Più diritto nelle scuole per il Patriottismo della Costituzione

Di Maria Federica Dimantova

“A lezione di Costituzione, insegnamento di Costituzione e di Cittadinanza europea”, questo il titolo del convegno organizzato da Apidge tenutosi ieri presso il Senato della Repubblica. Il Corriere Nazionale e Ora Legale, sensibili alla tematica, hanno seguito l’evento romano.

Viviamo in una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Soffermandoci su ognuna di queste parole chiave che fanno la storia e l’essenza del nostro Paese, ci rendiamo conto che spesso, nella quotidianità, proprio la mancanza di lavoro e di democrazia la fanno da padrone nell’insoddisfazione collettiva.

Dov’è il problema?

A questa domanda verrebbe da rispondere “nella politica”. E siamo certamente d’accordo.

Da dove partire? Ci sono soluzioni alla portata del cittadino?

Proviamo ad analizzare queste argomentazioni valorizzando ciò che di positivo possediamo. Da ciò che gelosamente dovremmo conoscere, proteggere, diffondere. La Costituzione.

Norberto Bobbio, nel suo decalogo per una “democrazia virtuosa” – “Dieci regole per difendere la democrazia” – incitava il “Patriottismo della Costituzione” e chiedeva alle giovani generazioni di studiare la Carta Costituzionale e di “proteggerla gelosamente dalle intemperie future”.

Bene. Da poco la Costituzione ha compiuto 70 anni. Festeggiamenti e commemorazioni non sono mancate.  Siamo tutti orgogliosi di questo importante traguardo. In certe occasioni il senso di appartenenza ad una patria comune si avverte, si respira. Ma non basta.

Criminalità, bullismi, violenze di vario tipo sono i veri drammi del secolo.

Assieme ai reati, abbiamo un altro dato da considerare. Il bassissimo tasso di affluenza alle urne. La mancanza di volontà nell’esercizio di uno dei diritti più importanti della nostra Repubblica. Un diritto che dovrebbe essere vissuto come un dovere civile e morale nei confronti degli altri, ma soprattutto di noi stessi.

I protagonisti di queste problematiche, reati da un lato e astensionismo dall’altro, sono, in percentuale maggiore, i giovani.

Solo un giovane su dieci – dai 15 ai 19 anni – sa cosa è la Costituzione ed è parzialmente consapevole dei diritti sanciti.

Questo dato è forse la chiave di lettura.

Bobbio ci aveva visto lungo, dunque. Le intemperie future sono giunte. Il ciclone non si arresta. Ben presto diverrà uragano.

Adpige: “A lezione di Costituzione”. Il convegno in Senato

Si è tenuto ieri, 19 gennaio, il seminario “A lezione di Costituzione, insegnamento di Costituzione e di Cittadinanza europea” presso nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica a Roma.

L’ente Organizzatore Adpige – Associazione Professionale Insegnanti Scienze Giuridiche Economiche” – con il presidente, Prof. Ezio Sina e con l’avv. Sen. Francesco Molinari, la Senatrice Nadia Ginetti e il Senatore Pietro Liuzzi, ha dato seguito alla presentazione del disegno di legge, dagli stessi senatori promosso, unificato in esame alla Commissione Istruzione del Senato, che intende ridefinire ambiti e struttura e rilanciare il ruolo della disciplina Cittadinanza e Costituzione nelle scuole.

L’istruzione ai principi essenziali della libertà, ai concetti basilari di reato e pena, al fondamento normativo di ogni fattispecie giuridica, la Costituzione, – ha dichiarato la responsabile Adpige, avv. Giovanna Musone –  avrebbe un potenziale didattico formativo e sociale dirompente. Un insegnamento che per la sua centralità rispetto all’argomento di cui si discute, non può essere collocato trasversalmente o a latere di questa o di quella disciplina, ma necessita di esprimersi entro un impianto didattico stabile certo e strutturato quindi non esternalizzato”.

Con accentuazioni diverse e differenti riflessioni, l’incontro di ieri al Senato ha mirato innanzitutto ad affermare l’importanza che il Testo Costituzionale va ad assumere nella determinazione dei saperi e dei valori espressi da tutto il Sistema Nazionale di Istruzione e Formazione. E’ stata espressa la necessità di strutturare l’Educazione civica come una materia dotata di quella spiccata autonomia scientifica che le spetta e le dovrebbe competere.

Partire e ripartire dalle giovani generazioni

Sembrerebbe un luogo comune, ma così è. Faletti scriveva che un luogo comune diviene tale per la dose di verità che cela al suo interno.

In questo caso la verità è spietata e talvolta agghiacciante. Sta di fatto che abbiamo delle basi solide su cui lavorare. Quei famosi 139 articoli sono la traccia da seguire e da onorare, durante gli anniversari e nella quotidianità. Fra i banchi di scuola, ma anche per strada, in casa.

Gli addetti ai lavori, i docenti, dovrebbero avere la possibilità di insegnare fin dall’età più acerba i diritti e i doveri del cittadino che i padri costituenti hanno così scrupolosamente e chiaramente individuato.

E ritornando a una delle problematiche del nostro secolo, l’Italia fondata sul lavoro che lavoro non ha, l’insegnamento del diritto dalle medie e in tutti gli istituti secondari, alzerebbe un tantino l’asticella dell’occupazione.

Riprendendo in conclusione le parole di Bobbio, “la democrazia bisogna meritarsela giorno dopo giorno, col darsene pensiero o, come diceva il repubblicano Machiavelli, mettendoci sopra le mani”.

Mettiamoci sopra le mani.

Print Friendly, PDF & Email