Cronaca

Presa la pancia degli elettori, ora bisogna riempirla

Il PD locale cresce nonostante tutto

CASTELLANA GROTTE  – Sarà stata la campagna elettorale fatta su un Castellanese “doc” come Ubaldo Pagano; saranno stati i contenuti e le capacità di dialogo della segreteria cittadina del PD, oltre che gli ottimi rapporti in Consiglio Comunale, a far decollare le preferenze nell’ambito del comune di Castellana …certo è che il 20% preso in territorio di Forza Italia e di un “grillismo acuto” è un fiore all’occhiello per l’attività del Circolo PD della città delle Grotte.

Città ora necessariamente fiore all’occhiello regionale per i suoi risultati ben al di sopra delle medie regionali, città che meriterà un occhio particolare proprio per il filotto di risultati ottenuti in pochi anni dal centrosinistra e testimone del ribaltamento della tradizione politica locale dal dopoguerra ad oggi.

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Passa in secondo piano l’elezione della senatrice Patty L’Abbate, che in questa città pochi conoscono di persona; candidatura calata dall’alto, poco gradita al circolo “amici di Beppe Grillo”, testimoniato dal fatto che Michele Mastrosimini, loro candidato sindaco alle passate amministrative lo abbia testimoniato vivacemente sul suo profilo facebook. Ma poco conta il nome in un contesto di marketing politico aziendale vincente che fa dell’accentramento gestionale la sua arma; non a caso – notizia degli ultimi giorni – è proprio la “tangente” che la Casaleggio Associati ha già richiesto agli eletti, pari a 330 euro al mese di soldi pubblici, per le attività di marketing e comunicazione. Una sorta di pedaggio che porterà nelle tasche della azienda una cifra pari a 3 milioni euro all’anno. Mica giuggiole.

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Male Forza Italia, sottodimensionata dal PD. Benino Lega, anche se il risultato è eclatante in termini di scelta etica del voto. Male il centrodestra che non riesce ad eleggere Scatigna, che pur meritava miglior esito per capacità e esperienza politica.

È andata così. Risultati che ora proiettano l’attenzione sul “metodo” da adottare per operare politicamente: il PD sembra restare, nonostante la spinta propulsiva del governatore Emiliano, all’opposizione. Lega e M5S, affini per programmi e modus operandi, sembrano essere in parziale sintonia in una situazione che già allarma i mercati internazionali, molto scettici sulle capacità gestionali e amministrative dei due movimenti: l’uno con precedenti penali su fondi e banche; l’altro senza un bilancio nazionale e gestito da una azienda privata, con burattini a comando al loro servizio.

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Chi vivrà vedrà. Ma, da ora, il PD, che i risultati li ha portati a casa, si riposa in attesa dei primi passi falsi, già commessi, di coloro che nelle proprie campagne elettorali hanno preso per la pancia gli Italiani e che ora dovranno riempirla a dovere, pena la rovina totale e definitiva della loro sia pur labile credibilità.

Giovanni Mongelli


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