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Il Bari espugna meritatamente Avellino con affanno

Avellino – Usciti indenni dalla caduta della navicella cinese nel giorno di Pasqua, in quello di Pasquetta, mancando di rispetto ai tifosi, lì, in quella tana di lupi che è lo stadio Partenio, terreno in sintetico incluso, dove l’ambiente si surriscalda facilmente dal momento che le dirigenze, da sempre, allestiscono squadre che sin dall’inizio riescono ad immedesimarsi nel contesto irpino, il Bari di Grosso non è finito nella braceria irpina, anzi ha provato ad esorcizzare quella tradizionale percezione con la quale i giocatori locali sentono molto la maglia dando sempre quel qualcosa in più rispetto alla norma, espugnando il Partenio con merito, trovando nell’uovo di Pasqua tre punti sacrosanti.
Forte anche dei numerosi tifosi che han raggiunto Avellino a bordo di auto e di pullman grazie al permesso concesso in extremis dal Casms sin da quando si sarebbe dovuto giocare, per il Bari di Grosso si trattava dell’ennesimo esame di una facoltà difficile, quella di agganciare i playoff pur senza convincere, dando una spallata definitiva a quel Bari che sbaglia partite, che si incanta con l’improducibile, snervante, “tiki taka”, e che dimostra di essere lassù non tanto per propri meriti (che pur, in qualche modo, ne ha) ma solo per caso, tenuto conto che quasi tutte le altre squadre consorelle di lassù riescono, senza troppi affanni, chi più, chi meno, a battere le ultime in casa loro, cosa che non riesce quasi mai al Bari tranne che per Terni. E la gara di oggi serviva anche a smentire questo trend negativo.
Obiettivi diversi per le due squadre con l’Avellino intento a pensare alla salvezza, ed il Bari ai playoff. Bisognava anche reagire al ko di Ascoli Piceno dove il Bari ha giocato una delle più brutte partite mai giocate, forse anche a causa dell’assenza di Basha e di Gyomber, sbagliandone l’approccio, e per Grosso, che voleva vedere un cambiamento e “qualcosa di bello” ma anche trasformare la delusione in soddisfazione, si trattava di una partita insidiosa e difficile contro una ennesima squadra che si chiude in difesa davanti ad una “grande” e, come tale, sarebbe servita una prestazione gagliarda e feroce, sentendo anche il peso della responsabilità verso la tifoseria che, dopo la sconfitta di Ascoli e la vittoria col Brescia, cercava una prestazione maiuscola anche per rimanere aggrappato al treno dei playoff.
E in questo intreccio di gare giocate tra oggi e domani a causa del rinvio per la morte di Astori, il Bari, appunto, cercava la vittoria, una continuità e quel centesimo per fare l’euro, centesimo fino adesso mai intravisto. E, finalmente, ce l’ha fatta, meritando la vittoria non foss’altro per i quasi venti tiri in porta che ha effettuato contro i tre degli irpini.
Recuperato Basha, Grosso ha mandato in campo il solito 4-4-3 ma con una formazione ancora diversa: con Micai tra i pali, Sabelli e Balkovec terzini, Gyomber e Marrone stopper centrali, Basha regista, Iocolano e Henderson mezzali, Galano a destra, Improta a sinistra e Nenè come terminale d’attacco. Novellino, che è allenatore esperto e trasmette tanta carica ai suoi, ha risposto con una squadra offensiva con quattro giocatori d’attacco, nello specifico: Lazzerini in porta, Marchizza e Pecorini terzini, Krosic e Ngaw centrali difensivi, D’Angelo e Moretti a centrocampo, Cabezas e Vajushi esterni alti, Ardemagni e Asencio in attacco.
Si sperava in un cambio di approccio da parte del Bari e così è stato, tranne che in qualche circostanza dove si è fatto trovare in ritardo un po’ come ad Ascoli. Bari che finalmente ha cercato il tiro in porta, ha prodotto gioco senza gli irritanti giri palla (il giusto) e cercato spesso il tiro in porta così come accaduto al 5′ con Basha da fuori area, tiro facile preda di Lazzerini, e al 10′ con Galano che da fuori area ha tentato uno dei suoi tiri ma anche in questo caso ha trovato il portiere irpino a deviargli la traiettoria.
