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Marchionne (Ferrari) sfida Liberty Media. Pronti allo strappo con il Circus

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Il “Patto della Concordia“, ovvero l’agreement esistente tra scuderie F.1 e i proprietari del Circus (l’americana Liberty Media), sul terreno della ridistribuzione dei ricavi, inizia a scottare, anche perché sono tanti, forse troppi, gli strali che arrivano da Maranello. L’attuale patto, firmato nel 2013 (il primo Patto porta la data del lontano 1981), scadrà nel 2020 (tra meno di due anni). Logico quindi che siano iniziate le manovre “muscolari”, tra stakeholders (i team) e i proprietari della Formula Uno.

La Ferrari può anche rinunciare alla Formula1, ma il “Circus” non sopravviverebbe senza le Rosse. Ad averlo dichiarato nelle ultime ore è stato Bernie Ecclestone – ex patron della F1, prima della cessione del marchio alla Liberty Media – che in un’intervista ad Auto Motor und Sport, ha anche commentato le dichiarazioni di Sergio Marchionne (presidente Ferrari e FCA), che ha minacciato i vertici della F1, prospettando la possibilità di creare un mondiale alternativo, se le regole del futuro “Patto della Concordia” dovessero imporre vetture sempre più uguali e standardizzate tra loro.

«Dobbiamo trovare un equilibrio sulle decisioni per il futuro che soddisfino tutti e credo che faremo in tempo. Altrimenti la Ferrari andrà via», ha lanciato l’allarme Ecclestone: «Se lo avesse detto Luca di Montezemolo si poteva pure non prenderlo sul serio perché amava troppo il motorsport, ma Sergio Marchionne può vivere senza la F1, perché è interessato per lo più al solo business: per lui la cosa più importante è offrire un buon risultato agli azionisti e se la Formula 1 non dovesse prendere una strada gradita potrebbe fermarsi. Temo però che la Ferrari possa vivere senza la F1, ma non il contrario».

Ecclestone ha poi confermato che l’aumento dello share televisivo registrato dalla Formula 1 nella stagione 2017 è da imputare proprio al ritorno alla competitività del Cavallino.
“Ho aspettato cinque anni che la Ferrari si svegliasse – ha ribadito il miliardario inglese – e finalmente è accaduto. E il duello con la Mercedes ha riacceso l’interesse dei tifosi. Mi sono scusato ancora con gli organizzatori per aver venduto loro molto cara una Formula 1, che, negli ultimi anni, è stato un monologo Mercedes, ma ora possono tornare ad avere un prodotto che può ripagare l’investimento fatto”.

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