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Il Cinema a Scuola come materia obbligatoria di Studio

Il tema sarà trattato all’interno del Convegno  “ Il Cinema come Arte, l’Arte di fare il Cinema” che si svolgerà il 9 marzo presso l’Istituito “Mauro Perrone” di Castellaneta.

Il Convegno organizzato  dall’Istituto Professionale di Stato per il Commercio, il Turismo, l’Enogastronomia e l’Ospitalità alberghiera “Mauro Perrone” di Castellaneta e che si svolgerà presso l’auditorium dello stesso istituto venerdì 9 marzo alle ore 16,00 sul tema: “ Il Cinema come Arte, l’Arte di fare il Cinema” si presenta come una occasione propizia per parlare del Cinema a Scuola e delle numerose proposte che ne vogliono istituzionalizzare la presenza nei Programmi didattici della Scuola. Sono in molti oggi a sostenere la necessità che il cinema diventi una materia obbligatoria a scuola; i grandi film dovrebbero essere studiati filologicamente come le opere di letteratura, filosofia, storia ed arte.

Ultimamente questa tesi è stata sostenuta anche da Carlo Verdone sul quotidiano “Avvenire”, nel suo articolo Verdone ricorda la scomparsa del grande comico Jerry Lewis e l’insegnamento di suo padre Mario, primo docente universitario italiano di “Storia e critica del film” e aggiunge che : “Ormai il consumo audio video è individuale, fatto di clip mordi e fuggi, cuffie e tablet h24, consumo compulsivo e solitario. In questo modo, però, i giochi, spesso violenti, rischiano di prendere il sopravvento”. Nel condividere tale valutazione riteniamo che nel consumismo digitale che ci travolge a buon diritto la “settima arte” potrebbe rappresentare uno strumento efficace e coinvolgente per sviluppare le competenze disciplinari e di cittadinanza dei giovani. Spesso però a scuola il film entra solo come prodotto finito, a supporto delle nostre lezioni.

Ma se imparassimo a studiare il cinema come linguaggio, come un processo che si costruisce insieme?. Se imparassimo a “fare” il cinema così come impariamo a leggere e scrivere, cosa ne guadagnerebbero i nostri studenti e come cambierebbe il nostro modo di fare scuola?. Nella scuola di oggi, affinché gli studenti possano avere successo, tra i banchi come nella vita, è importante proporre loro continue sfide. Gli insegnanti sono chiamati a strutturare attività che rispondano agli interessi dei ragazzi, accrescano la curiosità, stimolino motivazione e creatività, valorizzino al massimo attitudini e capacità di ognuno, anche degli alunni più fragili. Quale sfida più intrigante e stimolante di quella di girare un film dopo aver scelto il tema e scritto tutti insieme  la sceneggiatura?. I ragazzi avrebbero modo di acquisire una straordinaria esperienza, girare un film suscita grande entusiasmo e fornisce stimoli e forti motivazioni e può rivelarsi una modalità molto efficace per favorire riflessioni e confronti su argomenti importanti o spinosi, tra i quali, l’evasione scolastica, il bullismo e la microcriminalità.

Il Cinema a scuola si presta ad un’apertura interdisciplinare e alla possibilità di lavorare in team in campi diversi: Musica per la colonna sonora, Arte per le scenografie, Lingue straniere per i sottotitoli, traduzioni della sceneggiatura. Lavorando ad un film, gli studenti acquisiscono nuove conoscenze, hanno la possibilità di cimentarsi in compiti di realtà, rendendo possibile lavorare nell’ottica delle competenze chiave europee e ottenendo un notevole arricchimento culturale. Scrivere un film, curarne gli aspetti linguistici dal soggetto alla sceneggiatura fino ai dialoghi, consente di lavorare sull’acquisizione delle competenze in comunicazione nella madrelingua. Progettare il testo finalizzato alla creazione della sceneggiatura sviluppa capacità di espressione linguistica scritta ed orale, consentendo di padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti. I film, ambientati nel luogo in cui gli alunni vivono quotidianamente, consentono di approfondire lo studio del territorio e di scoprirne la valenza  culturale oltre che sociale, turistica ed ambientale, di allargare la visione al mondo e di coinvolgere nei progetti cinematografici le famiglie e tutte le persone che possano contribuire a fare del film un affresco fedele del luogo in cui viene prodotto. Lavorando in questo senso, si può contribuire al necessario avvicinamento tra scuola e famiglia, scuola e territorio, scuola ed istituzioni, fino a creare proficue collaborazioni; tutto nell’interesse degli alunni e della loro maturità per accrescere consapevolezza ed espressione culturale. Nel corso dei laboratori cinematografici, gli  studenti riflettono sul proprio mondo, interpretando e riguardando personaggi a loro simili, acquisiscono consapevolezza di sé e, come davanti ad uno specchio, si rendono conto dei propri aspetti positivi e soprattutto di quelli che vanno corretti o migliorati. Realizzare un film richiede l’alta competenza di lavorare in team con impegno, dedizione, serietà, rappresentando quindi un importantissimo esercizio di autocontrollo.

La realizzazione di un film richiede così tanto impegno che gli stessi alunni leader negativi, nei momenti di confusione, finiscono per riportare con autorevolezza all’ordine coloro i quali disturbano durante la lavorazione. A ciò aggiungasi che utilizzando con consapevolezza e dimestichezza le nuove e più sofisticate tecnologie a partire dalla scrittura del copione, passando dalle riprese, fino al montaggio, vengono in questo modo sviluppate anche le competenze digitali. Facendo cinema a scuola, infine, gli alunni acquisiscono ed interpretano le informazioni utili, stabiliscono i necessari collegamenti anche pluridisciplinari, quindi imparano ad organizzare l’apprendimento in funzione del proprio metodo di studio e di lavoro, in altre parole imparano ad imparare. Attivando, poi, attività di scrittura creativa con modalità cooperative, si trattano in modo appassionante gli aspetti legati ai diversi tipi di testo ed alla narrazione; vengono scritti soggetto, sceneggiatura, dialoghi, trailer, discorso di presentazione in occasione della serata di proiezione ed i testi di avvicinamento alla sceneggiatura definitiva possono diventare materiali per esercitazioni e verifiche di italiano. Un film si presta ad attività di ricerca storica, soprattutto a partire dal territorio; prendendo coscienza della Storia è possibile trattare gli argomenti da una prospettiva diversa rispetto a quella dei libri.

Scrivendo il soggetto e le scene, la Storia viene ‘ricreata’ insieme dal basso, condivisa e ‘rivissuta’. L’esperienza acquisita sul campo da tanti docenti conferma un dato comune a tutte le esperienze scolastiche: realizzare un film responsabilizza i ragazzi ed il profitto conseguentemente migliora. Ciò è vero soprattutto per coloro che dimostrano poca volontà e scarse motivazioni, mancanza di entusiasmo per le attività scolastiche con conseguente insuccesso scolastico, in altre parole, studenti che mostrano un “bisogno educativo speciale”; questi studenti, in difficoltà nelle materie curricolari, non di rado dimostrano nell’attività cinematografica abilità spesso neanche immaginate, vengono rivalutati dagli insegnanti e, scoprendo di riuscire bene in qualcosa, acquisiscono autostima attivando un circolo virtuoso anche nei confronti dello studio fino ad allora non attivato. Sono gli stessi studenti ad ammettere, al termine di tutte le attività programmate che l’esperienza è stata utile e proficua perché li ha aiutati a crescere.

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”

Confucio

Giacomo Marcario

Comitato di Redazione de “ Il Corriere Nazionale”

 


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