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Il delitto di Nahir Galarza in Argentina

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Ragazza argentina di Gualeguaychù (provincia di Entre Ríos) uccide il fidanzato: fine tragica di una relazione tormentata

I periodi di festa sono spesso occasione per i momenti più felici da passare con le persone care; a volte però diventano periodi di confusione e ricchi di occasioni per litigare.

Per Fernando Pastorizzo, ragazzo che avrebbe compiuto 21 anni qualche giorno fa, i litigi con la propria ragazza sono risultati fatali: Nahir Galarza, 19 anni, ha confessato di essere l’autrice del delitto nei confronti del giovane compiutosi la mattina del 29 Dicembre intorno alle 5.

Dopo aver sparato Fernando con la pistola presa di nascosto dal proprio padre -un agente di polizia-, Nahir é tornata a casa intorno alle 6, ha rimesso apposto l’arma e si é messa a dormire. Appena svegliata ha pubblicato su Instagram un messaggio rivolto al ragazzo: “Cinque anni insieme, litigando, andando e venendo ma sempre con lo stesso amore. Ti amo per sempre, angelo mio” (orig. “Cinco años juntos, peleando, yendo y viniendo pero siempre con el mismo amor. Te amo para siempre, mi ángel”  fonte:https://www.google.it/amp/s/elpais.com/internacional/2018/01/03/mundo_global/1514969986_409884.amp.html ).

La mattina dell’evento i ragazzi stavano circolando in moto per le strade di periferia della cittá. Il giovane Fernando é stato vittima di due colpi di pistola, uno dei quali ha prodotto una lesione broncopolmonare che é stata la causa del decesso.

La prova dermatologica effettuata sulle mani della ragazza non ha permesso di rilevare tracce di polvere da sparo. Tale risultato non é sufficiente a pensare all’innocenza della ragazza, poiché il tipo di arma utilizzata non rilascia polvere all’indietro come un normale revolver. Tuttavia l’avvocato della difesa é comunque deciso a tentare di tutto perlomeno per evitare l’ergastolo alla ragazza, che sarebbe la pena da assegnare in caso venisse confermato che la relazione dei due era incontestabilmente in atto: il legale invece sostiene che i giovani non stavano più insieme, e a suo sostegno vi é un messaggio in cui Fernando, circa un mese prima del delitto, sembrava riferirsi alla fine della loro relazione esprimendo sollievo e soddisfazione. Se riuscisse nel suo intento, l’avvocato della difesa otterrebbe un giudizio per “omicidio semplice” e dunque una pena fra gli 8 e i 25 anni.

Ad ogni modo non é facile stabilire nulla di sicuro tranne il fatto che la relazione fra i ragazzi fosse da sempre tumultuosa e violenta. I genitori della ragazza accusano Fernando di aver sempre acceso la scintilla, e viceversa i genitori di quest’ultimo non hanno dubbi nel fatto che sia sempre stata Nahir ad aggredire il figlio. Un episodio degno di nota risale a pochi giorni prima della tragedia, quando presso una discoteca dei testimoni hanno assistito a una cruenta aggressione reciproca da parte dei due giovani argentini.

Carla Pastorizzo, sorella della vittima, ha lanciato un messaggio sociale chiedendo che nella lotta feminista alla violenza di genere, che in Argentina sta prendendo piede, si includa la sensibilizzazione nei confronti della violenza delle donne nei confronti degli uomini. Dopotutto come darle torto, la violenza é sempre violenza e non conosce generi o particolarizzazioni, ed ecco perché come ogni femminicidio anche la fine di Fernando merita giustizia e chiarimenti.

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