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L’economist rivaluta Berlusconi. ‘potrebbe essere il salvatore dell’Italia

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Nel 2001 l’Economist dedicò a Berlusconi una copertina che fece infuriare il Cavaliere. Oggi l’allora direttore della testata, Bill Emmot, afferma invece che Berlusconi potrebbe essere il salvatore politico dell’Italia. Un ragionamento che si avvicina a quello fatto qualche settimana fa da Eugenio Scalfari che, a una domanda di Giovanni Floris su chi avrebbe votato tra M5S e Berlusconi, rispose: Berlusconi. Oggi tocca a Bill Emmot: “Berlusconi potrebbe finire per essere il salvatore politico dell’Italia? Non escludetelo”.

In una intervista al Corriere della Sera Bill Emmot afferma: “Non ho mutato opinione. Berlusconi resta inadeguato a guidare l’Italia. Ma potrebbe essere determinante per formare una coalizione centrista in grado di impedire a M5s o Lega di essere forza trainante nella formazione del nuovo governo. Sarà lui a presentarsi come salvatore politico, non dico sia una cosa buona. Ma Berlusconi non può diventare premier, sarà un manovratore dietro le quinte, è in quel ruolo che dobbiamo valutarlo e in quel ruolo non credo possa essere così negativo. Le sue posizioni sono più moderate di quelle di Salvini e Di Maio”

Su The Economist Bill Emmot scrive: “Con le prossime elezioni politiche in programma il 4 marzo, i candidati principali stanno scaldando i muscoli in vista delle dure otto settimane di campagna. Ci si attende un esito confuso e inconclusivo, ma una cosa pare ormai chiara: il battistrada potrebbe non essere uno dei due velocisti di 31 o 42 anni alla guida dei due partiti principali, bensì, piuttosto un maratoneta di 81 anni”. E aggiunge: “Secondo i sondaggi, Forza Italia si è attestata intorno al 16%, leggermente più in alto rispetto al sostegno di cui gode la Lega Nord, anche se decisamente più in basso rispetto ai giorni migliori del partito, quando superava il 25%. E il centrodestra probabilmente approfitterà della rabbia dei votanti per l’afflusso di rifugiati politici e migranti e della paura della gente per il potenziale dirompente dell’M5S. Il centrodestra ha il vento alle spalle”. Poi conclude: ”

A ogni buon conto, un’ottima prestazione rappresenterebbe un grande ritorno per il vecchio showman, ovvero esattamente ciò che ha sempre apprezzato. Se la sua coalizione di centrodestra dovesse ottenere la maggioranza, sceglierà direttamente lui il primo ministro; con ogni probabilità, sarà il negoziatore-chiave nelle trattative per la creazione di un governo di grande coalizione tra partiti del centrodestra e del centrosinistra.

La cosa più notevole tra tutte è che entrambi gli scenari verrebbero considerati un risultato stabile e rispettabile rispetto all’alternativa più probabile: un governo di minoranza guidato dall’M5s. Berlusconi rischia di essere il salvatore politico dell’Italia? Un’ipotesi da non escludere”.

ELEZIONI: BERLUSCONI, POLEMICHE SALVINI NON AIUTANO UNITA’ CENTRODESTRA

Se stiamo tutti insieme possiamo arrivare al 42%… Silvio Berlusconi è convinto che il centrodestra se non si divide e fa gioco di squadra può addirittura ottenere la maggioranza il 4 marzo e governare da solo. Ma nello stesso tempo lo attanagliano alcuni dubbi. A preoccuparlo, raccontano fonti azzurre, sarebbe innanzitutto l’atteggiamento polemico e provocatorio di Matteo Salvini. Che rischia di instillare negli elettori perplessità sulla reale capacità di tenuta della coalizione. Come non aiuta a fare chiarezza nemmeno la nascita della cosiddetta quarta gamba, che tra cavalli di ritorno e veti e contro veti rischia di essere controproducente. Sto facendo di tutto per trovare un accordo, grazie anche alla mediazione di Giorgia Meloni, ma se Matteo continua a dire in pubblico che serve un accordo scritto su programma e candidature e a non fidarsi degli alleati, dai e dai, la gente pensa davvero che qualcuno nella coalizione voglia fare il furbo, avrebbe confidato l’ex premier a chi ha avuto modo di sentirlo nelle ultime ore. La distanza tra Forza Italia e Lega, secondo gli ultimi sondaggi arrivati sul tavolo di Villa San Martino, è sempre di circa tre punti percentuali, con il movimento azzurro a poco più del 17% e il Carroccio al 14%.

Secondo il Cav questi dati dicono che le percentuali di consensi si sono stabilizzate e ciò può rappresentare un piccolo campanello d’allarme, superabile però attraverso una campagna elettorale alla vecchia maniera, tutta mediatica con lancio di proposte di forte appeal su temi sensibili come famiglia, lavoro e pensioni. Altro segnale negativo per Arcore arriverebbe dai bassi risultati di Fi in Veneto e Puglia, a favore della Lega. Berlusconi, raccontano, sarebbe preoccupato anche per la cosiddetta quarta gamba, un’operazione di allargamento certamente benedetta da lui ma fortemente voluta in realtà da Niccolò Ghedini e Paolo Romani, che alla fine potrebbe rivelarsi un boomerang, per Fi innanzitutto (dove sono scoppiati già i malumori) e per l’intera coalizione, visto il veto di Salvini su alcuni leader di ‘Noi con l’Italia’, a cominciare da Flavio Tosi e Enrico Zanetti. In tanti, infatti, avrebbe confidato il leader azzurro, lo avrebbero messo in guardia dal ‘quarto petalo’, perchè vi fanno parte vari esponenti che fino a poco tempo fa sostenevano il governo del Pd e potrebbero essere pronti a tradire. Senza contare, poi, la grana delle possibili pretese di ‘Noi con l’Italia’ in sede di ripartizione dei seggi, sui collegi maggioritari, ad esempio.

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