E’ il Bari a far la partita mentre l’Avellino è costretto come dita dei piedi dietro la propria difesa, salvo mettere il muso fuori per alleggerimento, ma neanche così il Bari è riuscito ad evitare il gol subito.
Al 24′ Iocolano dopo 30 metri, dal limite dell’area, sfodera un sinistro terminato di un soffio al lato.
Ma siccome il produrre gioco non vuol dire passare in vantaggio, anzi, in genere, penalizza la squadra che produce gioco, al 30′ ecco punito il Bari alla prima incursione irpina che va a confermare quella regola non scritta ma che solo chi ha esperienza di calcio può prevedere, quando Vajushi, alla sua prima da titolare, giocatore arrivato in prestito a gennaio dalla Pro Vercelli, con un tiro arcuato supera Sabelli e si infila sulla sinistra di Micai. Gol subito, soliti fantasmi e palla al centro.
E’ che, come sempre, negli ultimi trenta metri manca la giocata illuminata da parte del Bari – Brienza ad esempio – e questo lo ha confermato anche oggi al Partenio.
Ancora Bari al 42′ con un cross di Balkovez per la testa di Nenè ma la palla termina di poco oltre la traversa.
Sono davvero numerose le occasioni prodotte dal Bari tanto che abbiam perso il conto: al 43′ su assist di Galano, appena fuori area, Henderson sceglie la verticale per Iocolano piuttosto che Improta sulla sinistra da solo, ma l’ex Alessandria controlla male portandosi il pallone fuori.
Termina la prima frazione di gioco e le lacune del Bari si sono materializzate ancora una volta: poca determinazione, idee poco illuminate, scarsa creatività negli ultimi venti metri, mancanza di una fantasia (Brienza) e, dulcis in fundo, punizione finale col gol subito.
Al 1′ gran tiro di Henderson da lontano sibila la traversa a cui segue una scivolata di Acensio su cross di Ardemagni che termina di un metro al lato.
E davanti ad un Avellino davvero imbarazzante che se la gioca bene con l’Ascoli, l’impressione è che al Bari manchi la scintilla giusta per infiammarsi e per affondare la lama del coltello.
Ancora Henderson al 10′ dalla distanza stavolta di pochissimo al lato.
Al 18′ cross di Iocolano per la testa di Nenè che pareggia meritatamente.
Cresce la squadra di Novellino che, con incursioni, impensierisce la difesa barese con cross e personalismi di Castaldo, appena entrato, e D’Angelo ma è sempre il Bari a dettare legge, segnale positivo che si traduce nella volgia di espugnare questo campo. Al 25′ assolo di Improta che, sebbene deviato, tira alto sul palo.
E’ il momento di Tello al 27′ al posto di Iocolano, assist man del gol e il canovaccio non cambia, anzi, il Bari sembra accelerare sul pedale arrivando in area avellinese in modo costante e pericoloso. E dopo altre occasioni gol sbagliate dal Bari (inserimento di Basha su punizione col pallone che termina fuori, con Improta che tira sul portiere), è la volta di Floro Flores e di Cisse’ al posto di Iocolano e di Galano. La mossa è quanto mai azzeccata perché al 46′ Cisse’ su passaggio di Balkovez, sigla l’1-2 meritatamente facendo andare su di giri i tifosi presenti allo stadio.
Vince il Bari con pieno merito anche se le solite lacune non son mancate, solito primo tempo regalato agli avversari e troppe volte ha concesso spazi e campo a squadre davvero modeste, vedi Ascoli e Avellino.
Bari che sale a quota 53 piazzandosi da solo al quarto posto ma occorre ancora correre perchè nessuno regala nulla ed, anzi, le squadre concorrenti continuano ad avanzare in classifica senza perdere colpi.

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