Il mondo delle “fregne” di Elena

Sono in Abruzzo da circa tre mesi e tutti mi parlano delle “fregne” e mi consigliano di assaggiarle. Scopro con tanta sorpresa che la “fregna” è un dolce abruzzese nato dalla genialità di una signora molto simpatica che l’ha reso uno “street food” gettonato all’interno di sagre, manifestazioni culinarie e festival.  Il nome attira l’attenzione della gente perché allude a qualcosa di “proibito” e “sexy”. A renderla speciale è il calore umano, la grinta e l’energia di Elena che colpisce per la sua genuinità e la sua allegria. E’ difficile non lasciarsi contagiare da questa donna e diventare un “fregna dipendente”. Con grande entusiasmo ho il piacere di intervistare Elena Iannone e scoprire che dietro a questa donna frizzante c’è molto coraggio, creatività e voglia di “mettersi in gioco” nel creare un prodotto culinario così ambito.

Com’è nata la “fregna”…ci racconti la sua storia..

La “fregna” è nata circa una decina d’anni fa qui in Abruzzo. Nasce tra le mura domestiche. La preparavo solo per amici e familiari. All’epoca non avrei mai pensato che si sarebbe tramutato in un “street food” e né tanto meno in un lavoro. Ero vicepresidente della Pro- Loco di Orsogna, il paese in cui vivo e lì organizzavo le feste patronali. L’abbiamo portata in giro per la prima volta all’interno di una festa patronale e la gente è letteralmente impazzita contrariamente a quello che pensavano colleghi e amici, scettici soprattutto nei confronti del nome che evoca qualcosa di “proibito” e “peccaminoso”. Successivamente l’abbiamo presentata anche nei paesi limitrofi di Orsogna riscuotendo l’analogo successo. Giacché ero rimasta senza lavoro (lavoravo a scuola come personale Ata), ho pensato che poteva rappresentare un modo per racimolare qualche soldino per aiutare la famiglia. In Puglia la “fregna” è nota grazie al comico barese Uccio de Santis che l’ha fatta conoscere fin lì.

Ora parliamo di lei Elena…Com’è cambiata la sua vita e quella della sua famiglia. Le manca la sua vita da impiegata?

La vita di impiegata non mi manca. Mi mancano i bambini perché ero a stretto contatto con loro. A livello familiare la vita è cambiata tantissimo perché ho meno tempo a disposizione per stare coi miei figli. Mio figlio di quasi dodici anni sta crescendo da solo. Invece mia figlia è integrata all’interno dell’attività e lavora con noi.

Cosa rende speciale “la fregna” di Elena?

E’ speciale grazie ai “fregni dipendenti” che la degustano in tutte le sue salse. Loro ci fanno pubblicità sul web, col passaparola, invitando gli amici. Fa la differenza anche la persona che la fa. Noi offriamo risate, cordialità, calore umano. Mi viene spontaneo “giocare”, fare battute. Se non lo faccio significa che sono arrabbiata o c’è qualcosa che non va ed è stupefacente come gli avventori se ne accorgano.

Abitudini tipiche dell’abruzzese: quali sono le “fregne” più gettonate?

La “fregna d mamt” e “la bagnata”  con rum rigorosamente da assaggiare!

Ho letto che lei ha girato tanto tra sagre, fiere e mercatini. Ci racconti delle sue avventure..

Grazie a questo lavoro ho partecipato a tanti eventi che ritengo tutti straordinari. Li ho tutti nel cuore perché per me sono sempre una scoperta. L’evento a cui partecipiamo sempre volentieri è la festa del mio paese (Orsogna), il 14 Agosto e poi a Roccamontepiano. In questi eventi c’è sempre tanta gente. Molti mi chiamano la mattina mentre sono in laboratorio perché vedono il furgoncino chiuso e vogliono sapere a che ora arriviamo perché impazienti di assaggiare le “fregne”. Il progetto Sud Festival a San Salvo è un evento straordinario. A Pescara la Festa di San Andrea giù al porto attira molti turisti in estate. Sono tutte manifestazioni in cui riscontriamo curiosità e partecipazione da parte della gente. Si respira aria di festa, calore umano. La gente che ci segue ride e scherza con noi.

Lei è dovuta ripartire da zero creandosi una nuova attività. Quali sono le capacità per fare ciò? Quali consigli darebbe a chi ha voglia di “inventarsi” un nuovo lavoro?

Rischiare. Tanto siamo già a terra e non si ha nulla da perdere. Non arrendersi mai! Una signora che ora non c’è più mi ha trasmesso un grande insegnamento. Un giorno mi disse: “Solo chi cade si può rialzare!”. Porto queste parole nel mio cuore e le trasmetto a tutti i giovani che hanno bisogno di coraggio, entusiasmo e una possibilità per “inventarsi” e sperimentare. Incoraggiata da questo insegnamento mi sono avventurata in una nuova attività con mia sorella e amica…un locale tutto nostro.

7)Quali sono i progetti futuri di Elena e le sue fregne?

Continuare con questa attività. Migliorare perché non sono mai soddisfatta a pieno di quello che faccio. E ciò mi induce a ricercare nuovi ingredienti e prodotti che rendono migliore ciò che offro ai miei avventori. Per me ha molta importanza la qualità di ciò che si offre.

8)Quale “fregna” consiglierebbe ai lettori de “Il Corriere Nazionale.net?

Una bella “fregna Percoc” che ho dedicato a mia sorella. E’ fantastica! E’ un pieno di passione grazie al colore rosso e alla crema allo zabaione che dà molta energia!

Mariangela Cutrone

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