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Io un po’ cresciuta in fila per incontrare Max, Nek e Renga  

Io  un po’ cresciuta  In fila per incontrare Max Nek e Renga 

Pomeriggio di sabato 10 marzo, io con un pass, quello giallo  avuto assieme al disco acquistato la mattina presso la Mondatori Megastore .

Senso di inadeguatezza, curiosità ed  mix ix di emozioni controllate mi hanno invasa..

Non un concerto, ma un incontro di pochi secondi con tre ragazzi, tre cantanti, tre  persone che per lavoro fanno della musica un canale di messaggi, di comunicazione.

38 anni  e ,mai stata da adolescente ad un concerto, il primo a 33 anni, quello di Cristiano De Andrè e mai stata  nella circostanza di  fare la fila  per un autografo. Come una adolescente, ma controllata emotivamente.

Ore 14:00 li  proprio li sotto i portici ci sono  quindici persone, giovani, giovanissime, in una mano il pass, in un’altra il cellulare per comunicare all’ amica, alla cugina, alla mamma di essere li, effetto   selfie , accanto , davanti alla locandina dove Max Nek Renga sfoggiano con il loro sorrisi.

C’è Emilia che viene da Reggio e parla di Nek, anzi di Filippo come fosse un suo amico, è stata a tutti i suoi concerti, ha il treno di ritorno e spera di entrare per prima, ma il suo pass ha un altro colore, manco a saperlo che il mio giallo era destinato ad una priorità.Quando sarà il momento di oltrepassare le transenne, sarò tra le prime venti, wow.

Sotto ai portici c’è Ludovico che si nasconde dietro i suoi occhiali un po’ appannati, ogni tanto dal cielo scendono piccole goccioline, e poi c’è Elisa con la sua stampella che le fa da appoggio. Mi guardo attorno  e mi sento inadeguata perché sono circondata da adolescenti accompagnate dai papà, ragazzi/ragazze più piccole di me.

Iniziano a cantare repertori di Max Pezzali, sono loro un gruppo di amici liceali che sembrano quasi suonarle quelle canzoni, a cappella; un concerto improvvisato dal vivo, emozionante; Andrea, Luciana, AnnaLisa che parlano di Renga, chiamandolo Francesco e di quella volta che sono riuscite a strappargli un autografo ed una dedica personale. Io intanto mando messaggi alle mie colleghe, una foto con in mano il cd ed il pass, come quelle ragazze, davanti al poster, con il sorriso di una ragazzina che per la prima volta sta vivendo un’esperienza che forse avrebbe dovuto vivere ANNI FA con altre emozioni, quella della  spensieratezza, quella del divertimento.

Non ero  spensierata in  quegli istanti, un mix di domande, ma cosa sto facendo? Che faccio? ma come dice Filippo  Devi muoverti un po’, non dirti di no, vivi l’istante.

Non era angoscia quel che ho provato ma forse per forma mentis professionale, orientata ad analizzare criticamente le situazioni, ad osservare atteggiamenti, comportamenti e trarne dei profili, mi sono sentita fuori luogo, perché pensavo a quei No detti quando ero piccola.

Ma  poco a poco, arrivano Stefania, Luisa over 45 enne con il desiderio di un bacio sulla guancia a Renga, e…ops anche io, ora che scrivo , mi rendo conto di avergli dato un bacio, due, a ciascuno, esordendo: ehi ciao ragazzi come state? Si, si proprio così, e rido mentre ricordo i loro sguardi, foto click, tre secondi, e poi ancora stringo loro le mani li dietro a quel bancone dove appoggiati hanno autografato gli album, In bocca al lupo ragazzi, grazie, ciao..

Wow mi sono serviti tre secondi per dire tutto questo a loro. E loro a me?

Sorrisi.. Forse Max Pezzali avrebbe voluto dirmi qualcosa, l ho notato, quanto è simpatico; ma c’era Matteo l’addetto alla sicurezza che aveva fretta di mandare via i fans. Prendo il mio cappotto che avevo riposto a terra assieme all’ombrellino e la borsa. Senza cappotto per far vedere il vestitino messo per l‘occasione, le ragazze più giovani davanti a me così han fatto ed io mah..ma sì. Quasi quasi..

