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Lo sciopero dell’intera magistratura di pace ed onoraria blocca gli uffici

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I dati statistici reali sull’andamento della Giustizia in Italia. 

Continua lo sciopero infinito dei giudici di pace, iniziato l’ 8 gennaio scorso, e dal 29 gennaio sono in sciopero anche i magistrati onorari di Tribunali e Procure della Repubblica.

In tutti i comparti della Giustizia di primo grado si registrano adesioni altissime, variabili fra l’80 e il 90% dei magistrati.

E’ confermato che lo sciopero sta determinando lo slittamento di non meno di un milione di processi civili e penali.

D’altra parte, lo sciopero dei giudici di pace (che inglobano oggi anche i magistrati di tribunale) e dei pubblici ministeri onorari è solo un’anticipazione di quel che sarà legge nel futuro, allorquando ai magistrati onorari sarà impedito di tenere più di un’udienza a settimana e dovranno attenersi a rigorosi orari di lavoro.

La funzione giurisdizionale viene così relegata a mero ufficio amministrativo, peraltro violando il dettato costituzionale che garantisce l’indipendenza del giudice nell’esercizio dei suoi poteri e doveri.

Eppure i dati statistici degli uffici giudiziari di primo grado diramati nel gennaio 2018 dal DOG del Ministero della Giustizia, malgrado le tendenziose e fuorvianti dichiarazioni del Ministro Orlando, sono drammatici: solo negli ultimi due anni si è scesi nel settore civile da 3.646.165 a 3.125.888 processi definiti e nel settore penale da 3.093.144 a 2.659.945 procedimenti definiti, con un calo di produttività superiore al 15%.

Di certo ciò è in parte la conseguenza della politica giudiziaria del Ministro Orlando di diniego di Giustizia, mediante privatizzazione della giustizia civile e depenalizzazioni indiscriminate, ma sono già ora palpabili gli effetti della scriteriata decisione di ridurre l’apporto dei magistrati onorari nei tribunali e nelle procure, effetti che diventeranno deflagranti allorquando anche ai giudici di pace sarà impedito di lavorare a tempo pieno malgrado un aumento vertiginoso delle competenze civili.

L’augurio è che possa arrivare presto un nuovo Ministro al dicastero della Giustizia che segni un incisivo cambio di rotta, cancellando l’aberrante riforma Orlando della magistratura onoraria e valorizzando una forza lavoro irrinunciabile in tutti gli uffici giudiziari di primo grado, riconoscendo ai giudici di pace ed ai magistrati onorari adeguate tutele economiche e previdenziali.                                                            

      Maria Flora Di Giovanni                   Alberto Rossi

        (Presidente Nazionale)              (Segretario Generale)

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