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Lettera aperta al capo dell’esecutivo

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Dottor Gentiloni,

Non sarò il primo, ma neppure l’ultimo, che indirizza alla Sua Persona, quale Capo dell’Esecutivo, una riflessione che non vuole essere polemica.

Sono uno, dei tanti, italiani che si dolgono per una situazione nazionale che non ha voluto; né è stato nelle condizioni d’immaginare. La politica d’urgenza, malauguratamente, non è sempre la cura migliore per sanare i “mali” di un Paese. Soprattutto quando si tratta della nostra Italia. Tra confusione, ripicche e contese a tutti i livelli, mi chiedo, e Le chiedo, dove andrà a parare la sorte della Penisola.

 Entro la prossima primavera, almeno così mi sembra d’aver capito, dovrebbe essere operativa la nuova legge elettorale. D’elezioni generali, però, nessuno ci conta; almeno a tempi brevi. L’anno finirà con un PIL in positivo. Abbiamo superato il + 1,4%. Sempre meglio della “monotonia” di un segno negativo che ci ha accompagnato per anni.

 Ci sono, tuttavia, Signor Primo Ministro, segni di conflitto nella Maggioranza e l’Opposizione appare più coesa e pronta a far sentire il suo disappunto. Tra l’altro, Signor Presidente del Consiglio, ci sono milioni di Connazionali all’estero che chiedono d’essere informati sui termini della loro futura Rappresentatività politica nazionale.

 Da oltre mezzo secolo curo l’informazione diretta agli italiani oltre confine con la formula all’”inglese”. Senza, in definitiva, assumere posizioni “pro “ o “contro” nessuno. Mi limito alla cronaca; con la fiducia di trovare termini obiettivi per manifestate un pensiero che non ho mai inteso come un giudizio. Certo è che il “buon senso” ha aperto gli occhi a molti.

Il Bel Paese, Dott. Gentiloni, ha bisogno di certezze. Magari poche ma indifferibili. Sarà il 2018 l’anno buono?

Giorgio Brignola

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