Torniamo al primo pomeriggio sotto i portici, c’è la nonna con gli occhiali, che si dice cugina di un tale grado di Nek, Filippo di qua, Filippo di là, come se si  conoscessero da sempre, accerchiata da un gruppo mamme, forse quelle che usano whatsapp per mandarsi messaggi sulla scuola e sui loro bambini,  e presenti anche le bambine che hanno stemperato l’attesa mangiando dolci e bomboli, lanciando molliche di pane ai colombi che per la pioggia si sono riparati accanto a noi. Io appoggiata ad una colonna, a guardarmi in silenzio, un po’ inadeguata, un po’ divertita proprio ad osservare, ad ascoltare.

Improvvisamente Emilia mi prende per mano e mi dice , lo sai Filippo al concerto, mentre Francesco e Max.., io incredula, mi dà la mano come se fossimo amiche, e poi la signora Stefania che mi sorride come a  percepire la mia inadeguatezza poi espressa verbalmente quando si crea un gruppo di mutuo aiuto per colmare l’attesa con tecniche di training autogeno “sono calma, sono molto calma, arrivano,stanno per arrivare”. La mamma con la bimba mi tende un dolce, Marco , 28 enne, alto due metri, è seduto accanto a me, sotto a quella colonna; dietro le spalle, un tubo, dentro un poster sul quale far mettere a Max, Renga e Nek un autografo per la fidanzata siciliana, sta facendo la fila per lei. Ma lui con molta calma è abituato, mi racconta delle mille fotografie che ha con cantanti di ogni genere musicale, ma resta la sua prelidizione per De Andrè, Battiato,  ed altri.

Ore quasi 17, aumentiamo, ci stringiamo, si canta, come se si fosse li, sotto al palco dalle prime ore della mattina in attesa che escano ed iniziano a cantare ed muoversi.Non era un’attesa per un concerto, ma è come se fosse stato

E’ stato un modo di vedere le cose, di capire, non so dove sono, mi manca qualcosa, amami come mai, tanto non lo dirò, stiamo solo vivendo adesso, un’ altra immagine di te, un altro modo di pensare le cose, mi sia addice ora, un modo diverso di vedere quel momento.

Non più senso di  inadeguatezza, quando Giovanni l’addetto, ha aperto le transenne, ed alla faccia di quel gruppetto che pensavano furbamente di oltrepassarci, io, Marco, Lara, la mamma, la ragazza dai capelli rossi, Valerio il ragazzo dai capelli lunghi biondi e ricci siamo stati i primi, per via del nostro pass giallo.No, il momento si sta avvicinando, la vivo come esperienza, senza urlare, senza strapparmi i capelli, senza lacrime, lacrime che ho visto sul volto di Teresa la ragazza dagli splendidi occhi azzurri e capelli neri, c’è chi sviene perché senza mangiare e bere dal mattino, ho in borsa un’arancia ed un succo si frutta, avviene il passaggio di panini, cioccolatini, arancia, un passaggio di mani.

Un  momento, quelle ore di attesa, come se fossimo ad un concerto, mancava solo che ci dessimo tutti la mano con la torcia, si parla, si parla, si racconta, Come mai , mi chiedo, chi sarai, chi sarete per farmi stare qui, in piedi in una piazza. Gli amici se sapessero dove sono, cosa sto facendo. Tu tu chissà cosa stai facendo? Meravigliosa, che luna !

Una mia caratteristica, non mi fermo.. ed all’improvviso è arrivato questo momento a 38 anni.

La mamma di Lara mi incoraggia, mamma e figlia emozionate, mi raccontano dei loro concerti, di Filippo, Laura lo segue da quando aveva 11 anni, una  bambina e mi mostra la fotografia.

Angela aspetta il fidanzato al di la delle transenne, alle 20 hanno un concerto in una discoteca dall’altra parte della città, quel giovane biondo e riccio pensa che Matteo 28 enne sia mio figlio, azz, io 38enne scoppio a ridere, bene non solo mi sento inadeguata mo pure vecchia..!  Siamo scoppiati a  ridere..

Spesso sono autoironica

E poi vedendo le mamme con i bimbi intrufolarsi, scappa la battuta, figlio andiamo…e Marco cosi si abbassa, ma non avevamo intenzione di fare i furbi. Tanto eravamo li tra i primi.

Improvvisamente la cugina di quel tale grado di Nek urla, stanno arrivandooo, e tutti , quasi indemoniati hanno emesso un urlo..io..zitta…piccola..ho osservato..senza esultare.., e poi Renga ha lasciato la diretta, senza capire cosa fosse questa diretta, poi ho capito.. eppure io i social network li uso.. si canta Renga  e poi Nek Sei la mia nuova luce, sei la mia uova luce, sei tutto quello che ho, qualcuno ci farà la festa.. sbattendo le mani..se tutto è troppo veloce, non riesci neppure  a pensare..v.e.l.o.ce., sei la mia nuova luce.., incontrarti è già una bella scoperta, siamo unici, gli unici anche se non lo saprà nessuno…

Mi chiedono è tu, vecchia 38 enne per chi tifi? per chi sei venuta?

