Sembra che molti italiani abbiano la corruzione nel sangue

Tangenti: arrestati a milano quattro primari e un dirigente Imprenditore in cella, ‘regali e stage a direttore sanitario’

Imprenditore in cella, ‘regali e stage a direttore sanitario’

Due primari e il direttore sanitario dell’ospedale Pini di Milano, e due primari del Galeazzi, sono stati arrestati per corruzione, ai domiciliari, nell’ambito di un’inchiesta sulla sanita’ milanese. In carcere e’ finito anche un imprenditore. Secondo quanto accertato, avrebbe promesso uno stage per la figlia del direttore sanitario del Cto-Pini, alla quale avrebbe fatto avere un cesto di Natale da 1000 euro e pagato le spese per due congressi. Uno dei medici avrebbe prospettato ad un ricco paziente un’infezione fasulla per convincerlo ad operarsi in clinica privata, a pagamento.

Ancora l’ipotesi di un pezzo di sanita’ pubblica asservita a interessi privati e’ al centro dell’ennesima inchiesta giudiziaria che mette in discussione l’eccellenza del modello lombardo. Un imprenditore di 53 annni, amministratore di societa’ che commerciano apparecchiature mediche, l’unico finito in carcere, avrebbe corrotto gli altri cinque indagati (ai domiciliari) per garantirsi le forniture al Pini-Cto e al Galeazzi, due tra i piu’ importanti ospedali ortopedici italiani. L’indagine nasce dagli sviluppi di quella che porto’ nel marzo di un anno fa all’arresto del primario del Cto che, a partire dal 6 giugno, sara’ a processo con l’accusa di avere preso tangenti per usare le protesi di due aziende ‘amiche’ e di avere effettuato interventi inutili per compiacerle. A dare impulso all’inchiesta, anche un esposto anonimo sul “clientelismo” nell’ospedale in cui si faceva riferimento all’”intoccabilita’” della direttrice sanitaria.

Di assoluto rilievo le figure dei medici arrestati: due del Pini e altrettanti del Galeazzi. Ai domiciliari anche uno dei personaggi piu’ influenti della sanita’ lombarda, il direttore sanitario del Pini-Cto. “Il Pini e’ l’ospedale piu’ facile del mondo! Perche’ non ci sono gare, se sei amico di un chirurgo usi i prodotti che vuole, che e’ tutto libero, tutto libero!”: cosi’ in una conversazione intercettata che, per il gip Maria Teresa De Pascale, rappresenta “una genuina dichiarazione ampiamente accusatoria in ordine alla scarsa legalita’ delle forniture al Pini”. L’imprenditore si sarebbe sdebitato in diversi modi: con la promessa di uno stage per la figlia del direttore sanitario in una delle sue societa’, con un cesto di Natale da 1.000 euro e il pagamento delle spese per congressi in giro per il mondo che si sarebbero trasformati in villeggiatura per i medici beneficiati.

E’ la “bramosia di denaro”, la “cupidigia”, per dirla con le parole del gip Teresa De Pascale, di Giorgio Maria Calori, responsabile dell’Unita’ di Chirurgia ortopedica riparativa del Cto-Pini e uno dei quattro primari arrestati nell’inchiesta milanese per Tangenti nella sanita’, che ha portato ai domiciliari anche la direttrice sanitaria dell’istituto ortopedico. I camici bianchi si sarebbero “imprenditorializzati”: “in una situazione di conflitto di interessi” avrebbero brevettato quei prodotti poi venduti, grazie alla loro sponsorizzazione, da societa’ di cui loro stessi avrebbero avuto, tramite le mogli, le quote.

Uno dei chirurghi del Cto-Pini arrestato, avrebbe paventato a un “facoltoso paziente l’esistenza di una grave infezione” che, se non curata, avrebbe portato “all’amputazione di un piede” per “manifestare la necessita’ di procedere ad un’operazione” in una clinica di Milano dove “operava privatamente”, anche se l’infezione non c’era. Lo dice in un’intercettazione un altro medico arrestato.

“All’interno dell’azienda Pini-Cto vengono spartiti soldi pubblici in modo clientelare, che dovrebbero servire invece per il bene della popolazione (…) le ditte fornitrici sono sempre le stesse ed i regali per alcuni primari e la direttrice sanitaria sono sempre piu’ costosi”. Sono alcuni passaggi di un esposto anonimo del febbraio 2017 “contenente accuse di clientelismo” all’interno dell’ospedale milanese e finito agli atti dell’inchiesta. Secondo l’ordinanza, uno dei modi per ricompensare i primari, sarebbe stato il sistema di “consulenze fittizie (…) create a tavolino per coprire i flussi finanziari effettivi.

Alto anche il giro d’affari al Galeazzi, l’altro polo ortopedico di Milano che si e’ dichiarato estraneo alla vicenda. Vicenda nella quale i medici protagonisti, disposti a “svendere la pubblica funzione, per il proprio tornaconto personale, incrementando il proprio guadagno” a discapito dell’ente per cui lavorano e “spesso – annota il gip – anche in dispregio della salute dei pazienti”, si sono arricchiti grazie a stecche, spesso mascherate da consulenze fantasma e quote in societa’ inglesi, per parecchie migliaia di euro.

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