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Chi l’ha detto che la Patafisica è astrusa e bizzarra?

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La nobilissima scienza della ‘Patafisica sembra, di primo acchito, alquanto astrusa e bizzarra. Tuttavia, non è esattamente così anche se c’è chi ancora non la riconosce come tale ma solo come pseudoscienza. Ce ne parla Maurizio Zicoschi, matematico e ideatore della piattaforma Satellite Libri.

A uno sguardo superficiale e frettoloso, di quelli con un occhio all’orologio e l’altro al telefonino, non può essere che così, si capisce. Per entrare davvero nel fantastico mondo di questa disciplina, infatti, è necessario aprire la mente e il cuore e, di questi tempi, sempre presi dalle cose da fare e sempre un po’ sospettosi di fronte ai nuovi punti di vista, non è certo cosa facile e immediata. A questo proposito potremmo farci aiutare dai bambini che, invece, certe cose, le capiscono al volo.  Ma cos’è la ‘Patafisica? E cosa sono le patamacchine? E qual è la loro utilità? E chi l’ha inventata? E come saperne di più? Per scoprirlo abbiamo dovuto fare la nostra prima pataintervista pensata per grandi e piccini. Ma più per i grandi, perché i piccini, certe cose le conoscono già.

Ne parliamo con Maurizio Zicoschi, matematico, libraio de I Trapezisti, ideatore della piattaforma Satellite Libri e conoscitore, nonché estimatore, della nobile scienza della ‘Patafisica.

Gentile Sig. Libraio, la ‘Patafisica ha forse a che fare con le patatine fritte?
Assolutamente no. Il termine ‘patafisica viene dal francese “pataphysique”, formazione arbitraria con (é) p(i)- «epi-» e (mé)ta-physique, significa: “ciò che è vicino a ciò che è dopo la fisica” dove per “dopo la fisica” s’intende la metafisica.

Come mai si scrive con l’apostrofo che precede la parola?

L’apostrofo precedente la parola fu posto da Alfred Jarry con lo scopo di evitare un facile gioco di parole con pas ta physique (traducibile come non la tua fisica), e pâte à physique (impasto di fisica).

Ci potrebbe spiegare che cosa tratta l’antica e nobile scienza della ‘Patafisica?

La ‘Patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità. Si prefigge di studiare il particolare e le eccezioni e si sofferma sull’epifenomeno spiegandolo attraverso la scoperta di un universo supplementare al nostro. È in questo senso che la ’Patafisica è anche stata vista come un’anticipazione della fantascienza. L’origine risale al quinto secolo A.C. a Ibicrate il Geometra, pseudonimo di Ippocrate di Chio, inventore della dimostrazione per assurdo.

Può farci capire meglio? Tanto per fare un esempio, che cos’è una patamacchina come lo zoablatore?
Si chiama zoablatore ogni apparecchio atto a tradurre bidirezionalmente da una lingua umana ad una animale e viceversa. Vi permette di sapere  cosa pensa il vostro cane quando non vi riporta il bastone o di chiedere al gatto cosa ha di tanto interessante l’oblò della lavatrice. Ma anche galline, orsi, pecore e scarafaggi con lo zoablatore non hanno più segreti.

E il pacificaphone? E il catalogatore di sogni?
Sono altre patamacchine come lo è lo zoablatore. Vecchia ferraglia, resti di oggetti abbandonati che fantasticamente riassemblati tornano a vivere e a interagire con le persone per guarire le tristezze del mondo a suon di sorrisi. Lavieri edizioni ha recentemente pubblicato un catalogo ragionato delle patamacchine.

La ‘Patafisica spiega molte cose, anche l’origine e la storia dei nomi di molti luoghi importanti come l’isola di Ischia e il Metaponto. Mi stavo giusto chiedendo perché l’isola di Ischia si chiamasse così. Ce lo può spiegare?

La patafisica studia tutto e ovviamente studia anche l’etimologia delle parole ed in particolare la toponomastica delle città. Recenti studi ad esempio hanno fatto scoprire che l’isola di Ischia in precedenza si chiamava Fischia, Rischia o Mischia, ma una catastrofe naturale fece cadere la prima lettera nel cartello di ingresso alla città. Tra l’altro, per lo shock, tutti i cittadini persero la memoria e non ricordarono più quale fosse il vero nome della città e così lasciarono Ischia come nome.

Come ha conosciuto la ‘Patafisica?
Io sono arrivato alla ‘Patafisica grazie ad una persona che mi ha mostrato un libro che mi ha aperto gli orizzonti; quella che per me è stata la prima finestra su questo mondo. Una vera e propria piccola enciclopedia della patafisica, il Codex Seraphinianus.

La ‘Patafisica esiste anche all’università?
Purtroppo la ‘Patafisica è molto poco considerata nell’università italiana. Basti pensare che le poche tracce di studi a riguardo avvengono quasi sempre in facoltà umanistiche come Lettere o DAMS quando è evidente che la Patafisica è una scienza.
E allora, dove si puo’ imparare?
Esiste una vastissima bibliografia a riguardo. Si può partire da uno di questi libri e poi approfondire lo studio seguendo il percorso che si vuole.

Chi sono gli scopritori o gli inventori della ‘Patafisica?
Alfred Jarry è colui che ha dato vita al termine ‘Patafisica nel suo “Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico”  dove il protagonista, compiendo un viaggio Da Parigi a Parigi per mare, attraversando isole, terra e letteratura, porta il lettore alle soglie della realtà e lo trascina in simbolismi largamente disponibili ad accogliere l’immaginario. In questo testo, che Jarry chiama Romanzo neo-scientifico, vengono esposti i principi e le finalità della Patafisica, detta anche scienza del particolare.

Dove possiamo saperne di piu’? Esiste il manuale di ‘Patafisica per tutti?
Posso solo indirizzarvi verso il Codex Seraphinianus e verso l’opera completa di Alfred Jarry tra cui l’ ”Ubu re” e l’ “Ubu cornuto”.

Qual è il ruolo della ‘Patafisica nella nostra vita e quali benefici apporta alla nostra fantasia?
La ‘Patafisica esiste indipendentemente dalla nostra volontà. E’ una scienza e come per tutte le scienze conoscerne le leggi ci aiuta a vivere meglio. La ‘Patafisica scardina con gusto raffinato la logica solo per il piacere di organizzare un’immaginaria enclave di libertà. Studia un mondo dove si ride di nascosto per non destare sospetto, dove si osservano rituali e procedure con lo scrupolo di una loggia, salvo poi sparire al momento della cerimonia, lasciando così i preparativi
alchemici nelle mani del primo venuto. Nella ‘Patafisica estremo scrupolo ed estrema noncuranza, coesistono.

Foto: Evento “Installazioni Patafisiche”, curato da Tania Lorandi 

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