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Aumentano casi Chikungunya in lazio e a roma. Stop donazioni sangue

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17 CASI ACCERTATI. SINDACA RAGGI ORDINA DISINFESTAZIONE

Aumentano ancora i casi di Chikungunya nel Lazio e a Roma, mentre la sindaca Virginia Raggi ordina la disinfestazione dalla zanzara tigre nelle zone dove si sono verificati. L’Istituto superiore di sanita’ ha deciso la sospensione delle donazioni di sangue a Roma Sud ed Est. ”Sono 17 i casi accertati – fa sapere la Regione Lazio -. Di questi 17, dieci casi sono residenti o riportano un soggiorno nel comune di Anzio, e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi”. ”Non c’e’ stato alcun ritardo”, dice Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente del Comune, ”procediamo a effettuare tutti gli interventi necessari”. La Regione Lazio annuncia che ”e’ stata attivata un’azione quotidiana di monitoraggio per verificare le azioni messe in campo dai Comuni e i risultati”.

A seguito dei casi di Chikungunya che sono stati confermati a Roma è stato deciso il blocco delle donazioni di sangue ed emocomponenti nella Asl 2 del comune di Roma, (1.295.212 abitanti) insieme a una ulteriore serie di misure cautelative. Lo ha annunciato il Centro Nazionale Sangue-Istituto Superiore di Sanità, che ha già attivato tutte le procedure per sopperire alle eventuali carenze. Sono 17 i casi di questa malattia virale, accertati dal Seresmi (Servizio regionale di sorveglianza malattie infettive). Di questi, 6 nella capitale. Sui 17 casi, dieci sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio (Roma), e sette non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti i primi sintomi. Il virus si manifesta con febbre acuta e viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette.

La sospensione totale delle donazioni riguarda solo la Asl 2 del comune di Roma e il comune di Anzio, oggetto di un focolaio confermato nei giorni scorsi. Nel resto del comune di Roma la donazione è consentita con una quarantena di 5 giorni. In tutte le altre aree della Regione, in base all’assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata la ‘quarantena’ di 5 giorni se il donatore ha soggiornato nella Asl Roma 2 o ad Anzio. A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno invece sospesi per 28 giorni. È stata inoltre firmata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi l’ordinanza per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta ai casi sospetti e accertati di Chikungunyatrasmessi dalla zanzara tigre, non solo su suolo pubblico ma anche su quello privato. Gli interventi straordinari sono comunque già iniziati con i trattamenti larvicidi a seguito delle prime segnalazioni di venerdì scorso.

“Sono state attivate tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma – spiega il direttore del Centro Giancarlo Maria Liumbruno -, a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxiemergenze. Sia nel Lazio che nelle altre Regioni è già partita una gara di solidarietà che coinvolge sia le istituzioni che le associazioni dei donatori, che saranno coinvolti in una serie di raccolte straordinarie per aiutare il Lazio”.

Nella Regione vengono raccolte circa 15mila unità di sangue al mese, di cui almeno 11mila nella sola provincia di Roma. La capitale raccoglie nei suoi ospedali molti pazienti da altre Regioni, soprattutto del sud, e sono presenti circa 400 pazienti talassemici che necessitano di trasfusioni periodiche. In totale la città ha un fabbisogno di 400-450 unità di globuli rossi al giorno.

I casi registrati a Roma si sono verificati in un’area ristretta in persone che non riferiscono precedenti soggiorni ad Anzio. È possibile la segnalazione di nuovi casi o casi ricostruiti retrospettivamente, spiegano gli esperti dell’Istituto, nonostante le misure preventive già messe in atto nelle zone affette. “Quando ci sono dei focolai abbastanza maturi come quello di Anzio è possibile che ci siano diffusioni in altre zone, una situazione abbastanza prevista come quella che si verificò dieci anni fa in Romagna, con la segnalazione di alcuni casi a Bologna, alcuni a Ravenna e Rimini – spiega Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss -. Gli interventi in atto, a partire dalla disinfestazione, in associazione anche al termine della stagione calda pongono le condizioni per il controllo dei focolai esistenti dell’infezione”.

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