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Nuova repubblica?

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di Giorgio Brignola

C’è chi ritiene che questo sarà l’anno dei “cambiamenti”. Lo scriviamo in prossimità delle elezioni politiche del prossimo marzo. Non ci sentiamo, però, d’ipotizzare come sarà gestito il futuro Parlamento. Non siamo, per natura, inclini alle “novità” scontate. Se, veramente, si dovessero realizzarsi due grandi formazioni politiche, anche il futuro Esecutivo potrebbe essere differente da quelli che ci sono stati propinati in quest’ultimo quinquennio.

Potrebbero, di conseguenza, essere i movimenti d’opinione ad assumere distinti aspetti istituzionali. Sarebbe in grado di prendere vita, altresì, un’intesa capace d’offrire all’Italia una prospettiva meno scontata. Noi siamo per il “nuovo”; ma per quello di sostanza. Diversamente, sarebbe un errore per un Paese che tenta d’uscire dalla più grave crisi economico/sociale di questi ultimi anni.

I “polarismi” hanno, da sempre, confuso e diviso la nostra realtà. Cambiare non sarà facile. Ora, bisognerebbe essere meno distratti e iniziare a ridare segnali di nuova maturità politica. Anche se non riteniamo possibile che, nei “vivai” dei partiti, già ci siano uomini capaci d’attivare ignorate iniziative. Col nuovo Esecutivo, sarà essenziale fare chiarezza ed eliminare le “implicite” consapevolezze.

La Penisola è sempre in crisi d’identità; ma la sua posizione sembra meno indebolita. In conclusione, riteniamo che il Bel Paese potrebbe avere l’opportunità per varare una nuova Repubblica. Anche se la nuova legge elettorale, onestamente, non la favorisce.

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