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L’arte oltre tutte le barriere del pregiudizio

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L’Italia è una delle nazioni in cui negli ultimi anni l’associazionismo è sempre più attivo e presente nel vari territori nonostante il Governo abbia effettuato notevoli tagli a discapito di questo settore. A capo delle associazioni culturali e sociali vi sono giovani ricchi di entusiasmo e creatività che hanno voglia di mettersi in gioco e che investono tempo, energie, idee ed emozioni in attività volte al sevizio degli altri. Alla base di esse vi sono cause sociali, ideali, sogni da non sottovalutare e a cui bisogna dare la giusta importanza. Mi ha molto colpita l’iniziativa organizzata per il 25 Aprile dall’associazione  Le Rêve, operante nel territorio del novarese e in tutta Italia grazie alle sue attività culturali che interessano le diverse espressioni artistiche (letteratura, teatro, pittura, danza) in collaborazione con l’associazione Novarcobaleno che si occupa di sensibilizzazione sulle questioni di genere.

L’evento si chiama “L’arte oltre tutte le Barriere del Pregiudizio” e si terrà il 25 Aprile, Giorno della Liberazione d’Italia, perché è  la giornata ideale per riflettere sul ruolo dell’arte nella vita dell’uomo impegnato nella lotta contro i pregiudizi sociali e i vari totalitarismi. L’associazione ha organizzato una mostra presso la sede in via  Monte San Gabriele 13 a Novara a partire dalle 17,30. La mostra coinvolge pittori e poeti di tutta Italia che hanno dato il loro contributo artistico su questa tematica molto delicata.

Ho avuto la fortuna di conoscere Sara Cavazzin, presidente e fondatrice  da Gennaio 2018 dell’associazione Le Reve. Oltre ad essere attiva nel mondo dell’associazionismo, Sara è una giovane attrice teatrale con un curriculum artistico invidiabile perché ricco di significative esperienze. Quella che segue è un’intervista molto interessante ricca di imput creativi e spunti di riflessione sul ruolo dell’arte e dell’associazionismo  in Italia.

1)Com’è nata l’idea di organizzare questa mostra dal titolo “L’Arte Oltre Tutte le Barriere del Pregiudizio”

La mostra  nasce dall’idea di supportare l’associazione NovarArcobaleno che si occupa di sensibilizzare sulle questioni di genere. Il 26 maggio si terrà il primo Pride nella città di  Novara e la nostra mostra è una delle tante iniziative a preludio di questo importante momento.  La nostra associazione culturale Le Rêve, in accordo con NovarArcobaleno, ha però deciso di non settorializzare la questione  ma bensì di andare oltre il tema delle diversità di genere perché riteniamo che il  pregiudizio difficilmente si scateni contro un’unica categoria: il pregiudizio scaturisce dalla mancanza di empatia e dal rafforzamento delle distanze e, perciò, si estende facilmente a tutto ciò che è diverso. Noi siamo  convinti che sia il momento di dimostrare che tante minoranze sono una maggioranza e questa maggioranza va conosciuta e ascoltata in profondità e presa in considerazione in tutte le sue alterità.

Quanti artisti parteciperanno e su quali criteri è stata effettuata la selezione delle opere?

Sono numerose le persone che offriranno il loro contributo artistico a questo evento. La scelta è ricaduta su persone capaci di parlare con sincera sensibilità del tema e che, in un modo o nell’altro, rappresentano queste minoranze a cui vogliamo finalmente dare pari dignità ed eguale diritto di esprimersi. La mostra, che ho curato personalmente, prevede linguaggi artistici diversi (pittura, happening,  poesia, fotografia, astrattismo e realismo, ecc.) proprio a sottolineare che è nelle diversità che si trova l’arricchimento culturale e si esce dalla monotonia soffocante e mortale dei totalitarismi: non è infatti un caso che la data scelta per questa mostra sia proprio il 25 aprile. Ci saranno artisti che hanno avuto un percorso “canonico” e accademico, e artisti che hanno approcciato all’arte in modo autodidatta, donne e uomini di diverse età, provenienze e condizioni socio-culturali, artisti con sindrome di down, autismo o altri disturbi cognitivi e infine ci saranno artisti molto giovani (tra i sei e gli otto anni circa): quelli comunemente chiamati “bambini” e che troppo spesso vivono il sopruso di un costante pregiudizio da parte dell’adulto. I lavori saranno esposti senza categorizzare e marchiare gli autori, proprio a testimonianza che l’Essere Umano -portato all’apice della più alta espressione di sé grazie all’arte- è prezioso per i suoi contenuti (pensieri, emozioni, vissuto e sentimenti) e le sue peculiarità sono sfumature che nulla tolgono al suo essere Persona.

Cosa pensa delle “barriere sociali” che impediscono alla gente di esprimere ciò che sono e che elevano mura incontrastate cibandosi solo di etichette e pregiudizi?