Oioi..le mie paure sono sembrate distanti.. non riesco neppure A PENSARE SE TUTTO va veloce….intanto cantavo dentro.., rispondo: Per la musica..sebbene avrei una predilezione per Renga, anzi Francesco..

Non avrei un cantante preferito, ascolto tutti e tre da sempre, da adolescente,  Nord  sud ovest est, e do il là perché un gruppetto che mi ascolta come se fossi un coach, una mentore, canta e mi sorride, seguito dagli Gli Anni..

Mi dico..che esperienza..vissuta diversamente a 38 anni..

Eccoli eccoli eccoli, e click click , sembriamo sardine, tutti con i telefonini alzati, eccoli fuori all’ingresso, Filippo con i suoi occhi  affascinanti, ed il sorriso di Max, ma manca Francesco; è in ritardo.. chi segue la diretta, è in ritardo ma sta arrivando.. e poi.. una mano..di uno dei tre, non si sa, su un balcone, come il Papa quando benedice  e così le 250 persone con il naso al’ insù ad urlare e fotografare quella mano, è la sua è di Renga.. boh.. mi dico.

Ancora senso d’inadeguatezza ed emozioni mi invadano, Tieni il tempo, mi parte improvvisamente, ma nessuno mi sente, muovo il labiale.. .ho un ritmo dentro di me, mi faccio da  training   autogeno, fa caldo, fa molto caldo, avevo i piedi congelati quasi a non sentirli…hai sentito dire che l’amore, vive solo ad un isolato da te, come mai non l hai mai incontrato prima che, commettessi il grave errore di credere che l’amore vero non esiste e che tutti attorno sia triste, piuttosto che essere normale hai scelto di essere infelice, ..ecco forse ho preferito ..stai facendo una cosa normale..

Oltrepasso la transenna, Giovanni mi dice, ora bella tocca a te, mi raccomando..

Mi chiedo mi raccomando a cosa? Entro con Marco, come se quelle ore ci avessero dato l’opportunità di conoscerci, eppure piacere Marzo, piacere Emanuela, ce lo siamo detti quando ci siamo salutati mantenendo i cappotti di entrambi per rivestirci, sotto a quegli stessi portici dove eravamo dalle 14:00.

Entro, eccoli, sorridenti, tre ragazzi, tre persone, tre compagni, mariti, papà, tre cantanti. Annalisa, Teresa si levano il cappotto, anche io levo il mio, mi avvicino, Tranquilla, il cuore non mi batte forte, mi dico forse mi sono fatta troppo training autogeno, eccolo, Rega moraccione, ciao ragazzi come state? Cosi smack guancia destra e sinistra a Francesco, guancia destra e sinistra a Nek, guancia destra e sinistra a Pezzali, foto click dalla fotografa ufficiale, io in mezzo a Francesco e Filippo, wow, stretta di mano ed  un grazie, in bocca al lupo ragazzi, vado via..

Tre secondi per…

Tre secondi dopo ore di senso di inadeguatezza.. per poi non sentirmi più inadeguata,  ma normale, per sentirmi bene. Sebbene vissuta a 38 anni come prima esperienza, è stata vissuta con le sensazione e le emozioni di una donna cresciuta, “ questa storia mi ha tirato a botte, da domani ricomincio un’altra vita, a proteggerci dagli altri, come te che mi hai dato il più bel giorno nel mondo, è  con te che è iniziato quel viaggio..quel sorriso…non lasciamo che il tempo…non ti accontenti di essere una tra tante,  viaggi sulle le frequenze, sei solo tu, sempre di più , dentro me, sei solo tu..se telefonando..perchè sei bella.. guardami amore..vivendo adesso” dentro di me  durante il ritorno a casa, cantando come un’adolescente più grande, dentro di me, con emozioni ora non di inadeguatezza, ma di bellezza e di semplice normalità.

E’ la meraviglia che ho incontrato questo momento, mio, segreto, in compagnia di me e di sconosciuti con i quali ho sorriso, atteso, parlato; guardando, ascoltando, osservando, cantando in silenzio. La prossima volta farò sentire anche la mia voce.

Emanuela Cimmino

eduprof.it


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