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“Sei bella e coraggiosa”, e devi continuare a soffrire, Consuelo Cordoba

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Una storia da brividi, triste, tristissima, angosciante, quella di Consuela Cordoba, la donna colombiana di 56 anni, sfigurata in tutto il corpo dall’acido gettatole dal marito, costretta a subire 87 interventi, e alla quale recentemente era stata diagnosticata anche una infezione cerebrale. Da diciassette anni, il viso coperto da un passamontagna color carne, respira attraverso due tubi infilati nelle narici e si nutre di soli cibi liquidi. Il marito che la sfregiò uscì dopo un mese dalla prigione.

La donna voleva mettere fine al suo insopportabile allucinante calvario ricorrendo all’eutanasia. Ma è arrivato papa Francesco nella sua terra, lei ha  chiesto d’incontrarlo per ricevere la sua benedizione e forse la sua approvazione. Il Papa l’ha benedetta, ovviamente, ma non ha approvato la sua decisione di porre fine al suo strazio infinito. Le ha detto: “Sei bella e coraggiosa”. La donna ha rinunciato al suo proposito e ad alcuni media colombiani ha rivelato: “Il Papa mi ha abbracciato e mi ha fatto questo regalo. Ora voglio vivere”. La toxoplasmosi cerebrale che le hanno diagnosticato, si manifesta solitamente con crisi epilettiche e paralisi.

Una grade tristezza per me, sia se non avesse cambiato parere riguardo al ricorso all’eutanasia, sia al pensiero che il suo calvario durerà sino a che non sarà la morte a recarsi da lei. In entrambi i casi una grande pena. Una grande rabbia.

Non tutti però hanno reagito come il sottoscritto. L’amico prete e scrittore Mauro Leonardi sembra felice della notizia. Su FarodiRoma del 18 settembre, scrive tra l’altro: “Questo è ciò che capisce Consuela quando parla col Papa. Che proprio quella vita lì, la sua vera vita reale, vale la pena che venga vissuta. Lo vede nella forza con cui il Papa le parla e allora ricomincia a vivere e di quel volto sfigurato non si accorge più”. Per quanto tempo non se ne accorgerà più, vien fatto di chiedersi. E poi: “Perché vede solo il Papa. Una persona che ha imparato la forza, la libertà e la bellezza di stare nella propria vita così com’è”. In realtà, dovrà imparare a stare nella propria vita, così com’è, un allucinante calvario. Infine: “Dove il volto sfigurato della passione parla invece di vita donata, di speranza vissuta, di forza piena di gioia e umiltà”. Forza piena di gioia? Speriamo, speriamo.

E vediamo qualche commento sul blog di don Mauro Leonardi, di persone che pure sembrano avere accolto con gioia la notizia.

“Una storia davvero emozionante, hai scritto bellissime parole don Mauro!Starci nella propria vita con tutti i dolori,è il vero coraggio!”; “È questo “stare” nella propria vita con la coscienza di quello che sei che ti rende libero”; “Grazie don Mauro, di questa bella testimonianza dell’incontro tra il Papa e Consuelo, e le sue parole aumentano la Fede in Dio, la speranza e il coraggio di amare la vita e il prossimo”.

Secondo me, se l’avesse incontrata Gesù questa povera donna, due sole cose avrebbe potuto fare: restituirle un volto e un corpo belli e sani, oppure portarla subito con sé in Paradiso.

Renato Pierri

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