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Chiusura festa patronale a Molfetta

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MOLFETTA – È tempo di bilanci per il Comitato Feste Patronali. A pochi giorni dal rientro in Basilica della Vergine Santissima si tirano le conclusioni di un lavoro che è partito molti mesi prima nella preparazione e nell’allestimento dei Festeggiamenti che, a Molfetta, vedono un’alternanza di riti religiosi ed eventi civili nel solco della tradizione di una “fiera” che vanta origini plurisecolari.

Non è facile, oggigiorno, garantire il giusto equilibrio nelle manifestazioni, il metro tra la sobrietà richiesta dai nostri tempi e la degna grandezza da riservare a una grande festa, una delle più belle, partecipate e rappresentative della provincia.

È la storia della nostra festa che detta le condizioni, che invita a compiere uno sforzo e un impiego di risorse a tuttotondo, intraprendendo una serie fitta di relazioni con le autorità civili, militari e religiose e con la cittadinanza tutta, vero e proprio motore trainante della nostra Grande Festa. Ai molfettesi, ai concittadini e agli emigrati, a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito all’organizzazione del programma dei festeggiamenti va il nostro ringraziamento. Agli esercenti, commercianti, attività produttive riserviamo un ringraziamento particolare. Senza questa sinergia, senza l’apporto di un solo anello della catena, crollano le fondamenta di qualsiasi progetto. E l’impalcatura che sostiene la Festa Patronale di Molfetta non è certo delle più leggere.

Un bilancio positivo che ha retto all’urto delle contaminazioni esterne e che, nonostante gli allarmi dell’ordigno rinvenuto in corso Dante il 7 settembre e il caos del giorno 8 in località Secca dei Pali, conseguenza di un procurato allarme più che di un reale rischio per i fruitori del parco giostre, ha visto una miriade i gente invadere le strade della nostra città. Il popolo di Molfetta ha retto agli allarmi, al timore, al panico e si è riversato lungo viale dei Crociati, ha passeggiato, come sempre, lungo il borgo ma, soprattutto, non ha fatto mai mancare la propria vicinanza alla Regina dei Martiri, sia in Basilica nei giorni che hanno preceduto la Festa, sia in Cattedrale.

Abbiamo cercato di apportare delle novità, seppur nel solco della tradizione, come dicevamo. Di assoluto interesse è stata la rievocazione dell’arrivo dell’icona della Madonna dei Martiri sulle sponde della nostra città, organizzata insieme alla comunità della Basilica (un ringraziamento particolare va al rettore Padre Francesco Piciocco); un evento estremamente seguito, proposto nella domenica precedente all’inizio della novena. Un momento solenne che ha creato curiosità, interesse e ha dato la possibilità di aprire degnamente il lungo periodo dei festeggiamenti.

Non sono mancati i momenti dedicati alla solidarietà, per cui abbiamo sempre cercato di mantenere alta l’attenzione; lo dimostra la partecipazione all’organizzazione del pranzo a favore dei poveri della città, il sostegno all’iniziativa dei responsabili del luna park che ha visto la fruizione gratuita di alcune attrazione da parte dei bambini disabili, il coinvolgimento attivo della Bassa Musica presso la casa di riposo “don Ambrogio Grittani” nel giorno di Festa. I cardini dei festeggiamenti sono stati chiari fin da subito. Volevamo che fosse la Fiera del popolo, una festa per tutti. E lo è stata. Festa per le migliaia di utenti della rete che hanno potuto seguire in diretta facebook tutti gli eventi più importanti grazie all’accordo con molfettalive.it, festa per quanti hanno potuto ascoltare le note delle bande che si sono succedute in cassarmonica e per quanti, nella serata del 9 settembre, sono rimasti in piazza fino a tarda ora in ascolto attento de “La Banda de Andrè” ed hanno ballato sulle vibranti melodie della “Fabulanova Ensemble”. Festa per coloro che domenica 10 settembre, giornata dedicata al mare, hanno visitato l’esposizione di modellismo navale allestita presso la Capitaneria di Porto insieme al gruppo A.N.M.I. di Molfetta, per chi ha assistito al primo Palio dei rioni nella gara di gozzi organizzata dalla Lega Navale e per chi, a sera, è rimasto estasiato dall’esecuzione del concerto della Fanfara della Marina Militare e, infine, per chi ha ballato in piazza Municipio all’ascolto della variegata musica dei “Dio lo vuole Band”.

Ma il nostro intento, lungi dall’essere un encomio auto celebrativo, non si esaurisce al novero degli aspetti positivi. Ci spiace che le luminarie, per molti aspetto predominante in una Festa Patronale, non siano state all’altezza delle aspettative della cittadinanza. Prendiamo atto di aver disatteso l’interesse che la città, esigente e competente aveva riposto nell’allestimento della ditta Faniuolo di Putignano. Superficialità e scarsa professionalità in fase di allestimento e nei momenti di accensione, oltre al mancato rispetto degli accordi, hanno inciso negativamente sul risultato finale. Fortunatamente, il grandioso spettacolo pirotecnico tenutosi nella serata di domenica 17, ha cancellato questo aspetto negativo.

Tanto ancora si potrebbe fare, molto potrebbe essere più semplificato da una burocrazia più snella e agevole che, purtroppo, i fenomeni di terrorismo e l’esigenza di sicurezza, hanno ulteriormente irrigidito.

Siamo certi che i devoti e la gente che ha a cuore la tutela delle nostre tradizioni, hanno potuto apprezzare il lavoro di chi, umilmente, ha tentato di rinverdire la nostra bella festa e continuerà a sostenerci in questo compito di servizio.

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