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Le vite spezzate! Politica italiana in materia dei richiedenti asilo

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I problemi dei richiedenti asilo politico sono implicitamente diversi da quelli dei migranti economici. L’atteggiamento nei confronti dei richiedenti di questo tipo in Italia deve cambiare. Tale politica deve inoltre rafforzare i diritti fondamentali dei richiedenti asilo politico.

La signora Alina Voznesenskaya ha chiesto asilo politico in Italia, ma è stata trattata molto duramente dalle autorità milanesi. Ha vissuto in un centro per rifugiati a Milano con il suo piccolo nipote Nikita e scontrato il problema con i servizi sociali e con le competenti autorità. La signora Alina ha lavorato in dogana per anni e conosce bene questo ambiente. La signora ha attivamante collaborato in Ivangorod insieme alle autorità russe per combattere il contrabbando e le contraffazioni. Ivangorod è una città della Russia, che si trova nell’Oblast di Leningrado. Alina è continuamente tormentata a causa della sua attività in Russia. Questa situazione è anche dovuta a motivi politici. La signora Voznesenskaya è stata costretta di lasciare la Russia per motivi di sicurezza. La  Voznesenskaya si è rientrata in Russia in autunno del 2011. Il suo nipote Nikita è nato in ottobre 2011. Alina ha ricevuto l’affidamento perche la sua figlia ha un enfisema polmonare e non è in grado di gestire il bambino. 

Alina Voznesenskaya è fuggita in Italia in esilio volontario per sfuggire alle continue pressioni, mentre sua figlia è rimasta nella Russia.

La politica d’asilo deve garantire un alto livello di tutela ai richiedenti asilo rafforzandone i diritti fondamentali. La causa reale dell’ampio flusso di richiedenti asilo è la repressione politica. È un dovere di aiutare le persone che si rivolgono in cerca di rifugio a causa dell’oppressione politica.

Il piccolo Nikita è stato tolto dalla custodia della nonna e stato dato in adozione. Il minore è stato sottratto alla nonna in modo bestiale ed illegalmente. Ritiene il Governo che i servizi siano idonei a ospitare i richiedenti asilo, minori e nuclei familiari, e che siano rispettate le norme internazionali, europee e nazionali in materia di asilo politico e di immigrazione, come pure quelle a tutela dei diritti umani? No, assolutamente no, perché si tratta dei crimini gravi nel nostro stato. I servizi non tengono conto del superiore interesse dei minori in Italia. Perché persone come i servizi sociali gestiscono uno sporco business, i servizi da tempo hanno una cattiva reputazione. Il loro obiettivo principale è fare soldi sui minori, è una mafia istituzionale. Chiedo scusa per il mio confronto, per non offendere la mafia, ma è davvero difficile rimanere indifferenti davanti a un crimine significa rendersene complici. Stiamo combattendo una guerra contro un nemico che non ha onore. Almeno la mafia ha le sue regole e i principi morali. In business sui minori ci sono dirigenti totalmente malati senza dignità e valori fondamentali. Loro dimenticano una verità che valida per tutti. La vita si finisce uguale per tutti e non portano i soldi con sé nella tomba. 

Ma dietro a questo ci sono esseri umani, delle vite spezzate! 

Dr. Olga Chernikova

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