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In attesa della legislatura

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Gli italiani sarebbero per una rettifica a livello rappresentatività politica. Di fatto, però, il cambiamento stenta ad arrivare. Se la questione non fosse di vitale importanza per il Paese, basterebbe attendere gli eventi che, comunque, ci saranno. L’Italia ha diritto a una ristrutturazione del suo quadro istituzionale; ma non solo di quello. Mentre sfumano le ipotesi di alleanze “diverse”, le intese di oggi potrebbero persistere anche dopo il voto di primavera. Intanto, l’instabilità continua a giocare il suo ruolo. Il futuro Esecutivo resta un’incognita per tutti. Nei partiti, i “Delfini” cambiano di nome e, spesso, sconfessano quelli che li hanno preceduti. Tanto per non dimenticare: le ultime elezioni politiche generali si sono tenute il 24 e 25 febbraio 2013. Col “Rosatellum” cambiare sarà possibile?

L’interrogativo potrà essere dissipato solo con convergenze più sostanziali. Gli apprezzamenti degli economisti lasciano il tempo che trovano. Manca, sempre, la fiducia d’investire nel pianeta Italia. La situazione politica, ora, non soddisfa ancora certe condizioni che l’economia europea richiede dagli Stati membri.

Anche se siamo “alle corde”, la colpa non è di nessuno. Perché, scriviamolo chiaro, è di tutti. Da noi, la politica resta gestita alla vecchia maniera. Ci vorrebbe più dignità e meno prosopopea. Lo sappiamo tutti; ma si preferisce attendere la prima mossa dagli altri. Il futuro Esecutivo dovrebbe avere un compito più propositivo che squisitamente politico.

E’ da troppo tempo che il Popolo non è stato messo nelle condizioni di votare e, di conseguenza, è stato costretto ad accettare i provvedimenti “salva” Italia imposti dall’alto. Il Paese attende logicità per il rinnovo delle Istituzioni. Insomma, la fiducia alla quale tutti intendiamo appellarci, è una cosa seria e, per meritarla, a breve o a lungo termine, c’è da esserne degni.

 La valenza del Potere Legislativo non sarà solo questione di numeri, ma anche di programmi seri. Insomma, il prossimo Parlamento potrebbe legiferare in modo meno condizionalo da quello che ha permesso all’Esecutivo Renzi /Gentiloni di tirare avanti. Con gli effetti, purtroppo, ben noti.

Giorgio Brignola

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