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La riabilitazione

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Il sistema politico nazionale è passato dal malessere a una sorta d’agonia. Ma entro marzo un nuovo Potere Legislativo dovrebbe mettere in pratica la volontà di un Paese alla ricerca di un suo equilibrio; oltre la crisi economica. Molti schieramenti politici hanno perso l’originaria compattezza e affidabilità. I partiti si dovrebbero sentire delegittimati. In verità, tali li sentiamo; con la differenza che non tutti abbiamo l’obiettività d’ammetterlo. L’agonia delle idee non consente, però, diverse opinioni. 

Ci sono ancora troppi punti d’ombra che chiedono d’essere illuminati. Prima di tutto, almeno a parer nostro, si dovrebbero mettere a fuoco i parametri della nuova politica. Chi s’illude di tornare agli Esecutivi del “buon governo” è un utopista in partenza. Tra “nuovo” e “rinnovato” le differenze sono più che palesi. La teoria dei “poli”, che da due potrebbero diventare tre, non convince. 

Meglio riconoscere che tutti i partiti, anche quelli che ci hanno accompagnato per tanti anni, hanno terminato il loro ruolo. Una realtà fisiologica che non dovrebbe, però, implicare confusioni del quadro politico nazionale. I tempi ci hanno fatto capire che politica ed economia, pur convivendo, marciano su binari che non dovrebbero incrociarsi più. Il Paese non ha bisogni d’altri confronti per tirare avanti. L’isolamento, che ancora condiziona tanti politici, affossa anche il buon tratto di chi sarebbe meritevole. Del resto, cambiare al “buio” non giova e la Democrazia è un bene troppo prezioso perché si giochi su posizioni sconsiderate. Così, pur muovendoci verso il nuovo, non ci sentiamo di sminuire le nostre perplessità per l’immediato futuro. Se è vero che la speranza è l’ultima a morire, non vorremmo che fossimo privati anche di questa. La via del recupero nazionale è ancora da percorrere ed è in salita. 

Lo abbiamo capito tutti. L’importante, a questo punto, è che la politica, che resta sempre il più preoccupante polo di diatriba, non vada a complicarsi. Anche perché gli apparentamenti non avrebbero futuro se applicati alla solita maniera. Lo abbiamo già scritto: la riabilitazione nazionale dovrebbe avere differenti parametri da evidenziare. Di promesse, rimaste tali, il Paese non ne ha proprio più bisogno. 

 Giorgio Brignola

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