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L’iPhone Apple, la morte nel sonno e le fonti

Folgorata nel sonno dal cavo dell’iPhone. Muore 14enne vietnamita

Classico titolone che getta nel panico qualsiasi ragazzino abituato a dormire col cellulare appoggiato sul letto, magari direttamente sotto il cuscino. Ma la notizia è corretta, davvero un caricabatterie da cellulari ha folgorato una persona nel sonno? Come è possibile?

Intanto l’unica fonte che viene citata è una testata indiana, per una notizia che dovrebbe arrivare dal Vietnam, e già questo mi lascia un filo interdetto.

Il cavo di ricarica è stato ispezionato, ma gli inquirenti devono ancora rivelare se si trattasse del dispositivo originale Apple o di un’imitazione meno costosa. In un’immagine pubblicata dai media locali, il cavo bruciato sembra più corto di quello originale da 0,5 metri di Apple. Del nastro adesivo trasparente era stato avvolto attorno alla parte anteriore dalla ragazza, che aveva tentato di usarlo ancora nonostante l’usura.

I media locali? Ma se abbiamo appena visto che la testata che viene linkata dal Corriere è con dominio indiano, e si tratta della versione hindi di una testata americana che si chiama BGR – Boy Genius Report, sito che si occupa di curiosità sul mondo della tecnologia, sito che a sua volta linkava un articolo da Yahoo News, articolo che senza alcuna fonte ci racconta:

Police in the Hoan Kiem district of Vietnamese capital Hanoi said they found the burnt white cable on the 14-year-old’s bed and believe a slight tear in the rubber casing may have revealed the live wires inside.

The schoolgirl, named in reports as Le Thi Xoan, was found unconscious by her parents and rushed to a local hospital.

However, doctors were unable to revive her and pronounced her dead, while medics also confirmed electrocution as the cause of death.

Cercando in rete la notizia la troviamo su tutti i tabloid britannici, pubblicata tra il 15 e il 16 novembre. Sulle testate vietnamite bisogna andare al 14 novembre per trovarne una che ci racconta come la povera ragazza si fosse addormentata con il cavo avvolto attorno alla mano, e che sia stata quella la probabile causa di morte. Curioso però che anche in questo caso l’unico link presente che sembra rimandare ad una fonte sia un clickbait pubblicitario. Ci sono altri articoli, sempre del 14, uno che mi sembra redatto meglio di altri (ovviamente sempre visitati usando traduttori automatici, non so il vietnamita).

Su SaoStar il caso viene spiegato un po’ meglio, imputando si al caricabatterie la colpa del tutto, ma principalmente al caricabatterie non originale che avrebbe avuto un problema tecnico. Nello stesso articolo del SaoStar vengono riportati altri casi come quello di questa ragazza, di nessuno ci viene raccontato molto nel dettaglio, ma il messaggio è molto chiaro: non usate caricabatterie non originali, risparmiare sugli stessi potrebbe costarvi caro.

Nel racconto (anzi nei racconti) sulle testate vietnamite viene ripetuto ogni volta che la ragazza aveva il cavo avvolto attorno alla mano, e che cavo e caricabatterie erano neri di bruciature… il caricabatterie che viene mostrato nelle foto dal Corriere e dai tabloid britannici non ha nulla che lo faccia apparire così “nero” .

È davvero possibile che un incidente domestico del genere avvenga?

Probabilmente sì, ma solo in presenza di componenti scadenti, in una casa senza prese di terra, e con un cavo pesantemente danneggiato. È davvero successo?

Non ve lo posso dire, purtroppo a parte cercare traccia di una fonte certa online non posso fare, e senza conoscere la lingua le cose sono ancora più difficili. Non credo che l’altarino memoriale della ragazza sia un falso, ma su tutte le altre informazioni che trovo ho seri dubbi. Anche perché la cosa più strana è che sono anni che sentiamo notizie del genere, sempre da Paesi asiatici, non è strano visto quanto noi italiani usiamo i cellulari? Da noi non succede mai, da loro più volte all’anno. Non è che questi incidenti sono causati non da caricabatterie o telefonini, ma da impianti elettrici fatti con i piedi? Sarebbe interessante scoprirlo, ma ho paura che rimarremo con la curiosità.

maicolengel at butac punto it

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