Cronaca

Regionali di Sicilia, arrestato per estorsione candidato M5S

E’ FABRIZIO LA GAIPA, IMPRENDITORE DEL SETTORE ALBERGHIERO

Fabrizio La Gaipa, uno dei candidati della lista M5s alle scorse regionali, e’ stato arrestato dalla squadra mobile di Agrigento con l’accusa di estorsione. La Gaipa, imprenditore nel settore alberghiero, giornalista, gia’ presidente del Distretto turistico Valle dei Templi, era candidato nel collegio di Agrigento. L’accusa contestata a La Gaipa, che e’ ai domiciliari, riguarda una presunta estorsione a due dipendenti dell’imprenditore che sarebbero stati costretti a firmare false buste paga.

Fabrizio Gaipa, candidato per il M5S alle elezioni regionali in Sicilia e primo dei non eletti, è stato arrestato per estorsione dalla squadra mobile di Agrigento. A darne notizia il sito del quotidiano La Sicilia. La Gaipa, 42enne, è stato accusato da alcuni dipendenti del suo albergo Costazzurra Museum & Spa. Nelle elezioni del 5 novembre La Gaipa aveva preso 4.357 voti, non riuscendo però ad entrare nell’Assemblea regionale siciliana.

Fabrizio La Gaipa “si e’ messo fuori da solo con quello che ha fatto”. Lo ha detto ai cronisti italiani Luigi Di Maio, in visita a Washington come vice presidente della Camera e candidato premier dei Cinque Stelle. “Noi abbiamo agito subito, a differenza degli altri”, ha aggiunto, ricordando che “il governo Musumeci si regge su un deputato che e’ stato arrestato”. La Gaipa, ha precisato, “non e’ un eletto” e “non e’ un portatore di voti”.

“Il collegio dei probiviri ha disposto la sospensione in via cautelare dell’iscritto Fabrizio La Gaipa, visti gli articoli 4 e 5 del regolamento del Movimento 5 Stelle”. Lo rendono noto i probiviri Nunzia Catalfo, Riccardo Fraccaro e Paola Carinelli.

“L’arresto di La Gaipa è un fatto molto grave che riguarda la sua persona e la sua impresa, ma non essendo stato eletto non è un rappresentante del MoVimento 5 Stelle. Durante il periodo della campagna elettorale e fino a ieri nulla risultava a suo carico”. Lo si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle a commento dell’arresto dell’attivista grillino di Agrigento candidato alle ultime regionali siciliane Fabrizio La Gaipa, accusato di estorsione. “La segnalazione ricevuta sul suo conto prima delle elezioni non ha trovato riscontro nel certificato 335 né negli altri documenti che ha prodotto e fornito su nostra richiesta – prosegue la nota -. Durante le elezioni e fino a ieri sul suo conto non risultava assolutamente nulla. In ogni caso, anche in questo frangente, il Movimento si dimostra completamente diverso dagli altri partiti”. “La Gaipa non è stato eletto con il MoVimento 5 Stelle, non è un portavoce e quindi non rappresenta il MoVimento – scrivono dal movimento di Grillo -. La Gaipa ha ricevuto immediatamente una sospensione cautelare dai probiviri ed è quindi fuori dal Movimento. Negli altri partiti, invece, gli arrestati determinano la maggioranza all’Ars. Il MoVimento 5 stelle è l’unica forza politica ad avere un codice etico che, se fosse applicato anche dai vecchi partiti, renderebbe l’Italia un paese migliore. Non possiamo escludere al cento per cento che si avvicinino a noi delle mele marce ma, grazie alle nostre regole, possiamo garantire al cento per cento che queste persone non inquinino la prima forza politica del paese”.

“Ho scelto di candidarmi con il M5S ed è una scelta che faccio veramente con il cuore. Il M5S incarnava le cose che già pensavo e così è stato naturale inserirmi in questo mondo meraviglioso”. Iniziava con queste parole lo spot elettorale che Fabrizio La Gaipa, 42 anni, aveva fatto a ottobre per le elezioni regionali, dove si è piazzato, nella provincia di Agrigento, primo dei non eletti con oltre quattromila voti, subito dopo Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro. “Sono desideroso di dare il mio contributo – aveva poi aggiunto La Gaipa, che è agli arresti domiciliari – Vorrei far parte di coloro che andranno a spendersi per le regionali per creare una Sicilia migliore. Vi chiedo la fiducia per rappresentarvi al Parlamento regionale”. E concludeva: “Comunque vadano le cose, viva il M5S”.

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