle scialuppe, le mani forti stanno vendendo alle mani deboli.

Ieri John Hussman, uno dei migliori analisti fondamentali ed empirici in circolazione ci racconta la sua personale visita Behind the Potemkin Village –

Secondo Wikipedia,  il principe li avrebbe fatti per impressionare Caterina II di Russia durante un viaggio in Crimea, villaggi di cartapesta dove alcuni attori si atteggiavano a falsi pastori fingendo di vivere una vita facile e felice.L’imperatrice fu stupita di vedere in questa regione anche un esercito ben organizzato e un’intera flotta finta ovviamente a Sebastopoli.

Oggi esiste un villaggio simile in Nord Corea, vicino al confine con la Corea del Sud, nella zona demilitarizzata, si chiama Kijŏng-dong, conosciuto anche come “Villaggio della Pace” utilizzato come  ‘Villaggio propaganda.

Questo sono oggi i mercati finanziari, villaggi propaganda.

I mercati sono così sopravvalutati ora che Hussman si aspetta un declino del 60% da questi livelli, che abbia letto i nostri ultimi due manoscritti?   

Quando si esamina i crolli della bolla tecnologica e della bolla immobiliare, è evidente che uno degli elementi centrali di questi crolli è stato il graduale riconoscimento da parte degli investitori che i pezzi sovrapposti di carta che detenevano erano in realtà piccoli Villaggi di Potemkin; temporaneamente gloriosi e impressionanti sulla superficie, ma sostenuti di quello che gli investitori avevano immaginato. Che tipo di “catalizzatore” è necessario per creare un villaggio di Potemkin o uno schema di Ponzi per arrivare infine a deludere? Solo la scoperta graduale o improvvisa della realtà, il riconoscimento che non esiste.

I ritorni di mercato non emergono dal nulla. Sono guidati dalla somma di tre fattori: crescita dei fondamentali, redditi derivanti dalla distribuzione del denaro e le variazioni nelle valutazioni (rapporto tra prezzi e fondamentali). (…)  Combinando le prospettive di crescita con un rendimento del dividendo delloS & P 500 di appena il 2,0%, la probabilità è che nei prossimi 10-12 verrà eliminato l’intero contributo della crescita e del dividendo , con conseguente rendimento totale nullo o negativo per l’indice S & P 500 in quel orizzonte, con una perdita stimata del mercato intermedio nell’ordine del 60%.

Ho scritto un libro intero sulla storia delle crisi finanziarie e delle bolle, e quando sarò in pensione, se ci arriverò, ne scriverò un altro, probabilmente mi toccherà scrivere che un intero stabilimento di polli da macello si era convinto che non ci saranno più crisi e recessioni, perché si erano fatti convincere dalle volpi che le banche centrali non avrebbero mai più permesso crolli o recessioni, la loro onnipotenza ha permesso loro di creare tanti villaggi Potemkin, nei cervelli della gente comune, degli investitori.

Sai Bellezza, non ci saranno più crisi, perché il mondo ormai è in mano ai software, gli algoritmi sanno quello che fanno, loro si che conoscono il rischio, Bellezza.

Abbiamo cavalcato insieme il leggendario volo dell’Araba fenice, ora è il tempo di stare a guardare, seduti in riva al fiume mentre l’acqua dei mercati sale e sale e ancora sale…

I prossimi giorni saranno decisivi, loro, hanno ancora da decidere se i prossimi due mesi saranno mesi di massimo o di minimo!

Fonte: qui

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