Economia e Finanza

Il Nobel all’influenza della psicologia nell’economia

PREMIATI GLI STUDI DELL’AMERICANO RICHARD H.THALER

Il premio Nobel per l’economia e’ stato assegnato all’ economista statunitense Richard H. Thaler dell’universita’ di Chicago per i suoi contributi all’economia comportamentale. Thaler “ha inserito ipotesi psicologicamente realistiche nelle analisi del processo decisionale economico”, si legge nella motivazione dell’ Accademia Reale svedese delle Scienze in cui si sottolinea come “esplorando le conseguenze di una razionalita’ limitata, di preferenze sociali e di mancanza di autocontrollo” lo studioso abbia evidenziato “come questi tratti umani influenzino sistematicamente le decisioni individuali e gli esiti del mercato”.

A sorpresa il Nobel per l’Economia e’ andato a Richard H. Thaler, comportamentista americano, classe 1945, uno dei massimi esperti mondiali in ricerche basate sul rapporto tra economia e psicologia. E’ dal 2002, dal Nobel all’israeliano, Daniel Kahneman, che gli esperti dell’Accademia di Stoccolma non premiavano questo tipo di studi, di cui Thaler e’ diventato nel frattempo la voce piu’ autorevole. Professore all’Universita’ di Chicago, Tahler ama il golf, il vino raffinato e, all’inizio della sua carriera, e’ partito dall’assunto che non e’ possibile che le decisioni del consumatore siano sempre razionali e informate. Per questo molti esperti, forse un po’ enfaticamente, l’hanno definito l’uomo che ha umanizzato l’economia. Secondo Tahler il mondo e’ diviso tra gli Econs, gli economisti, che sono in grado di scegliere gli investimenti piu’ adatti a noi e gli Humans, cioe’ tutti gli altri, quelli piu’ umani e dunque soggetti a fare errori e a sbagliare le previsioni economiche. E’ proprio sugli Humans, che dagli anni Settanta si sono concentrate le ricerche di Thaler, con l’obiettivo di migliorare la loro vita, fino a concepire la famosa strategia del cosiddetto ‘Nudging’, il pungolo, ossia come imparare ad usare a fin di bene l’irrazionalita’ umana.

Il ‘pungolo’ per Thaler e’ una strategia che si puo’ applicare in ogni campo, dal sistema pensionistico ai mercati finanziari ma anche nella vita di tutti i giorni, e’ il modo in cui gli umani imparano a trasformare in benefici la loro irrazionalita’. Il Comitato per i Nobel, nel motivare il premio assegnato a Thaler, ha usato definizioni piu’ complicate, ha detto che l’economista ha esplorato la “razionalita’ limitata, le preferenze sociali e la mancanza di self-control”, mostrando “come questi tratti individuali impattano in modo sistematico sulle decisioni individuali, cosi’ come sugli esiti del mercato”. Thaler per il comitato e’ dunque un maestro della ‘razionalita’ limitata’, che in economia e’ il concetto secondo cui, durante il processo decisionale, la razionalita’ di un individuo e’ vincolata dalle informazioni che possiede, dalla finitezza cognitiva della sua mente e dalla quantita’ di tempo di cui dispone per prendere una decisione. E’ poi professore di ‘preferenze sociali’, cioe’ “ha mostrato come l’equa preoccupazione dei consumatori possa impedire alle imprese di aumentare i prezzi in periodi di alta domanda, ma non in periodi di costi in aumento”. E in terzo luogo ha fatto luce sulla ‘mancanza di autocontrollo’ degli individui economici e cioe’ “ha dimostrato come il ‘nundging’, il pungolo – un termine da lui coniato – possa aiutare le persone a esercitare un maggiore controllo di se’”, impedendoci di “soccombere alle tentazioni del breve termine”, cioe’ evitando che i “nostri piani di risparmio per la vecchiaia, o per scelte di vita piu’ sane, falliscano”. Un esempio di questo ‘pungolo’, per Thaler e’ quello di una mensa aziendale, in cui si devono esporre a vista gli alimenti piu’ sani, mentre il cibo spazzatura deve essere collocato in zone piu’ difficili da raggiungere. Le persone sono cosi’ pungolate a scegliere il cibo migliore, senza pero’ perdere la loro liberta’ di scelta.

Insomma, il “nudge”, il pungolo, per Thaler rappresenta una strategia che si puo’ applicare in ogni campo, dal sistema pensionistico ai mercati finanziari, per imparare ad usare a fin di bene l’irrazionalita’ umana. “Era da tanto tempo – commenta Marcello Messori, direttore della School of European Political Economy dell’Universita’ Luiss – che nessuno veniva piu’ premiato per questa branca dell’economia, che invece e’ di estrema attualita’ per gli avvenimenti che si sono verificati sui mercati finanziari dal 2007 a oggi. Dopo la recente crisi finanziaria – ag giunge Messori – il filone di ricerca approfondito da Tahler e’ diventato molto importante per la regolamentazione dei mercati finanziari e per la tutela dei consumatori. Penso sia anche per questo che a Stoccolma hanno deciso di dargli il Nobel”. Anche in Italia l’economia comportamentale e’ una disciplina che viene studiata e che e’ sviluppata al momento solo a livello di consulenza. Ma ad ogni modo, sostiene l’economista Marcello Messori, direttore della School of European Political Economy dell’Universita’ Luiss, il riconoscimento e’ importante anche in rispetto al momento storico che ci siamo lasciati alle spalle, ossia la crisi economica: “Thaler ha studiato i mercati finanziari dal punto di vista dell’allocazione del portafoglio di famiglia, cioe’ ha cercato di valutare gli elementi di non piena razionalita’ nelle scelte finanziarie”. “Si e’ sintonizzato con l’economia e la finanza comportamentale e quindi con discipline come la psicologia”, ha aggiunto. Docente anche lui di economia comportamentale e collaboratore del gruppo di ricerca di Thaler, il professore Giovanni Ponti (insegna alla Luiss) sottolinea il lato umano di Thaler che “ha tolto la patina di accademico chiuso nella sua torre d’avorio che molto spesso viene attribuita ai professori particolarmente brillanti”. Piu’ in generale, spiega, “l’economia comportamentale e’ in sostanza una disciplina “vicina alle persone, che si occupa delle loro debolezze e dei loro errori”. La strategia del ‘Nudge’ (termine coniato dallo stesso Thaler), e’ proprio questa: “Utilizzare tali distorsioni, tali errori, per rendere piu’ efficienti le politiche economiche”.

 

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