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Quando la musica fa bene al cuore

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Giovani eccellenze baresi alla ribalta. Giochi di luci, arte e musica al Circolo Barion

   

Di Riccardo Guglielmi

Venerdì 19 gennaio, dalle ore 20 nel Salone superiore del Circolo Canottieri Barion si è svolta la Serata Artistico Musicale; obiettivo dell’evento presentare le giovani eccellenze del Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Madrina della serata la Prof.ssa Gianna Valente che ha presentato 4 giovani talenti che hanno saputo colpire e impressionare l’attento e competente pubblico per le capacità tecniche e soprattutto per la giovane età.

Luca Cianciotta, allievo del M° Ceci, al pianoforte ha suonato con grande abilità brani di List e Chopin. Sabrina Di Maggio, giovanissima violinista, allieva della Prof.ssa Lamonaca, accompagnata al pianoforte dal M° Scarangella, ha fatto vibrare le corde del suo violino con le note della sonata K 301 di Mozart. Grandi applausi per Greta Maria Lobefaro, bella e brava, già diplomata in pianoforte con il massimo dei voti e lode a soli 15 anni che ha presentato brani di Bach e Chopin. Marcello Sette, allievo al settimo anno nella classe di violoncello del M° Fiorino,  vincitore nel 2017 del premio nazionale delle Arti indetto dal Miur, accompagnato al pianoforte da M° Nicola Sette, ha deliziato i presenti con il Concerto n°1 in do magg. di F.J. Haydin.

Le note, i suoni, gli accordi volteggiavano nell’aria e si fondevano con l’immaginario dei giochi di luce che all’esterno del Circolo la ruota panoramica ogni sera crea da settimane sul lungomare della nostra città. La bella musica si è trasformata in farmaco per i medici internisti e cardiologi presenti occasionalmente nel Circolo Barion per motivi professionali. Non è sbagliato affermare che la buona musica ingentilisce il cuore, rende il malato meno solo e allevia la sofferenza in quanti chiedono aiuto per motivi di salute.  

Il Dio della musica ha concesso a questi 4 ragazzi un dono unico ma quante rinunce e sacrifici hanno alle spalle. Giochi, spensieratezza dell’adolescenza sono stati sottratti per far loro raggiungere questi traguardi nel nome dell’arte e della cultura. Alto è stato l’impegno dei loro maestri che hanno saputo credere in loro. Vedere la realizzazione di un sogno in chi potrebbe essere figlio o nipote genera quel senso di fiducia e incoraggiamento che permette il passaggio ideale di testimone tra generazioni. Un così grande sacrificio va apprezzato, premiato e gratificato dalla cittadinanza. La cultura non è perdita di tempo ma sviluppo, crescita individuale e sociale. Le eccellenze giovanili in ogni campo devono essere tutelate e salvaguardate dalla collettività. Basta con l’immobilismo e l’indifferenza, basta con la fuga di tanti ragazzi all’estero che non trovano opportunità nel nostro paese.

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redazione@corrierenazionale.net

 

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