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Trump in Giappone, ‘nessun dittatore sottovaluti gli Usa’

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‘TOKYO NOSTRO ALLEATO CRUCIALE’. TYCOON AL GOLF CON ABE

Il presidente americano Trump in Giappone – prima tappa del viaggio in Estremo Oriente – dove si tratterra’ fino a martedi’ prossimo, per poi proseguire in Corea del Sud, Cina, Vietnam e Filippine. ‘Nessun dittatore deve sottovalutare gli Usa’, ha detto nel discorso alle truppe Usa di stanza nella base dove e’ atterrato riferendosi alla situazione nella penisola coreana. Poi ha definito Tokyo alleato cruciale di Washington. Quindi una partita a golf con il premier nipponico Abe, mentre le due first lady si intrattenevano in un noto negozio di perle della Ginza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e’ in Giappone, prima tappa di un lungo giro che per dodici giorni lo portera’ a visitare cinque paesi dell’Asia. Si tratta del tour internazionale piu’ lungo per l’attuale capo di stato, il piu’ lungo di un presidente Usa dai tempi di George Bush padre. Nel discorso tenuto alle forze statunitensi e giapponesi alla base aerea di Yokota, l’inquilino della Casa Bianca – pur evitando toni incendiari – ha mandato un primo messaggio alla regione sulle minacce nucleari della Corea del Nord. “Voi siete la piu’ grande speranza per la gente che vuole vivere in pace e armonia e siete la piu’ grande minaccia per i tiranni e i dittatori che prendono di mira gl innocenti” ha detto Trump alle truppe riunite prima di lanciare un monito: “Nessun dittatore, nessun regime, nessuna nazione deve sottovalutare la determinazione degli americani. Qualcuno nel passato ci ha provato, non e’ stato piacevole per loro”. E le minacce di Pyongyang si confermano tema cruciale nell’agenda del tour. Un tema sul quale gli Stati Uniti auspicano un coinvolgimento della Russia. “Sulla Corea del nord vogliamo anche l’aiuto di Putin”, ha detto il presidente ai giornalisti a bordo dell’Air Force one in volo verso il Giappone. Il presidente “si attende” di poter incontrare il suo omologo Vladimir Putin a margine del vertice della Cooperazione Asia Pacifico che si terra’ in Vietnam dal 10 novembre.

Ma la prima giornata asiatica del presidente sara’ tutta dedicata all’incontro con il primo ministro giapponese Shinzo Abe. I due hanno in agenda una colazione di lavoro e un incontro di golf con il campione locale Hideki Matsuyama. Per l’arrivo del capo di Stato e della first lady Melania, il dipartimento della Polizia metropolitana di Tokyo ha mobilitato da questa settimana ben 18 mila agenti di polizia. La mobilitazione, hanno sottolineato le autorita’ metropolitane, e’ la piu’ massiccia degli ultimi vent’anni. Per la prima volta, inoltre, la polizia di Tokyo ha mobilitato una unita’ di soli agenti donne selezionati dai reparti antisommossa della Polizia, che faranno da scorta in borghese alla figlia del presidente Usa Ivanka Trump – giunta in Giappone gia’ giovedi’ scorso – e alla first lady Melania. Nell’arco delle scorse settimane le autorita’ giapponesi hanno intrapreso una serie di misure di sicurezza straordinarie, come la rimozione dei cestini per l’immondizia nelle stazioni della metropolitana e il divieto all’impiego di armadietti per prevenire l’eventuale posizionamento di ordigni esplosivi. La visita di Trump fornira’ anzitutto un’opportunita’ ai due paesi concordare nuove misure congiunte contro i programmi di armamenti nordcoreani.

Il viaggio ha dunque un obiettivo prioritario: sollecitare i principali attori regionali a unire piu’ convintamente le forze per privare il regime nordcoreano delle risorse economiche e politiche, sino a costringerlo a rinunciare alle sue ambizioni nucleari. Trump, aveva spiegato il consigliere per la sicurezza nazionale, Herbert R. McMaster, avvertira’ i leader della regione che il tempo a disposizione per risolvere politicamente la crisi in atto nella Penisola coreana rischia di scadere: ancora alcuni mesi e la Casa Bianca rivedra’ la propria strategia. Gli sforzi di persuasione di Trumpsaranno indirizzati, secondo McMaster, soprattutto ai paesi in grado di esercitare la maggiore influenza su Pyongyang: un riferimento palese alla Cina di Xi Jinping, principale alleato del regime nordcoreano e solo mercato di sbocco per le sue esportazioni.

Purtroppo per il presidente Usa, l’impresa appare in salita: Pechino ha aderito alle ultime sanzioni del Consiglio di sicurezza Onu imposte al regime di Kim Jong Un dopo il test nucleare di inizio settembre, ed ha imposto ai cittadini nordcoreani in Cina una serie di restrizioni bancarie e finanziarie. Pechino, pero’, ha ribadito in piu’ occasioni la sua assoluta contrarieta’ ad un bando petrolifero nei confronti della Corea del Nord. E dopo le tensioni degli ultimi mesi, Pechino e Pyongyang sembrano essersi riavvicinati anche sul piano politico: Kim Jong Un ha inviato un messaggio di congratulazioni a Xi al termine del 19mo Congresso nazionale del Partito comunista cinese, e questi ha replicato con una missiva dai toni amichevoli, la prima inviata al leader nordcoreano da oltre un anno. Anche la situazione sul campo non pare delle piu’ favorevoli all’agenda del presidente Usa Trump: Pyongyang, tramite la sua agenzia di stampa ufficiale, ha reagito con durezza ad un nuovo volo dei bombardieri strategici Usa sui cieli della corea del Sud, nella giornata di ieri, accusando Washington di voler scatenare un conflitto nucleare.

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