Facciamoci sentire

Dell’Emigrazione italiana si tratta ancora poco. Non ci resta che prenderne atto. La materia dovrebbe, invece, essere meglio messa in evidenza per il complesso di finalità che implica. Ciascuno ha le sue idee e noi, come sempre, le rispettiamo. Ci sembra utile trarre, però, degli esiti attendibili sul ruolo degli italiani altrove. Anche sotto il profilo politico nazionale.

Dal 2000, secondo noi, non è più valido scrivere d’”emigrazione”. Semmai, di presenza italiana in altri Stati e non solo UE. Anche perché, nel frattempo, tramite l’evolversi dei tempi, la realtà migratoria sembra aver cambiato d’aspetto e di qualità.

Chi vive all’estero, anche nell’Europa Stellata, continua a essere coinvolto nei fatti nazionali in modo discordante da quello degli italiani che abitano nel Bel Paese. Per molti eventi, sono mancate anche specifiche proposte produttive. Dalla nostra posizione d’osservatori, ci siamo resi conto che alcuni programmi, nati oltre frontiera, non hanno destato interessamento in Patria.

Gli italiani all’estero restano, per molti, più una realtà virtuale, che sostanziale. I milioni di Connazionali altrove rimangono una certezza tutt’altro che scontata. Facciamoci sentire; suggerendo le nostre motivazioni già ora, al Potere Legislativo e, dopo, a quello Esecutivo. Ci sono, infatti, delle realtà inquadrabili solo da chi le ha vissute in prima persona. Nello spirito dell’obiettività, continueremo a curare un servizio che riteniamo d’utilità. Chi ha delle proposte migliori avrà tutta la nostra attenzione tra le colonne di questo quotidiano.

Giorgio Brignola

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