Penso che siano un dramma reale e sofferto intimamente da tanti, una spada di Damocle ad ampia raggiera che però può essere facilmente spezzata. Viviamo in quella che io definisco un’epoca di passaggio: Libertà, Uguaglianza e Fratellanza sono state chieste a gran voce e a testa alta da poco più di tre secoli, mentre alle spalle abbiamo millenni di repressione, discriminazioni e assolutismi. Questa è la nostra difficoltà, vediamo nitidamente il futuro ma i retaggi del passato incombono ancora sul nostro presente. Spetta a ciascuno di noi scegliere di prendere le distanze da un passato fatto di oscurantismi e proibizioni e autodeterminarsi come Persona. Non è facile ma è assolutamente fattibile.

Qual è il ruolo dell’arte in tutte le sue forme espressive nella società odierna?

È ancora quello dirompente e altamente culturalizzante che nasce con le grandi avanguardie del passato. Le forti battaglie di questi movimenti e dei tanti artisti/intellettuali “fuori dal coro” non sono che a metà dell’opera: loro hanno aperto una grande breccia e iniziato ad abbattere il muro, sta a noi continuare a distruggere e ricostruire. Nonostante in questi ultimi decenni si sia spinto verso una sempre più truce svalorizzazione dell’arte e della cultura, complice anche una becera classe politica che tutt’oggi prosegue sguaiatamente a strizzare l’occhio all’aridità e all’ignoranza, la voglia di conoscere e di comunicare dell’Essere Umano si riconferma inesauribile e prosegue il suo naturale percorso: com’è stato fin dalla Preistoria, l’arte e l’intelletto continueranno a spingere sempre più l’Uomo oltre sé stesso e il suo strutturale stato di minorità, poiché l’arte e la cultura sono al contempo dell’Uomo e oltre l’uomo e questa sua identità duale non può che generare un superamento strutturale. Io auspico ancora l’Oltre-Uomo e, che piaccia o no ai nostalgici della dialettica servo-padrone, inizio a sentirlo presente… in un orizzonte non troppo lontano.

Ora parliamo dell’associazione Le Rêve che è stata fondata di recente…Quali sono i suoi obiettivi e le sue attività?

Le Rêve, nasce nel gennaio 2018, dalla forte convinzione di quanto detto finora e dal bisogno d’incidere in modo sempre più netto in questo grande percorso Umano. Il desiderio più grande di Le Rêve è quello di far sì che tutti possano essere visceralmente toccati e nutriti dall’arte e dalla cultura: conoscere questi due incommensurabili beni dell’Umanità, sperimentarli, coltivarli e continuare a comunicare attraverso essi, tanto come artisti che come fruitori. Molte sono le attività già presenti o che inaugureremo a breve (un laboratorio e una compagnia teatrale, volontariato tramite attività ludico-creative, un blog di divulgazione culturale, spettacoli teatrali, iniziative letterarie, attività di bookcrossing, ecc.) ma siamo solo all’inizio e contiamo che l’estate 2018 sia per noi una fucina di nuove idee da realizzare al più presto.

Cosa pensa dell’associazionismo in Italia?

Ho avuto modo di lavorare ed entrare in contatto con alcune associazioni novaresi e limitrofe in passato che sono state sfacciatamente deludenti poiché di “culturale” e “sociale”, spesso, non vi era proprio niente al loro interno. È stata una lotta davvero sfibrante -seppur sempre vinta- poter fare arte e cultura in quei contesti. Ma sono certa che, nonostante non siano casi isolati, esistano nel territorio e in tutto il Paese associazioni valide costituite da persone con principi e valori autentici e mossi da scopi davvero ammirevoli. Questo è ad esempio il caso dei ragazzi di NovarArcobaleno, ma anche dell’Associazione Down Novara che sarà presente con i suoi utenti alla mostra del 25 aprile e con cui collaboriamo in ambito di volontariato. Entrambe queste associazioni meritano grande supporto per il lavoro che fanno e maggiore attenzione anche da chi non è al loro interno.

                7)Progetti futuri di Sara Cavazzin e  dell’associazione Le Rêve…

Personalmente il mio intento è dedicarmi “anima e corpo” a Le Rêve e a tutti i suoi progetti. Sicuramente, desideriamo proseguire e mantenere tutte le attività finora programmate e intraprese, ma anche arricchirle e ampliarle. A partire da fine maggio, Le Rêve sarà pronta a rivolgersi molto di più ai bambini (vera essenza dell’Intelligenza e della Creatività Umana), amplieremo man mano l’offerta formativa artistico-culturale e potenzieremo sempre più l’ambito teatrale -che è per me un amore essenziale e assoluto-. Spero in oltre  di poter volgere maggiore attenzione alla Filosofia, amore per me contiguo a quello teatrale, sia personalmente che con Le Rêve.

Mariangela Cutrone

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