CronacaLombardia

Addio al “prete del cinema”

Don Emilio Majer

Lo chiamavano «il prete del cinema». Perché di cinema si è sempre occupato. Don Emilio Majer se ne è andato oggi (martedì 2 gennaio). Aveva 95 anni e da qualche tempo era ospite della Fondazione Piccinelli a Scanzo.

Don Mayer fu presidente dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) dal 1981 al 1999 e direttore del Sas (Servizio Assistenza Sale) di Bergamo dal 1965 al 2008. Diceva di essere partito dal cinema considerato ricreazione e divertimento per scoprirne poi la componente culturale e pastorale. Raccontava: «A Gandino, dov’ero curato nel ’45, ho cominciato col cineforum che la sala era senza vetri per via di uno scontro tra partigiani e repubblichini e la gente veniva al cinema portandosi un mattone riscaldato per non gelare».

Nato a Romano di Lombardia, iniziò il suo ministero proprio a Gandino, dove rimase per 16 anni (dal ‘45 al ‘61). Fu quindi in Santa Caterina, a Bergamo, fino al 1982, per concludere il suo cammino come parroco a San Pantaleone di Negrone (fino al 1998).

La passione per il cinema l’aveva scoperta giovanissimo, sembra grazie a Bergman. La settima arte diventò parte della sua vocazione. «Concepisco la mia vita di prete come comunicatore del Vangelo – diceva -. Ma non posso subito parlare di Cristo e pensare di essere capito. Prendo la vita umana, faccio pre-evangelizzazione. Le parabole erano cinema, perché la gente le “vedeva”, sapeva cosa facevano pescatori, pastori e contadini».

Negli anni Sessanta, don Majer organizzava anche quattro incontri alla settimana per discutere di cinema di qualità. Era convinto che i film potessero a parlare a tutti, anche a persone che non mettevano piede in chiesa. Si impegnò a sostenere i cinema parrocchiali, trasformandoli in “sale della comunità”, luoghi di cultura a tutto tondo. Come direttore del Sas assunse la gestione di alcuni cinema in città, oltre a coordinare la programmazione di tutte le sale parrocchiali della diocesi.

La salma di don Emilio Majer si trova nella chiesa parrocchiale di Negrone. I funerali saranno celebrati giovedì (4 gennaio) alle 15. A seguire la salma verrà accompagnata al cimitero di Scanzorosciate.


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